C'è un tutto, vuoto e muto,
che lentamente muore
su navi naufragate.
Su tacchi da sfilate,
c'è il niente, senza cuore,
vestito di velluto.
Se gli occhi fissi e grigi
son specchi riflettenti,
il fuori resta fuori
ma, dentro, spenti fori:
ricordi dirompenti
implodon neri e ligi.
Si crede nella luce
nel fuoco che ci guida
nel vento dell'attesa,
ma, a volte, la sorpresa
sta persa in una sfida
ignota a chi conduce.
Ed io rimango lì
nascosta sottopelle,
son goccia di rugiada,
guerriera senza spada,
che arrampica tra stelle
in notte senza dì.

Commenti
L'ho riletta un paio di volte già, ma urge leggermela ancora, è davvero bella.