Non consigli e correzioni danno pena
ma il pensiero del giudizio che scatena
quel che è timido e insicuro tentativo
d'espression individuale, in collettivo
spazio ricco di parole pien di zelo,
in selvaggia terra nuova senza cielo.
D'emozione vesto il foglio digitale.
Non la penna, ma tastiera universale
colma versi d'immatura principiante:
parla il cuore, con quell'aria da galante
ma da nudo fa sol ridere la gente.
Il silenzio copre gli occhi a chi non sente.
Or mi desto da rischiosa riflessione:
continuare o abbandonare la questione?
Se la mente, stanca, dice "lascia stare",
spirito ribelle ancora vuol provare.
Versi e rime stan bruciando e faccio viaggio:
rischio graffi, però azzardo con coraggio.

Commenti
che, per quanto siamo tutti principianti,
non siam tutti balbettanti e son persuaso
ch'oltre ad essere i tuoi versi ben filanti,
metri e rime veston di prezioso raso
contenuti sempre molto interessanti
che attendiamo di scoprire con piacere
e i giudizi non hai proprio da temere!
Se la mente è stanca deve riposare
che al risveglio sprizzerà nuova energia
e altri versi tornerai qui a digitare;
noi nel leggerli faremo compagnia,
se ci piaccion li staremo ad apprezzare,
se potremo apporteremo miglioria
com'è giusto che facciam tra principianti
che si senton di Poesia timidi amanti.
In effetti, mi sono posto tante volte anch'io i tuoi stessi interrogativi, specie quando vedo che la nostra comunità virtual-poetica, qui o altrove, tende a seguire tutt'altri percorsi.
Per questo non mi piace il termine "principiante", perché non vedo un passaggio successivo definito o definibile. Io amo definirmi un "dilettante", anche se ammetto una mia evoluzione stilistica e pure emozionale, rispetto agli inizi (non parlo degli inizi giovanili). Dilettante inteso come atteggiamento stabile. In sostanza, non sarò mai un professionista o, comunque, uno che cerca sbocchi editoriali.
Ma io non faccio testo perché sono troppo vecchio e compongo per passatempo e mera soddisfazione personale. Forse tu hai prospettive e ambizioni diverse. In ogni caso, azzarda con coraggio.
"Evolvere" è qualcosa che richiede una certa libertà d'animo e un buon grado di disposizione a mettersi in gioco, a qualsiasi età. Personalmente, spero di riuscire a proseguire sempre in evoluzioni "stilistiche ed emozionali", in primis per non annoiare me stessa e poi perché credo che ogni evoluzione sia il segno tangibile di un lavoro su se stessi. E se si lavora su se stessi è perché si continua a credere nel misterioso fascino della vita.