Dio ha con se l'angelo più bello del paradiso,
noi nell'anima abbiamo tatuato il tuo splendido sorriso,
semplice e genuino,
con te è stato crudele il destino,
ci guardi dall'alto ma tanto lo sai....
che nessuno ti dimenticherà mai,
anche in questi versi c'è magia
perchè tu sei la più bella poesia,
un guerriero coraggioso e forte,
nulla puo fermarti nemmeno la morte,
perchè sei tanto amore
e vivrai nei battiti del nostro cuore.
per illuminare con i tuoi occhi la via.
Non c'è buio profondo nella notte,
solo un grande sentiero di candele.
Li seduto in una stanza,
ci sei tu,
che leggi un libro dalle tante pagine.
Sorridi e così ritorni fanciullo.
Le foglie cadute dall' albero,
volano leggere,
facendo ricordare
la tua semplicità.
Tu ora che viaggi lontano,
sarei sempre accanto,
al cuore di chi ti ha conosciuto.
in asciutti fiumi,
spenti soffi,
spenti echi.
Rotolano balle di paglia,
rotolano senza linfa.
Fame stringe stomaci
vuoti di idee.
Flebili miraggi
si scorgono lontano
ma sono effimeri
privi di fondamento.
Bloccate le speranze,
lavoro non si trova
corsi e ricorsi di storie
che nulla hanno insegnato.
Si parte, si arriva
ma ovunque c'è il gelo,
risorse tremano
da decisioni folli.
Non può esserci futuro
nell'ignoranza di intententi.
Nessuno si mette in gioco
nessuno mette se stesso
L'unica cosa certa e che
il deserto avanza.
chi ha camminato con me
chi anche con un sorriso
con un silenzio c'è sempre stata,
chi con fatica
non si è mai fermata
anche se stanca
non è mai sparita
è tiene vivo un sentimento che per molti
non ha valore
l'amicizia.
A chi non mi ha mai fatta sentire sola
a te oggi dico grazie di esser la donna che sei
a te dico
BUON COMPLEANNO.
Ed io invece ristagno
sul fondo adatto
le pieghe al mio corpo,
lascio il mio peso morto
sulle articolazioni stanche,
immobile il capo sulla spalla
preme il tempo che passa
senza alzare gli occhi,
e le braccia dal collo, stracci zuppi
muovono le polveri fluttuati,
le sole luccicano in mezzo al buio
ai pochi fili di luna.
I freni servono
per non andare a sbattere
contro il muro o la natura
e d'omertà, certo, non si rallenta.
Senza freni anche un treno
difficilmente resta sui binari
si spostano le forze, di natura
si violano le leggi – e per tutti
non sono fiori - che deraglia
capitolando; ma treno ...
ne costruiamo un altro.
Di passeggeri no, loro deviano
il corso di vita naturale muta
s'affossa la via
il largo si stringe
si chiudono vicoli
impraticabili
divengono i passi:
s'espande un posso
rubando ad altri, dove
s'incrementa il devo
e in quel sottostare, previsione
- come per il tempo - l'altro sia dittatore
in libertà e senza freni
per altrettante leggi ...
del nostro falso mercato.
Ti sbricioli sul mio petto
come poesia senza testo,
come naufragio di sguardi
dipinto sui tramonti
della mia bocca silenziosa.
E volano aquiloni sul cuor mio,
come rondini baciate d’autunno
e s’affaccenda d’eco questo cielo
dimenticato fra le forbici del pensiero,
sei riflesso di luna
taciuto alle pagine dell’anima mia.
... e non è questione di salvare formiche
o falene impazzite alla luce dei neon.
Scordati di trovare un cuore che batte
non c’è anima viva qui dentro
solo carcasse da spezzare e grigliare.
Attenzione però:
non si piange in cucina
la carne non deve bruciare
il sangue non deve colare…
conosco il ritmo, l’umiltà,
l’andatura e il gesto
non allineati del coraggio.
Il concetto che si fa attuazione
colore, materia, legno, creta
bronzo. Leghe e legami.
Il pensiero cardato dalla scrittura.
So delle tue mani la carezza
sul viso e dentro. Più a fondo,
a fondo più di quanto appare
la minima luce, il minimo corpo.
Venero le tue mani forti e delicate:
il polso che congiunge alla terra,
il carpo dove si muovono strade,
il metacarpo, più invitante, di sentieri,
le unghie sono richiami felini,
i palmi coppe con miele delle nubi,
le falangi destinazioni per migratori.
Delle tue mani non conosco la rabbia,
il pugno scomposto,
il cambio repentino delle carte,
la falsità del baro.
Conosco l’autentico respiro dei tuoi pori,
la complessità delle articolazioni nervose
che obbediscono a un caso di scelte.
So i muscoli, i gangli e le sinergie celesti.
Celeste
so il caldo tepore delle dita
quando mi prendi per mano
e intrecci tenerezza alla tua.
Sagome di legno e metallo mi circondano, luci al neon;
Aggrappato al silenzio, le mie mani scivolano veloci sui tasti.
Uno specchio capovolto dentro la mia anima, sullo schermo una matrice binaria;
E mentre rincorro un pensiero un altro si affaccia, sulla soglia della mille volontà.
Respiro il ticchettio dei tasti mentre l'abbacinante vuoto mi circonda, e cadono petali di speranza.








