Notte e pioggia novembrina
Fuori lo scuro della notte,
penombra,
luce del neon,
scroscio ritmato,
della pioggia che viene,
ribattio del temporale,
rumori della grondaia,
e delle gocce che battono
sopra gli oggetti;
pioggia novembrina,
silenzio della natura;
tutto dorme,
tutto è assorto;
il tempo nicchia,
e indulge,
questa notte interminabile,
solitudine,
silenzio.

E torniamo inseme nel passato,
scaviamo nella memoria,
riesumando emozioni.
Tutto torna reale,
i primi baci
le prime carezze,
tanto amore.
Amore che non muore mai,
amore mai sopito.
Mi sono rassegnata
ma il cuore batte,
le mie mani tremano,
e sto ad ascoltarti
mentre mi sfilano davanti
due ragazzi innamorati.
Anni di attesa,
momenti mai dimenticati
ed ora sei qui davanti a me .
Vorrei farti uscire da questo schermo
ed abbracciarti,
stringere al cuore
sentirti ancora mio
e il cuore piange
per questa vita ingrata
che non mi ha dato niente.
Legami
se solo mi tendessi la mano
scapperei da te
se solo mi dicessi t’amo
mi annullerei in te,
se solo mi dicessi
sono tuo,
morirei d’amore
ma felice nelle tue braccia.
inginocchiato di alloro
in forme referenti
sorride e si pregia
in dissolvenza di aspetti
E di auspici a perdersi
nel crepuscolo invito
di Slave Matrone
finge alla vita
di non odiare il suo freddo
Nell'ombra a restauro
di carte specchiate
si nasconde il protetto
nel bacio d'un Ostia
che teme la Croce !
Su nel cielo, oltre la pioggia,
dove nemmeno l'arcobaleno
riusciva ad arrivare...
io ci salivo e poi riscendevo
a secondo del tuo umore e non il mio.
Spesso planavo nella monotonia d'inverno,
ma il più delle volte precipitavo,
facendomi male, ma non più di quanto
mi faceva male... il tuo spingermi giù.
*
Or ti parlo con la voce del cuore,
*
Un giorno decisi, di non voler più salire,
ma per non scendere mai più.
Nel tuo inferno, ci son stata male
ed ho costruito lamiere al mio cuore,
di piombo, di acciaio e di lacrime
pronte al perdono, ma non al ritorno.
E anche se piove ed io ti amo ancora
ci son riuscita, t'ho fatto male,
spingendoti giù, sempre più giù...
*
Or ti parlo con la voce dell'anima,
ti imploro... di non cercarmi mai più.
Non esiste altro giorno
si riflettono su pozzanghere,
tra vie e traffico.
Tu uomo di successo,
tasti il tuo potere
tra questi piani di
vetro e cemento.
Grattacieli come
sentinelle attorno
a te:
ricordi ancora quel
giocoso bambino?
Voglia di verde ed
acqua, falene attorno
a te...
Mi sono imbrattata di fantasia
Colori a profusione negli occhi
Giocando con le parole come biglie sparse sul marciapiedi
ho incastrato emozioni e sensazioni in quella trama del sospiro
che non smette di intessere pensieri
Ho lasciato che mi avvolgesse come nylon per pacchi
senza alcuna resistenza
Poi come una trottola mi ha svolta e rivoltata
portandomi nei sogni e facendomi viaggiare
senza meta alcuna
Volteggio su pezzi di carta scritta a mano con inchiostro blu
nel mare dell’irrealtà
portando a spasso la mente che gioisce ad ogni volo
Sento il vento che accarezza i miei capelli mentre mi saluta,
Sento le risate lontane, mostrano sorrisi che non so più fare.
Mi guardo negli occhi e vedo la mia anima che vola, ma senza di me.
Perché io sono l'ostacolo, la mia insicurezza, ciò che mi frena e che mi asseconda.
Voglia di andare lontano, riscoprire la voce sepolta dentro di me. L'altra metà che mi sprona, mi spinge a combattere, a mostrare chi sono.
...
Ma io chi sono?
Se a volte mi sembra così chiaro, come guardare il mio riflesso allo specchio, altre volte mi scordo che ciò che vedo non è altro che l'inverso.
Una proiezione di me, un'immagine storta , una copia fasulla che si diverte a illudermi.
So che c'è qualcuno là dentro, qualcuno che vede, qualcuno che sente. Qualcuno che riordina i tasselli, come frammenti di vetro, dà forma alla mia essenza giorno per giorno.
E un tempo verrà in cui il puzzle sarà ultimato,
E di fronte alla mia anima tratterrò il fiato:
Saprò chi sono e tutto il mondo con me.
Sciolte piccolezze
assorbite con nonchalance
la pura indifferenza
che appare zucchero nel caffè
... assenza di sorriso
mancanza di un buongiorno
una parola persa
un'altra troppo intensa
in colore non gradito
e quel giocare a torto
gli assorti solo in se stessi
inclinazioni al me ne fotto
ma di sciocchezza
in sciocchezza
giunge il gigante
che, come nulla fosse
passa sopra la gente
e si arriva al dunque
dove, probabilmente
Uno si riprende il gioco
oppure tutto
e tutti gli altri perdono
salvo perdono
non privo di bastonate.







