Per lui era il mese più malinconico dell’anno: novembre con i suoi colori e le sue tristi feste. Non sarebbe andato al cimitero per il disagio che sentiva dentro, ma gli spiaceva per suo padre che aveva tanto amato.

Parcheggiò distante dall’ingresso perché vi erano tantissime auto in sosta. L’interno era un magnifico giardino fiorito.

“Che tristezza”, pensava. “E’ bello che i nostri cari siano così amati anche dopo, ma che senso ha?”, immerso nei suoi pensieri arrivò davanti alla lapide di suo padre. Erano loculi in una zona nuova del cimitero, era al terzo piano.
Si trovò in compagnia di una ragazza che era di spalle di fronte alla lapide di una giovane donna. Cambiò i fiori nel vasetto, pulì la lapide con uno straccio che si era portato da casa , ma si sentiva osservato. Si girò lentamente in un movimento quasi automatico. La ragazza lo stava guardando. Ci fu un attimo di silenzio in cui i loro sguardi si incrociarono. Lei era molto bella con i capelli castani molto lunghi che le incorniciavano il bel viso con occhi grandi e limpidi. “Ciao, era tuo papà?”, disse la ragazza sorridendo. “ Sì rispose, e tu …” , disse lui molto a disagio. “ Io sono qua per mia mamma”, la ragazza indicò la foto. Il ragazzo si avvicinò un poco tanto da notare nella donna ritratta una straordinaria assomiglianza con la ragazza. “Ti ha lasciata molto giovane”, disse lui sempre più a disagio. “ Sì, troppo presto”, disse la ragazza sempre sorridendo. “Ora vado” , disse lui guardando la ragazza e rendendosi conto della sua bellezza e del suo sguardo fisso su di lui. “Ciao,a presto”, disse lei sempre sorridendo. Il ragazzo si girò fece qualche passo. “Come ti chiami?”, chiese lei all’improvviso. “ Mi chiamo Luca” , disse il ragazzo girandosi verso la ragazza che continuava a sorridere . “Tu come ti chiami? , disse lui sentendosi quasi obbligato a fare la stessa domanda. “Ariel” ,disse lei con gli occhi sempre più luminosi. Luca rimase qualche secondo a guardarla rapito poi disse : “ Hai un bel nome”.

Se ne andò di fretta, pensando a quella bella ragazza che continuava a guardarlo. Arrivò in auto e prima di mettere in moto, si fermò un attimo a pensare a quell’incontro, forse avrebbe potuto parlare ancora un po’ con Ariel, ma il suo sguardo lo aveva messo a disagio. Maledì la sua stupida timidezza, mise in moto e tornò a casa.

Luca, chiuso nella sua camera era immerso nei suoi soliti pensieri : “ Ho una laurea che non mi ha portato da nessuna parte. Tanto studio, mille domante, corsi, concorsi, ricorsi. Sono un fallito, non posso neppure aiutare mia madre che da quando non c’è più mio padre è in difficoltà. Soliti discorsi ,in Italia c’è crisi. Non mi hanno voluto neppure come commesso, barista, lavapiatti. Sarà anche per il mio aspetto da “secchioneromanticointellettuale” e il luogo comune che chi studia tanto non è adatto ai lavori manuali.”

Il giorno seguente era al bar, per una colazione veloce prima del consueto giro per agenzie. “Questo mio vagabondare quasi quotidiano alla ricerca di un lavoro è umiliante” , pensava Luca sconsolato. “Tre anni fa mi laureavo, quanti anni dovrò ancora aspettare? Come vorrei poter aiutare mia madre! Sarò costretto a fare domanda di lavoro all’estero”, immerso nei suoi pensieri Luca non si accorse della ragazza seduta al suo fianco al banco del bar. “Ciao”, disse la ragazza sorridendo. Luca si girò di scatto e rimase per qualche secondo muto. “Sorpreso? Io abito qui vicino”, disse,sempre sorridendo,la ragazza incontrata qualche giorno prima al cimitero. “ Ciao, sì un po’ sì, non ti ho mai vista qua prima”, disse Luca quasi balbettando. “Non ci facevi caso”, disse la ragazza ridendo e mangiando di gusto una brioches. “ Ti vedo pensieroso, cosa c’è che non va?”, disse la ragazza con molta tenerezza . Luca rimase sorpreso della domanda e imbarazzato dal fatto che trasparisse il suo disagio. Colto da un impeto di liberazione si confidò con la ragazza fidandosi di lei senza un preciso motivo. La ragazza lo ascoltò con lo sguardo dolce e disse: “ Sei giovane, hai una laurea, tieni duro ce la farai sicuramente è solo questione di tempo” Luca si stupì delle parole della ragazza, aveva all’incirca la sua età e così disse: “ Parli come una persona di grande esperienza, ma … tu cosa fai nella vita?” Ariel rise, ci pensò un attimo e disse: “ E’ una figura professionale nuova … diciamo che io sono … una specie di assistente sociale.” Luca rimase in silenzio, la guardò … era così bella e sorridente che per un po’ dimenticò i suoi problemi e rimase con Ariel per tutta la mattina. “ Questa mattina non lavori?”, chiese Luca. La ragazza, lo guardò sorrise, il volto le si illuminava ogni volta che sorrideva e disse: “ Sto lavorando!”

Da quel giorno Luca incontrò Ariel ogni volta che andava in quel bar. Con lei completò vari curriculum vitae, in seguito agli arguti consigli di Ariel fece domande di lavoro presso aziende a lui sconosciute. “Senti Ariel, come fai a sapere tutte queste cose? Mi fai sentire uno scemo” , disse Luca un mattino dopo aver ascoltato i suoi preziosi consigli. Ariel rise di gusto e disse: “ Fa parte del mio lavoro”.
 Luca pensava spesso ad Ariel al suo sorriso, alla sua bellezza, ai suoi disinteressati consigli. “Sei stata molto gentile con me, ti vorrei invitare a cena, ma ….” , disse Luca sconsolato. “ Ariel sorrise e disse: “ Certo, andiamo e pago io. Troverai presto un lavoro, poi le prossime le pagherai tutte tu!”. Continuò a ridere. Luca in quel momento pensò che l’amava, ma gli sembrava tutto strano, era una sensazione che provava dal primo giorno che l’aveva conosciuta.

Andarono a cena, Luca l’accompagnò a casa in auto e la dolcezza di Ariel lo rese come tramortito tutta la sera. Sotto casa di Ariel parlarono ancora del loro futuro, Luca le accarezzò i suoi bellissimi capelli e disse: “Spero di vederti presto, ma non per parlare di lavoro” Ariel rise, come sempre e disse: “Nei prossimi giorni sarò molto impegnata … diciamo per una nuova missione”. Luca continuava a non capirci niente, Ariel scese all’improvviso dall’auto. Luca non riuscì a darle un bacio.

Non la vide più, non la sentì più. Andò a casa sua, sul campanello era sparito il nome. Nel frattempo Luca trovò un lavoro, un ottimo lavoro. Ora il suo cuore aveva un altro dolore: dove era sparita Ariel?

Luca tornò al cimitero , si avvicinò alla lapide della mamma di Ariel e vide che vi erano due foto. Rimase per un attimo senza fiato, sentì le gambe cedergli, non riuscì per qualche secondo a respirare. L’altra foto era quella di Ariel. Guardò la data e si accorse che era antecedente alla data in cui l’aveva conosciuta. Si girò per un po’ verso l’uscita, si mise le mani sul viso, inspirò profondamente e poi si girò nuovamente verso la lapide. Tutto era come prima mamma e Ariel morte con un mese di differenza un anno prima del loro incontro.

“Conoscevi mia mamma e mia sorella?”, disse un ragazzo sopraggiunto accanto alla lapide. Luca si fece forza e disse: “ Sì, ero amico di Ariel”, disse Luca quasi in apnea . “Hanno avuto un incidente stradale, mia mamma è morta sul colpo, mia sorella è rimasta in coma un mese poi non ce l’ha fatta”, disse il fratello di Ariel “Ma saprai già tutto”,continuò il fratello di Ariel. “Sì, Sì ora vado mi dispiace ciao”, disse Luca quasi scappando.

“Così sono andate le cose” , disse Luca alla sua più cara amica e collega di lavoro Marta durante la pausa pranzo. “Quando sei nato?”,chiese Marta a Luca “ Il 31 ottobre 1980.” , rispose Luca guardandola strano. “Tutto torna”, disse Marta. “ Cosa torna? Che sono pazzo!”, disse Luca preoccupato. “Lei ti aveva avvisato quando ti aveva detto il suo nome, secondo la tradizione cabalistica ebraica Ariel è un angelo che protegge i nati dal 31 ottobre al 4 novembre.” “Io sto impazzendo”, disse Luca abbassando lo sguardo e ripensando a tutte le frasi strane di Ariel, infatti tutto tornava. “Ariel è il mio angelo custode!”, disse Luca sempre più perplesso. “E’ stano però i nomi degli angeli che finiscono con -IEL- dovrebbero essere essenze energetiche maschili” , disse Marta sorridendo. “Senti Marta dimmelo, pensi che sia matto!”, disse Luca sudando. “Luca, in particolari momenti della nostra vita, in cui tutto ci sembra più difficile,il nostro cervello mette in atto meccanismi per proteggerci. Non sei matto, hai passato un brutto momento, Ariel ti è venuta in soccorso, la tua sensibilità e fantasia ti ha aiutato.” Marta parlò tenendo la mano di Luca. “Mi sono immaginato tutto, con chi parlavo da solo?”, disse Luca sconsolato. “ Può darsi”,disse Marta accarezzando il viso di Luca. “Povero me …”,disse Luca scuotendo la testa. “Non dire così, non capita a tutti di parlare con un bellissimo angelo”, disse Marta ridendo. “Grazie Marta per aver ascoltato questo esaurito”, disse Luca baciandola sulla guancia e alzandosi dalla sedia. “Hai fatto l’amore con il tuo angelo?”, chiese Marta facendosi coraggio. “No, te l’ho detto “, disse Luca incuriosito. “Meglio così non è carino portarsi a letto un angelo”, disse Marta abbassando lo sguardo. Luca rise e si girò per tornare al lavoro.

“Luca!”, disse Marta. Luca si girò. " Io non sono un angelo!”, disse Marta con un sorriso malizioso.

 

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Profilo Autore: Barbara  

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Commenti  

Silvana Montarello
# Silvana Montarello 20-11-2013 18:56
Sei straordinariamente brava a scrivere questi bellissimi racconti,io ci credo agli angeli custodi forse perche' io ne uno. :-)
tempo di poesia
+1 # tempo di poesia 20-11-2013 19:17
Molto bella la storia, la narrazione, e anche il risvolto finale positivo...complimen ti!!!
amilcare stunf
+1 # amilcare stunf 20-11-2013 21:07
Scriwi.....diwinamen te....worrei troware awwerbi più alti ma per ora mi è wenuto solo questo, ben conscio che è troppo poco.
Barbara
+1 # Barbara 21-11-2013 07:48
Grazie!!!! Cara Silvana è bello credere negli angeli e il tuo ti proteggerà sempre. Ciao Tempo di poesia benvenuto al club poetico! Amilcare la tua povera tastiera è ancora rotta.........Grazie ancora di cuore.
Brigida Liparoti
+1 # Brigida Liparoti 21-11-2013 14:23
Piaciuta, scrivi sempre molto bene ed in modo scorrevole.
Grazie per la condivisione.
Barbara
# Barbara 21-11-2013 18:40
Grazie Brigida, sempre gentilissima. :-)
nabrunindu
# nabrunindu 26-11-2013 19:33
ma che bellezza!mi hai fatto inumidire gli occhi col tuo racconto, avevo intravisto il titolo e l'autrice ma poi era scomparso dalle prime tre pagine, e l'ho cercato col nome. meno male, cosa mi stavo perdendo, una delizia di racconto che mi riconcilia con la vita. grazie barbara, grazie. le stelle? bè, un firmamento di stelle. :-)

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