Non seppi mai
nel consumare in piedi
quel che memoria è conta ferma
il sasso
ha già lasciato il suono vibrare della tua vita
e tante albe hanno steso gli anni
e seppellito carte fotografate in fretta
sui muri
le stagioni han scritto al vento l'ombra
ai tuoi occhi
che non hanno racconto
crescono i figli
e parlano sulla sabbia come fiori in gioco
che dividono negli specchi d'acqua il cielo dalle nuvole veloci
corrono e tornano le voci sui binari il viaggio, poi l'oltre è segreto
quel che tu vedi io non so
e quel che io vivo tu non sai
le barricate han rotto argini di pace e il fuoco è sparso
nei ciechi sbadigli delle rondini la lontananza arriva
di tanto in tanto
e porta azzurri d'altri luoghi
forse
è un tuo parlare che non vedo
forse
fratello scrivimi.

Commenti
per avere lasciato traccia del tuo pensiero a questo mio scritto...è una poesia che nasce dalla sofferenza di avere perso una persona cara.
Ciao Nunzio
Grazie Deborah,
per questo tuo pensiero, non mancherò di salutarti Valeria, una grande persona.
ciao Nunzio
soave dolce tutto da assaporare in un silenzio avvolgente---- grazie un saluto affettuoso......