La stanza
ha l'eco che ritorna vuota di parole
e poi di lei s'intrama agli occhi della sera
la voce muta delle labbra al vetro
un graffio
che m'inchioda al suo silenzio
a non dire altro se non di come renda sale il mare
nei resti di maree
quando l'onda mi somiglia
e non da pane al pane ne vino al commensale
partito dalla sosta al cielo
Diletto il grano nei grembi al vento già maturi
la falce d'oro nell'attesa
e la tua mano
che non ha saputo cogliere la mia.

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