Eri la copia imperfetta di ciò che avevo disegnato.
Ancora più bella, avevo pensato.
In quel mondo in movimento non ricambiavi,
forse non lo avresti fatto mai.
E per ragioni che non avresti mai compreso.
Forse eri scomoda su quel piedistallo
su cui ti avevo messa, per osservarti malinconico.
Lì ballavi sofferente, aspettando una fine penosa:
quella della sfilata dei carri, la mia.
Per superare questa dipendenza
altro non mi restava che un'implosione,
ma tutto continuava a girare, sai, a girare.
Avevo perso ciò che non avevo mai avuto
e tutto vibrava indistintamente d'insonnia.
Mi sentivo come uno di quegli angeli di cioccolato che,
nella morsa delle fiamme più vive,
sarebbe divenuto un mostro deforme nello sciogliersi.
Ancora più bella, avevo pensato.
In quel mondo in movimento non ricambiavi,
forse non lo avresti fatto mai.
E per ragioni che non avresti mai compreso.
Forse eri scomoda su quel piedistallo
su cui ti avevo messa, per osservarti malinconico.
Lì ballavi sofferente, aspettando una fine penosa:
quella della sfilata dei carri, la mia.
Per superare questa dipendenza
altro non mi restava che un'implosione,
ma tutto continuava a girare, sai, a girare.
Avevo perso ciò che non avevo mai avuto
e tutto vibrava indistintamente d'insonnia.
Mi sentivo come uno di quegli angeli di cioccolato che,
nella morsa delle fiamme più vive,
sarebbe divenuto un mostro deforme nello sciogliersi.

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