Eri la copia imperfetta di ciò che avevo disegnato.
Ancora più bella, avevo pensato.
In quel mondo in movimento non ricambiavi,
forse non lo avresti fatto mai.
E per ragioni che non avresti mai compreso.
Forse eri scomoda su quel piedistallo
su cui ti avevo messa, per osservarti malinconico.
Lì ballavi sofferente, aspettando una fine penosa:
quella della sfilata dei carri, la mia.
Per superare questa dipendenza
altro non mi restava che un'implosione,
ma tutto continuava a girare, sai, a girare.
Avevo perso ciò che non avevo mai avuto
e tutto vibrava indistintamente d'insonnia.
Mi sentivo come uno di quegli angeli di cioccolato che,
nella morsa delle fiamme più vive,
sarebbe divenuto un mostro deforme nello sciogliersi.
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

pierrot
+1 # pierrot 07-02-2016 18:31
forse non è nel posto giusto...anche se il carnevale è un movimento nelle quinte. Ma è un bellissimo dialogo confidenziale, particolare nell' amara dolcezza della fine. grazie

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