Cosa sentivi nelle tue mani
mai nessuno l'ha saputo;
nemmeno tu.
Così ti sfuggì dal finestrino
la pagina accartocciata di un giornale:
una supplica che si dileguò come i caffè amari
dentro i negozi, il finto gioco dell'instabilità.
Mezza quotidianità
ma in realtà vagiti di nastri incompresi,
gatti indifferenti su zerbini strusciati a sproposito;
la tua fine fu la tua opera più grande:
sbuffi di accompagnatori trascinati per strada,
fangosi sospiri di sindacalisti
raschiati nel loro fondo
e bastonate date con un manico di scopa rubato in casa.
Se il più oscuro dei beni imparasse a luccicare
una calca disillusa gli affonderebbe la faccia nella sabbia
e gli infilerebbe le scarpe.

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