E’ il primo a guidarci ma il primo a perdersi;
classico amico: a casa nostra per i porno e le carte.
Nessuno seppe dello sfaglio familiare
o delle sue grandi riprese sotto il lago.
Gira ben vestito con gli amici il sabato sera
pensando di realizzare una vita che nemmeno conosce
e bacia quella mora un po’ per piacere, un po’ per vanto;
perché ascolti sempre il coro?
Quel coro consenziente di amici
che canta il tuo spartito, ma lui
fa sempre di testa loro e così
ne nasce fuori un canto isolato.
Danza con le sue babbucce per il Fillungo
felice e forse stronzo, per poi ronzare come un’ape
e la faccia da calabrone su quell’Aprilia scassato.
Una branco di cani che abbaia ma non morde,
oche in fila indiana che starnazzano senza ali
e che non ci sanno fare con le solite matasse!
Vestiti bene e sguazza nel profumo,
firma senza guardare, dissetati con l’alcool blu,
di’ come sempre che la tradirai per farci contenti.
Ma tanto non cambi; impari solo a sorprenderti.

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