In mezzo alla strada,
fari abbaglianti,
contrasti affascinanti.
Lacrime di sangue
infestano la schiena,
la pelle nuda
su una striscia bianca.
Dal cielo cadono stelle,
scivolando su un cedro.
Ruote corrono,
sulle gambe, tra le braccia,
mentre il corpo denudato
scioglie la lingua
in un nodo informe,
temprando ore senza parole.
Si infrangono muri di polvere.
Noi restiamo avvinghiati
come spettri dentro una bufera.
Il sole svanisce lontano,
come una sirena.
E gridiamo: aiuto, aiuto,
fermate le nostre labbra.
In queste fredde circostanze
non c’è speranza.
La nostra rete è buia, è nera,
come la morte.
