Ciclamini che il mare distanzia,
petunie di luce in riflessi concentrici.
Amplessi di nubi
sul mio volto candido.
Baci rarefatti e insoliti
dipinti col fiato sui vetri.
Come brezza
rinasco alla vita
tra vele strappate alla corrente,
su tralicci di spine e mandaranci,
oltre il velo anonimo degli anni trascorsi.
Rapita
sciolgo l'incanto.
bende che il sangue indora,
anime in un solo palpito,
frenesie di spiriti in pena.
Son vento leggero e disinvolto
che abbaglia, logora
l'ora del piacere, il ritmo del silenzio.
E più non veggo
che un solo tormento.