Un giorno un uomo che nero non era
ma che quella mattina si alzò così
di fretta prese le chiavi e alla portiera
di colpo uno strano buonumore gli salì
Quel giorno non fece la strada per il lavoro
ma andò a nascondersi per le Mura
per bramare una sorta di capolavoro:
spararsi con un dito ma senza sicura
Dicevano per ogni cosa che il caldo fa male
ed era un buon modo per non escudersi a priori
e forse c'entrava anche quella vita provinciale
che però non è quella mitizzata dagli attori
Fatto sta che quella mattina trovò un coltello
e lo puntò alla prima gola quasi innocente
Se avesse avuto un fiore avrebbe usato quello
e se avesse avuto tutto non avrebbe fatto niente
Quel giorno quell'uomo cadde in un pianto
e peccato che il bar fosse chiuso per Lotto
Quel giorno che lo spazio era ancora tanto
ma non abbastanza in un infinito farlocco
Alla fine tornò a casa col cuore scaricato
senza riuscire a realizzare il suo gesto
La gola era secca e l'occhio appiccicato
e per i respiri lunghi era ancora presto
Quell'uomo non suscitò che un ennesimo clamore
il cui effetto dura quanto una sega
e i suoi postumi forse quanto il furore
sulla faccia di un bimbo quando fa una bega
E di quell'uomo poi non si seppe più nulla
come per la maggior parte delle cose strane
come per i sogni il cui ricordo si annulla
anche se qualcosa alla rinfusa rimane
ma che quella mattina si alzò così
di fretta prese le chiavi e alla portiera
di colpo uno strano buonumore gli salì
Quel giorno non fece la strada per il lavoro
ma andò a nascondersi per le Mura
per bramare una sorta di capolavoro:
spararsi con un dito ma senza sicura
Dicevano per ogni cosa che il caldo fa male
ed era un buon modo per non escudersi a priori
e forse c'entrava anche quella vita provinciale
che però non è quella mitizzata dagli attori
Fatto sta che quella mattina trovò un coltello
e lo puntò alla prima gola quasi innocente
Se avesse avuto un fiore avrebbe usato quello
e se avesse avuto tutto non avrebbe fatto niente
Quel giorno quell'uomo cadde in un pianto
e peccato che il bar fosse chiuso per Lotto
Quel giorno che lo spazio era ancora tanto
ma non abbastanza in un infinito farlocco
Alla fine tornò a casa col cuore scaricato
senza riuscire a realizzare il suo gesto
La gola era secca e l'occhio appiccicato
e per i respiri lunghi era ancora presto
Quell'uomo non suscitò che un ennesimo clamore
il cui effetto dura quanto una sega
e i suoi postumi forse quanto il furore
sulla faccia di un bimbo quando fa una bega
E di quell'uomo poi non si seppe più nulla
come per la maggior parte delle cose strane
come per i sogni il cui ricordo si annulla
anche se qualcosa alla rinfusa rimane

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