Una volta c'erano le ragazze timide.
Quelle che arrossivano dopo un complimento,
quelle che se ne stavano in disparte,
all'ombra di un platano mangiando una mela.
Erano quelle che non avevano bisogno di spogliarsi per farsi notare,
perché i loro segreti erano irresistibili
e si percepivano a chilometri di distanza.
Erano quelle ragazze che non si concedevano facilmente:
già ferite, innamorate di altri mondi,
altre storie, dei sogni
che qualche folle coltivava per cambiare il mondo.
Non avevano bisogno di costosi gioielli,
brillavano di luce propria;
non avevano bisogno di svendersi,
perché chiunque potesse permettersele era ricco d'animo.
Accumulavano rabbia.
Ma una volta traboccato il vaso chi le avrebbe fermate?
Qualcuno le chiamava "semplici",
ma non poteva sospettare la complessità di certe emozioni
concentrate in qualche angolo dello stomaco.
Potevi solo alzare loro il mento,
presentare loro l'orizzonte come un vecchio amico di penna.
E la loro semplicità, per dirla tutta,
stava soltanto nell'essere e mai nell'apparire.
Dopotutto, alla fine è meglio essere semplici che facili.
Quelle che arrossivano dopo un complimento,
quelle che se ne stavano in disparte,
all'ombra di un platano mangiando una mela.
Erano quelle che non avevano bisogno di spogliarsi per farsi notare,
perché i loro segreti erano irresistibili
e si percepivano a chilometri di distanza.
Erano quelle ragazze che non si concedevano facilmente:
già ferite, innamorate di altri mondi,
altre storie, dei sogni
che qualche folle coltivava per cambiare il mondo.
Non avevano bisogno di costosi gioielli,
brillavano di luce propria;
non avevano bisogno di svendersi,
perché chiunque potesse permettersele era ricco d'animo.
Accumulavano rabbia.
Ma una volta traboccato il vaso chi le avrebbe fermate?
Qualcuno le chiamava "semplici",
ma non poteva sospettare la complessità di certe emozioni
concentrate in qualche angolo dello stomaco.
Potevi solo alzare loro il mento,
presentare loro l'orizzonte come un vecchio amico di penna.
E la loro semplicità, per dirla tutta,
stava soltanto nell'essere e mai nell'apparire.
Dopotutto, alla fine è meglio essere semplici che facili.

Commenti
Lieta serata Nicola.
*****
Bellissimo. Grazie.
Charlie
Anche i tuoi versi rispecchiano la semplicità del tuo animo.
Bravo Nicola. Ciao...^.^
Personalmente trovo che Essere, sempre e comunque, sia la cosa migliore per tutti anche perché l'apparenza prima o poi decade, lasciando campo libero alla vera essenza. Piaciuta, nella poetica!!