Avevo bisogno del tuo distacco.
Non esisterebbe primavera senza lo schianto
dei cadaveri dell'autunno.

Non esiste più il tuo soffio nel mio corpo,
che via via si faceva grosso, grosso, più grosso.
Non esiste più il Limbo:
bastava non credere in alcun battesimo.

Se tu fossi qui, neanche noterei la tua presenza.
Vedrei oltre un sospetto, denso lembo trasparente
a cui il dio tempo concederebbe lo sbigottimento
di un secondo.

Stringo la sabbia. C'è del rosso:
il rubino ha sposato il sangue.

Ho la testa sulla spalla,
dorme così chi si è ritrovato.
Non so se morto, che importa?
Passa un vento caldo:
quindi, è l'alito di qualcuno
che mi ha ingoiato
ma non ancora digerito.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

neveamarzo
# neveamarzo 02-12-2018 11:27
Come sabbia del Sahara i tuoi versi lasciano il segno, profondi e intensi, scritti con forza e garbo.

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