E se nel tempo gemerò nel mio patire,
la mia anima si stropiccerà stagliandosi
sulle sponde del corpo nell'attesa
d'un'alba che si affacci all'imbrunire.

E se non troverà in esso una battigia
che possa attanagliarla alla terraferma,
insegnami a lasciare di me vestigia,
non al tempo che voluttuoso accelera
il suo passo inerme.

E se nelle viscere del mio sentire
mi perderò, dimentica anche di me,
con un ditale d'amore riportami
ancorata a te.

E se nei miei spazi di candore
perderò tratti di vita,
cuci a te le mie dita.

Mio amato, che in base a me muti
e me stessa hai mutato,
al quale mi accingo ad unirmi
in un giaciglio indefessa di parole,
per placare ieri come oggi
i palpiti del mio cuore.

Per te che il tuo palmo appoggi
sul mio come un popolo trova
fondamenta nel suo Dio

In una terra nuova.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Commenti  

catilo*
# catilo* 16-09-2025 19:46
Bella poesia, Arianna! Immagini che si stagliano, nitide, in un insieme di metafore che trasformano ogni attesa in armonica fusione di sensazioni e dei colori caldi dell'alba!
Chapeau.
Caterina
Arianna Mosconi
# Arianna Mosconi 17-09-2025 15:29
Nel ricordo di un amore ormai perduto per mio volere . Grazie Caterina.

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