I tuoi silenzi,
miele amaro
in cui ti abbandoni.
Luoghi ovattati
addobbati
da principi sbiaditi.
I tuoi silenzi,
come luminescenze
di insegne al neon
vanno e vengono
in un continuo ritoccare cose
che danno sofferenza
a intermittenza
in un blu serale
d'occorrenza.
Nei silenzi,
piovono
su te
le tue mancanze,
come ghiaccio,
affondano
dentro,
solo sfiorando,
attraversando,
come un via vai di
ultime macchine
a notte fonda,
nell'ora che più
non conta.
Padre di te stessa
ti addentri
in quei silenzi
cercando un volto,
da usare a pretesto
e domandarsi poi:
perché mi faccio questo?
Distensioni malinconiche
che celebrano un rito,
quello dei vent'anni
e di un principe sbiadito.
Solo allora comprendi,
con la stessa certezza provvisoria
che hanno
le cose intraviste,
che di quel volto
è meglio esserne sprovvisti.
Chiudi gli occhi,
muore il suo ricordo,
e ancora esisti.
Silenzi di bimba
che fanno male.
Suonano quasi come offese.
Ci speravi,
ma questo sono i tuoi silenzi,
una sorprendente assenza
di sorprese.

Commenti
Grz. le tue parole mi fanno piacere soprattutto perche' dette da una ragazza.....e' una composizione intimamente femminile.Un saluto ;)
E' molto femminile come composizione,spero di aver colto bene quello che avviene nelle donne quando pensano all'amore dei vent'anni.Nn e' la madre di se stessa ma il padre di se stessa per evidenziare la forza, lo sforzo che ci vuole per addentrarsi in quei silenzi.....ovviamen te qst e' un ragionamento che e' venuto fuori in automatico a livello inconscio.In realta' lei nn cerca un volto cmq,sa gia' perfettamente qual'e'.....vuole soltanto stare male ma per sentirsi ancora viva.....poi quando passano quei minuti capisce che deve lasciarlo andare.Lei in quei silenzi cercava qualcosa di reale ed era talmente forte il suo sentire che ci credeva davvero.FAR DIVENTARE REALTA' UN SOGNO ATTRAVERSO UN SILENZIO.I silenzi pero' alla fine fanno male perche' non portano sorprese......sono quasi come offese fatte dal "SILENZIO",un silenzio che se vuoi in qst poesia rappresenta Dio.Il silenzio per lei rappresenta uno "strumento" attraverso cui far diventare la realta' un sogno.In qst senso il silenzio e' Dio ,nn come assenza ma come presenza assoluta a cui si puo' sempre ricorrere ma che alla fine tradisce.Qst poesia se vuoi e' una preghiera fatta nn in silenzio ma di "silenzio".
Bella davvero, felice di averla letta.