un Natale senza luce
senza gioia dentro il cuor.
E cammino tormentata
il dolore mi accompagna
non mi accorgo della corsa
dei regali
nè vetrine illuminate
sarà triste caro padre
non vedere più quel viso
che mi amava senza fine
sarà triste il santo giorno
la tua foto però sta li
e ti guardo
ma le lacrime
poi scendono.
E' Natale senza te.
chiuso nella vigna
mirava, occhi a punta
le nostre scorrerie sui grappoli
- al merlo, al merlo!
voliamo in fretta...
Non una parola, contro...
piuttosto pallottole di “mascalzoni!”
lanciate col silenziatore
La trappola del nonno
il sembrare paletto fisso
sotto la pergola
zitto zitto, rinsecchito
nei suoi settant’anni
- stavolta ci prende, volpino scaltro!
La sera - ignorato il misfatto -
tranquillo un po’ confuso
farfugliava il suo mondo
- la zuppa bollita
il bicchiere color rubino
*la terra, i nonni...l'uva, le corse (vacanze d'infanzia)
Tu figlio
vivilo adesso
che il suo cuore batte
ascolta le poche parole
che ancora può dire
non perdere il tempo
che freddamente
scivola tra le tue mani.
Tu figlio
ruba le ore al cielo
per raccogliere
un suo sorriso
e non ti pentire
di non aver ascoltato
il suo ultimo respiro.
La stanchezza di un cuore
non aspetta un'altra alba
allora per te ci sarà
solo un triste tramonto.
questa sera ho letto
la stanchezza nel tuo cuore
un pensiero triste
era dentro me.
Padre quanto vorrei
saperti felice
dei giorni che verranno
e non leggere
questa tristezza
muta di parole.
Nessuno vede
che il tuo cuore è stanco
e le tue mani han vissuto
tutte le stagioni
e che tu vorresti
guardare il sole con la luna
senza impedimento.
Ma tu padre lo sai
che è solo disperato desiderio
di un cuore stanco.
vorrei parlare alla luna di te
raccontare di un padre
che ha speso la sua vita
nell'attesa di un gesto
colmo d'amore.
Vorrei fermare il tempo
per tenerti stretto
regalarti un cielo azzurro
solo per te.
Leggere in quegli occhi
accenno di felicità
mentre con gli occhi lucidi
ascolto i racconti
della tua gioventù.
Questa sera fermerò il tempo
parlerò alle stelle
e un desiderio esprimerò
"tu padre dovrai brillare sempre per me".
Figlio non leggi
la stanchezza del cuore
e la luce riflessa
in quegli occhi di madre?
Se ti soffermi solo un istante
puoi vedere le tue primavere
nei suoi occhi e ogni alba
del tuo giorno.
Un giorno forse lontano
leggerai nei versi di poesia
che tu eri per lei
il respiro del giorno
e vita della sua vita,
che ogni parola
senza amore
la faceva morire
per poi rinascere
nel tuo sole.
Allora vorrai fermare il tempo
andare indietro per entrare
in quegli occhi di madre
regalare quel sorriso
tanto desiderato.
Mah figlio!
Come vedi
è arrivato l'inverno
il sole si è spento
c'era tanta stanchezza
nel cuore di madre!
E' fresca la notte,
si sente una leggera brezza,
il mare è calmo...
mio figlio pesca,
per modo di dire...
i pesci son furbi,
mangiano
ma non abboccano,
io lo osservo
tutto convinto,
non fa che mettere vermi all'amo,
io me la rido...
è molto rilassante
stare a guardare,
mammaaaaa... ho preso un pesce!!!
pesce?
e lo chiami pesce
quell'esserino così piccolino?
ma...non voglio deluderlo,
il prossimo sarà più grandicello,
è meglio se stò zitta
Respiro sangue, al tuo ricordo,
inondando di passi i pensieri
gelidi, distesi a spregio dell’età,
sulla pelle, del cuore.
E con il fascino, si smarrisce,
l’ombra fievole della ragione,
divenendo luce, sotto il peso dei ricordi,
dei tuoi ricordi.
Vivo Il tuo riflesso, nello specchio
poiché ti assomiglio e indigente
del tuo amor senza veleno,
libero la voglia di pianto,
abbracciato ai tuoi semi.
e solo a te apre le porte,
una angoscia mi assale,
e tristi pensieri offuscano la mente,
poi guardo in alto
e penso che lassù qualcuno mi ama
e non vuole tutto questo.
Siamo stati creati per amore
ma dov’è l’amore quando si fa violenza,
anime innocenti chiedono giustizia,
Chi ha fede e crede in un essere Divino
non dubita che giustizia ci sarà.
Non abbiamo bisogno di tante parole,
guardiamoci negli occhi e diamoci la mano,
passerà questa tristezza e il cuore ferito
troverà qualcuno che lo consolerà.
L’anima ferita non ha bisogno di belle parole,
vuole solo trovar pace nel rispetto e nel decoro.
Mamma
è la tua festa
si sente nell'aria
il profumo di te.
Voglio regalarti
quel pezzo di cielo
dove l'azzurro
è più intenso.
Mamma parola
di grandezza infinita
come quel mare
immenso e come
quegli occhi
di luce riflessa.
E' una sola parola
Si!
Mamma!
Ma basta a toccare
le pieghe del mio cuore.
con quale forza affronti questo mare
con quelle braccia fragili
e quegli occhi incavati dal dolore.
Tu dimmi come fai
ad affrontare l’orizzonte
con la speranza che s’incurva
e s’infrange tra gli scogli.
Io con questa mia caravella
di color corallo
e questa forza da leone
si che arpiono il vento
ma mi tengo saldo alla mia vela
mentre affogo nell’ombra di una madre.
Io annaspo tra le spume
nel desiderio di un sogno d’ avverare
e gemo a volte come uno scemo
con il mento appoggiato
sul bordo del vascello
e l’occhio spento a scandagliare il fondo.
Padre
dimmi tu come fai
io mi perdo giornalmente nell’incongruenza
nella speranza di non morire
prima di aver bevuto tutto questo mare
e di cullarmi tra le onde
di questo meraviglioso sole.
Se non c'eri
ti avrei inventato
avrei dipinto
il tuo viso
stampato
quel dolce sorriso.
Che cosa sei per me?
Il dono più grande
che mi fa guardare
prati verdi
l'azzurro intenso
del cielo
la bellezza infinita
del mare.
Sei immensa gioia
che scaccia
la malinconia
di una giornata buia
la dolce fata
che fa tornare il sorriso
sulle mie labbra.





