Erano in tre in famiglia: nonno

Dante gradiva a un punto tale

la trippa che dava percezione di

ingerirla in una sola cucchiaiata.

Era conduttore di treni nei pressi

di Trecate, e conobbe papà quando

dovettero risanare la latrina: ciance,

brago e bitume un’intera cariolata.

Nonno Tore finito di trebbiare si

dedicava alla sua passione: qualche

forchettata di trenette al rafano

seguite da vini rigorosamente forti.

Una secchiata d’acqua per le

stoviglie, ed ecco nonna Carmela

con una grembiulata d’uva che

diverrà Trebbiano: sono tutti morti.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Messe le scarpe buone, guanti consunti

e il paltò con papà scendevamo in paese

per le commissioni: dopo pochi metri

ci si fermava subito dal cardatore emaciato

che al nostro ritorno ci avrebbe fatto trovare

pronti guanti nuovi e anche una sciarpa.

Diceva “I due cardacci” la scritta sui vetri.

La mamma aveva iniziato a insegnarmi

a leggere, e volevo allenarmi con le insegne.

Poi era la volta del maniscalco con gli attrezzi

per ferrare, dei sellai che preparavano il basto

per i cavalli e la filatrice al telaio con i fusi.

Fuori dalla macina ci salutava il mugnaio

con la pala, e finalmente con stecche e pezzi

di stoffa, pinze e fil di ferro c’era l’ombrellaio

che ci riparava l’ombrello a pezze della nonna.

Ero impaziente di vedere il biciclo-carretto

dell’arrotino, ma mi incuriosiva “Canapa e juta”

sulla bottega dell’impagliatore di sedie.

Ora saremmo tornati a casa dove nonna stava

di certo lavorando a maglia davanti al caminetto

e mamma intenta a far la nuova scopa di saggina.

Passando davanti al calzolaio “Fustelle, basette

e pestello” mi sorprese che papà con la sua scarpa

macilenta non vi entrasse…

Ma ero così stanco di camminare, ma contento

perché di lì a poco avrei avuto, da far vedere

al nonno, la mia nuova sciarpa.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Quando compare
davanti agli occhi
l'immagine della felicità,
dell'amore.

L'immagine
della famiglia.

Vivere tutta la vita
per rifare tutto...

Dall'inizio alla fine.

Per vedere questa immagine.

Che mi porterò con me
per il resto dei miei giorni...

Nulla più mi farà male.

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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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La prima poesia
fu per mamma mia;
la scrissi a sedici anni
ma lei non la gradì.
Pensa a studiare.>
Amorosa e sensibile,
severa e inflessibile,
mia madre era così.
Ormai laureato,
un giorno me la chiese
e le si accese un sorriso
divenni rosso in viso,
mi sembrò il Paradiso.
Mia madre era così,
l’avessi ancora qui.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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A dir mamma lo vissi in auliaco sentore,

crespati ricordi ove quel tempo è fermo..

Mamma di te il cuore si gonfia ad elargir bramoso sentimento.

Furono e son pensieri ove giaci immemore d'amore.

Memoria a tracciar flourescenti visioni nel

percorrere il tuo viale.

Mamma!

Un tuffo al cuore

un trampolino di lancio e

cronometrare quel tempo d'espanzione,

e fra mente e pensiero aprir un varco d'amor sincero.

Mamma amore infinito espanso nell'infinito!

A dir mamma sorride anche il cuore,

preamboli dignitosi nel pronunciare il tuo nome,

getto d'acqua pura a dissetare..

Ricordi in placide premesse,

consigli a divenir pane di vita,

umili e sincere parole in vigor di vita.

Mamma ascolto la tua voce che ancor mi parla!

Ricordo; anche le parole che non aveano senso,

 ponevi sulla retta via! ..


http://www.paroledelcuore.com/images/users/12024/361060_m.jpg

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Un oasi di quiete vorrei divenire, pace e amor far trasparire

Come una bilancia in equilibrio perfetto……

Tra gli opposti muovermi retto e aggraziato

Come un usignolo e il suo cantar beato……

Compreso che con codeste qualità, posso plasmare al meglio questa realtà……

Emanando vibrazioni di benevolenza non potrai che attrarne di eguali

Se amore sei amore otterrai……

Chiaramente in queste parole ho finora ommesso la volontà

Senza di essa nulla avverrà……

Vorrei essere un faro…..

Una luce nell’oblio

Aiutare chi ne ha reale bisogno

A uscire da questo sogno di massa

Ove cechi sonnambuli marciano senza fare una mossa

Vivono a stento il sogno nel sogno perdendo altresì il reale……

Immedesimarsi nel materiale non può che far male…..

Tuttavia vi è il libero arbitrio da rispettare e certo non sta a me il poter giudicare…….

Il mio invito e desiderio è che ognuno si giudichi da sé…..

Migliori dove può la sua condizione e anche egli cominci a vedere……

Quando osservo lo spazio in una notte tersa e senza luna

Non potrei immaginare il veder nel buio una sola luce, una piccola stella…..

Ma nell’insieme di stelle che immani si mostrano davanti ai miei inesperti e languidi occhi

comprendo che l’unione fa la vera forza, nulla è staccato, è tutto un insieme…..

Ascolta fratello non farti pregare

Unisciti a me

Comincia a brillare.

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Profilo Autore: luposolitario  

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Che strano! E’ passato!

C’è il sole, la gioia, un sorriso, la vita!
Sono l’uomo, son forte, ma piango e mi chiudo,
soffro e sto zitto, penso e dispero!

Le nubi, la pioggia, la noia, il dolore!
C’è lei nel cuore! Mi guarda, si accorge,
c’è lei che mi aiuta! Mi alza, mi vuole,
mi stringe e sorride, suvvia cos’hai?

Niente le dico, ormai è passato! Ritorno alla vita.

Ma allora, non è l’uomo quello più forte!
E’ la donna e il suo amore? Dio mio che dico!
E’ lei il sostegno, la gioia infinita?

Cos’è una macchina senza motore?
Cos’è un albero senza radici?
L’uomo è forza, lavoro e denaro!
La donna è amore, conforto e dà figli!

Questa è famiglia! Forza, lavoro e denaro,
amore, conforto, gioia e figli!
Nessuno è più forte! Né uomo, né donna,
ma insieme per sempre, loro fanno famiglia.

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Profilo Autore: Giò For  

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Il filo che ci unisce

Quel filo simile a una sottile speranza di averti, come in quella spensierata mattina.

Le nostre mani intrecciate ed unite dall’ emozioni provate.

La colazione al bar a mordere lo stesso cornetto, dopo una sera passata a ballare.

Il filo dei ricordi, che ritorna ad una canzone che ascoltavamo insieme.

Mentre tu guidavi ed intanto io ti osservavo , e la cantavo.

Noi passione e musica e tante esperienze, il calcio sì anche quello si guardava.

Poi le risate, le coccole i pomeriggi e le notti a far l’ amore stretti uniti e vicini.

Noi e nulla contava, nulla ci importava ebbri di felicità una coppia splendida.

Tutti ci definivano, così perfetta una fusione totale di anima e intesa.

Una famiglia perfetta, di colpo la botta mi hai detto una notte con un filo di voce non ti amo più

Il vuoto , il gelo tutto mi è passato davanti il nostro matrimonio volevo strozzarti.

Non l’ ho fatto non potevo , eri comunque l’ uomo che amavo.

Il filo ormai si è spezzato quella famiglia , non esiste più ma il legame c’ è nostro figlio.

Ora per favore la parola amore,, per me non esiste più.
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Profilo Autore: Anna  

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(Ad un’amica abbandonata dal marito dopo anni di matrimonio)

 Poco brillante e lo sguardo spento,
l’ostilità del tempo appariscente,
velato e lento il suo nativo acume;
è quel che fu d’una bella donna,
ritrovatasi sola e solamente nonna.
Quasi più nulla della sposa ch’era,
madre esemplare, fine e premurosa.
Pena il capriccio d’un’età distorta:
quarant’anni consumati insieme
e a settanta: io non t’amo più.
Pugnalata all’aorta, la vita cancellata,
come un tornado che s’abbatte giù.
Pulsioni estreme al suon d’una risata,
la confusion dell’anno con un giorno,
il genitor che chiude in buffonata.
Il divenir che manca del contorno
ch’annienta ragion e realtà snatura;
l’illusorio vigore divenuto attacco
che il valore antico trasfigura.
Paradisi di carta e pueril distacco.
Questo è un canto per la delusione,
è il lamento d’un amico affranto,
un tormento offerto all’illusione,
questa è un’ode forte come il pianto.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Affondo passi stanchi, nella sabbia
e penso e leggo...
 Figliolo, sono qui, in fronte al mare
e tu, chissà dove sarai!
 Solo, vorrei sapere, quali gioie
e quali amori, hai vissuto.
 Quanto dolore e quanto odio
hai sopportato e pianto.
 Quale altra vita hai condiviso,
consolato e capito.
 E se il male ti ha attraversato,
colpito... ma non vinto.
 Infine, del mondo, vorrei sapere...
 -Ehi pà, che bello il mare, oggi!
 Ma, cosa fai?
- No, niente! La stappiamo?
-Che forte! Dai, leggila!
 Ti vorrei lasciare, amore e gioia,
per poter ridere.
 Vorrei parlarti di dolore e odio,
per saper piangere.
 Ti vorrei insegnare a condividere
e consolare, a combattere e perdonare,
a sfuggire il male ma saperlo accettare.
 Vorrei un giorno, poter morire,
lasciandoti, un mondo migliore.
-Ma, è una delle tue poesie?
-Sì, diciamo così!
-Forza allora, lanciala!
-Dai, fallo tu!





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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Acre l’odore di tempo che fu,
volato fra fronde di alberi,
abeti e oleandri al sole.
Arroccamento di casupole rivolte al cielo,
bisbigli, suoni e profumi d’amicizia,
parentela, umiltà divider gioie e dolori.
Padre stanco sul gradino a sostar la sera,
narrar vecchie storie e tutti ad ascoltare,
chiacchierio di zii, cugini, amici all’ombra di quei Gelsi.
Serenità da quel Monticchio,
ancor oggi vivo agli occhi e cuore.
La radio a cantar una vecchia canzone
” Erano tre sorelle Cecilia la più bella”
Ricordi ad emerger vivi.
Bimba a correr nei prati e raccoglier margherite,
fossati a bagnar piedi,
ed ascoltar il gracidar delle ranocchie,
giocare a campana su strada e,
a bottoni nei vecchi vicoli.
Odo la voce di mia madre a chiamar per la cena.
Nonno il cappello, seduto al sole.
Lumini accesi nelle sere di giugno,
lucciole ad illuminar sogni,
cicale a cantare nel grano,
fiordalisi, papaveri che festa !
Ascensione una candela accesa nella notte
ad augurar un buon raccolto.
Vocii oltre le fronde delle acacie,
giochi e correre per boschi,
ciclamini,viole a deporli a Nostro Signore.
Or tace la silente vita,
sol ricordi ad allietar mente,
pensiero suono d’armonica,
musica estesa nello spazio,
ombre e luci in fantasmi e trasparenze
nel cuor vivranno:sempre!
 
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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Non mi dimentico di te

mentre per la via raccolgo le croci

con le rose che ti hanno coperto.

 

E fanno ancora male

come la cupa pace della notte

come questa mia poesia

che vive e muore nel tuo ricordo.

 

Potrei dimenticare il mare

o il sole che mi bacia al mattino

o il sorriso beffardo della luna.

 

Ma non dimentico le tue parole

o la presenza della tua voce

che chetava i miei tristi momenti

o le carezze prima di andare a dormire.

 

Quante volte ti ricordo

pur sapendo che tale rimani

e che è un’illusione la tua presenza.

 

Ma, mi rimarrà sempre addosso

il tuo caro e amato respiro

e ogni cosa mi ricorderà di te

mentre aspetto il tuo bussare

alla mia porta dei sogni.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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A mia madre,
che per darmi la vita, ha rubato...
l’azzurro del cielo per il color dei miei occhi,
i petali di rosa per darmi morbida pelle,
la forza degli alberi per forgiar le mie ossa,
al vento, il sospiro, per donarmi il respiro
e il canto degli usignoli per la voce.
Il tatto perché la possa accarezzare
e le labbra per assaporare i baci d’amore.
Gambe, per correre fin dove arriva l’infinito
è lì, stanco, potermi sedere così
che con gli occhi possa ogni cosa guardare.
Infine, due possenti braccia
con cui stringer sul mio petto chi amo,
affinché oda il palpitar del mio cuore.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Piccolo mio …

tesoro mio grande

virgulto che s’apre alla vita

e mani grandi proteggono

il tuo corpicino…

sicure e piene di calore!

Piccolo mio…

tesoro mio grande  

nato da un grande amore

in un mondo

che ne brama l’essenza…

tal che fiorisca e viva!

Il tuo respiro raccoglie ormai

teneri profumi di vita…

batte  forte il tuo cuoricino  

e dolcemente…

in questa notte piena di stelle

finalmente giungi a rallegrare

anche l’umano andare!

  

“PICCOLO MIO”   di  Caterina DORE – Acrilico su tela – 40 x 50.


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Profilo Autore: franco  

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C’era una volta mio Padre,
taciturno, ponderato, saggio,
con cui ho parlato troppo poco per imparare
il messaggio che ora conosco a perfezione.
L’ho guardato pochissimo quest’Uomo
per non capire che era un paesaggio da scoprire,
eppure oggi è l’unica mia fonte di coraggio;
il solo con cui parlare quando il mio mondo trema,
quando l’ora si fa scura.
Dalla sua Pace mi consiglia, rassicura
e tace quest’Uomo assente
ma presente in ogni anfratto di me,
suo figlio prediletto.
C’era una volta mio Padre
che col suo silenzio
m’insegnò soggezione, onestà e rispetto.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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