Intanto che mi saturo di pioggia
e l’acqua a terra si trasforma in gelo,
nei cieli di gennaio cerco luce.

Il burbero, così chiamo il tempo,
avanza a passo lento, sembra zoppo
e schiude l’ora della resistenza.

Precoce l’adescare primavere,
d’amaranto m’infagotto il collo.
Ancora nudo il nido sul faggio.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Michelina
+1 # Michelina 12-01-2019 10:11
Pochi versi ma catturano la realtà del mese più freddo dell'anno, un saluto.
Ibla
+1 # Ibla 12-01-2019 12:01
Si ha l'impressione di una passeggiata mattutina nel freddo inverno, sotto una pioggerellina leggera, di un poeta che osserva per dipingere il suo quadro colorato di parole.
Un saluto da Ibla.
Simone*
+1 # Simone* 12-01-2019 21:50
Bellissimi versi...complimenti di cuore

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