E chissà cosa penserai
quando le mie labbra toccano le tue
Ho dei pensieri sofferenti come bonsai
Scusa ma sono già le due...

Ho delle macchie sulle gambe
ma solo perché è estate
O perché non credi alle mie storie strambe
ma fidati, ci sono state...

Cosa succederà se vedrai il mio corpo
recita o disputa, ha la parte del torto

A volte le uso come carnevalate sbiadite
A volte come la promessa di un morto

Eppure aspetto che si faccia densa l'aria
almeno in quest'angolo puntuale
A volte ti aspetto come la malaria
di una zanzara inusuale

A volte immagino che tu accarezzi
questa strana acconciatura
di un mancato pagliaccio a pois ma a pezzi
ricucito in nome di una sventura

Con le tue mani sudate di dolori segreti
con le tue pratiche da un silenzio d'asceti
Adesso fa male vedere ovunque le tue orme
Perché è un deserto
rappresentato solo da forme

Che si finga addosso me la tua ombra
Inizio a star bene quando una voce:
"Adesso si sgombra"

Chissà se ti rimarrà
quel viaggio in un chiostro
di infima devozione alla verità
con il dito perverso al mio inchiostro
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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