Ricordo l’Inverno delle Domeniche
dai vetri appannati
le discese prepotenti dei mulinelli d'acqua dalle scarpate.
Assordante quel rumore
l'aria impregnata dell'erba bagnata
fresca e dormiente intrisa dai camini accesi.
Al primo boato sfrego la capocchia di un cerino
e una candela intensa e calda si mischia al tepore della stanza.
S’anima quella fiammella
pare un rito esoterico e il vetro intorno prende colore
osservo il suo movimento in silenzio
benefica luce guardiana delle mie preghiere e dei mie versi .
E quando chiudo gli occhi
ho addosso quella spezia di cannella
inconfondibile e femminile sotto le coperte

Commenti
è quello che s'adagia nella pelle........
bella
E, come sempre, i tuoi DIPINTI POETICI tanto poi riflettono in noi...
GRAZIE sempre del DONO!
Serena Domenica, Caterina.
Ma basta un pò di tepore, qualche bel ricordo e la presenza di qualcuno che lo scaldi questo cuore!...
Versi caldi e piacevoli. Ciao.. ^.^