Salgo

la collina 

dei pensieri scappati.

Perso.

Ho fame

di me.



Non c’eri;

coltivavi

i tuoi campi

di frutti acerbi

e lacrime di fango.

Aspetto.



Il vento

accompagna

le nostre

perplessità.

E altre rondini

sostano sul cavo

sospeso.

Piogge

insultano

lame di luce

taglienti

sulla pelle umida.



È l’ora;

l’aratro lo disse.

Sciabola dorato,

il falcetto

di giugno.

Raccogli

le mie spighe

inquiete,

dopo mietitura.

E tutto sarà

fragranza, 

di pane sfornato.



Eccomi a casa.

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Profilo Autore: Enry  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 04-05-2020 18:39
Introspezione molto profonda con una chiusa davvero splendida, complimenti.
Enry
# Enry 05-05-2020 22:14
Grazie! Felice che ti sia piaciuta. :-)

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