Un ricordo
di vecchi abbracci,
la bambolina
coperta di stracci.
Abbellita
da rosso rubino,
le parla
con occhi spenti
un bambino.
L’uomo distinto
ci dà caramelle,
gusto piombo
ripiene di stelle.
E portiamo nel nulla
in trionfo, i bambini!
Del nostro gioco
sono oggi
i campioni.
Carezza distratta
ci dà lo straniero;
il nostro oro non è
poi, così nero.
E il buio preserva
la nostra paura,
con il dubbio
compagna
di morte futura.
Non scappate
statue di sabbia,
da questa madre
dolce di rabbia.
Le sue braccia
ci stringono al seno,
fiori strozzati
cresciuti
nel pantano.
Aria bruciata,
bocca di fiele.
Luce, alle crepe
dal sole crudele.
E l’ombra di Raja
dice alle sorelle:
“Ma a voi,
piacevano
le caramelle?...”

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