M’incammino lentamente
per le strade della città.
 
Brandelli di frasi cadono
come elemosine dell’ironia
nella scuola invisibile
della mia meditazione.
 
Tra rovine d’edifici,
piedistalli grezzi e insudiciati,
superba e unica
s’innalza la statua del tedio.
 
Sembianze d’impenetrabili sorrisi
oscurano i volti
glorificandoli vagamente di segreto.
 
L’infelicità si blocca
sulle mie labbra
in un pozzo di gesti abbozzati.
 
E le tenebre si rischiarano
nei fuochi fatui dell’infedeltà.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 27-01-2015 20:42
che bella! bravo vincenzo!

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