Si lacerano i riflessi del Gauro,

mentre attingi all’amara sorgente

e intarsia il sole la chioma del lauro.

Esiziale veleno e nepente

la vita instilla. A te i canti,

che in lacrime di fiele dal labbro

gocciano, gli esuli suoni spanti

nell’impassibile nulla. A te, fabbro

di una fortuna non tua, la pena

di conoscersi straniero, nemico

della folla, amica dell’ipocrisia.

Inerme il gelido vero t’incatena

a sdegnosi silenzî. Nell’intrico

per te forse non esiste una via. 

13-09-2026


EE 

:-(

 

 

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Profilo Autore: Oudeis  

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