Tessete, o rondini, esili trame,

quasi il cielo fosse ancora un regno

azzurro e non squallido velame,

come se la vita fosse il disegno

d’un dio saggio e non scarabocchio.

Cabrate agili, sùbiti decolli,

tra fili di vento un nero crocchio,

danza agitata, movimenti folli…

Ed io che ti rivedo nella larva

della memoria, in questi giorni

incrostati, falde bigie di varva,

congedi senza addii né ritorni,

fingo la vita, la farsa consueta 

- sorrisi abbozzati, i soliti incontri -

in cuore una pena atroce, segreta,

emozioni in incessanti scontri.

Così, mentre ormai varco il confine

tra il vuoto futuro e il nulla passato,

guardo nella sera le stelle: spine

pungono l’orizzonte desolato.  


06-6

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Oudeis  

Questo autore ha pubblicato 57 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.