Bei tempi quando andavo in motoretta,
e ancor non era obbligatorio il casco,
chi andava in Vespa, chi avea la Lambretta.
Qualcun con roba da mangiar o un fiasco

dentro allo zaino oppur nel baületto,
mentr’io a tracolla avevo la chitarra.
Giungemmo al mare, solo il ciel per tetto,
tenda in campeggio od altra idea bizzarra

come dormire in spiaggia al chiar di luna
dopo esaurito un tremulo falò
col legname raccolto di fortuna
in pineta quando il sol tramontò. (*)

Non eran tempi da portar ragazze
ma là ne trovavam dove andavamo,
dai genitor vegliate notti pazze,
bastava un nulla e ci innamoravamo.

Poi gli addii, romantici e dolenti,
inconsci degli oblii dell’indomani,
fragili fantasie d’adolescenti,
fugaci come in ciel sono i gabbiani.

Mi restan poche assai foto d’allora,
una scattata all’atto di partire,
giovin valchiria che rimpiango ancora
che da imbranato mi lasciai sfuggire

la sera in cui, cantata Marinella,
ci allontanammo insiem dalla brigata
e anziché andar in facil camporella
man nella man fu solo passeggiata.

(*): giunse una volta un con la divisa
che per poco non comminò una multa
perché quel fuoco acceso in tale guisa
esser potea segnalazione occulta.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 24-05-2025 14:39
Quartine di endecasillabi a rime alternate in descrizione nostalgica delle realtà del secolo scorso, realtà che io non vissi personalmente un po' per la piccolezza del mio villaggio, un po' per il rigore di sorveglianza della marmaglia da parte di un padre che, sapendo "come va il mondo", cercava di tenercene a distanza, in casa a studiare e l'estate al mare o in campagna sempre in famiglia, altro che camporelle e schitarrate! Quanto vorrei ricordarmi anch'io queste scene con questa nostalgia. E invece niente: non le vissi :-?
Non ho neanche mai marinato, nemmeno mezza volta in 5 anni, il liceo… nemmeno quando diventai maggiorenne… che spreco!
Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 25-05-2025 01:49
Grazie ioffa. Neppure io ero un "marinaio". Anzi, mi piaceva la sfida di essere promosso studiando il minimo necessario e divertendomi in tutti i modi coi compagni, dentro e fuori dai muri scolastici.
In effetti, non posso lamentarmi. Credo di aver vissuto l'adolescenza nel periodo e nel modo migliore. Qui si era prima del '68, coi miti che lo precedettero, anche quelli musicali. Ma non c'era ancora stato Woodstock, che io considero l'evento focale e simbolico, anche se non di per sé determinante, della rivoluzione culturale e sessuale di quegli anni. Con le successive disillusioni.
catilo*
+1 # catilo* 25-05-2025 15:48
È vero! Nonostante tutti i limiti e la successiva grande disillusione, abbiamo vissuto un periodo fantastico, abbiamo avuto la fortuna di docenti veramente preparati e ... appassionati, i programmi e le notizie in televisione erano supercontrollati (diciamo pure "censurati", ma per quanto riguarda la lingua era sempre corretta, gli "sceneggiati" hanno anticipato i grandi Classici che avremmo poi studiato a scuola. La grande letteratura anche quella meno scolastica, come Ibsen o G. B. Show... dai non ci possiamo lamentare! La cosa bella è che nonostante l'età che avanza e gli acciacchi ho tanta voglia di tuffarmi a capofitto in questo mare infinito dove attingere ancora al sapere!
Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 27-05-2025 22:26
E chi si ricorda delle "ricerche" su incarico dei professori? Chi non aveva in casa la Treccani (io, più modestamente, avevo la UTET) andava alla biblioteca comunale. Dove si prendevano pure a prestito i libri, con una modesta quota di iscrizione. Ma lo sforzo di leggere lo si faceva. Oggi arriva di tutto, via rete, troppo, e non si trattiene nulla. Non c'è più filtro.E alla TV c'era solo la RAI, e solo un canale nazionale e due dal '61, tre dal 79, ma quanta cultura realmente "popolare". Per non parlare poi della radio.
Ma non mi piace dire "ai miei tempi", ci si sente ancora più vecchi.

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