La notte è quella del mio silenzio poetico, durato oltre quarant’anni. Alternanze casuali di endecasillabi e ottonari con rime altrettanto casuali.

Pur di sangue son fatte le parole
che un poeta ricompone,
raccolte come fiori nelle aiole
dopo un vento o d’eventi un’alluvione,
ritrovate senza linfa ed appassite
come trascorse fossero due vite.

E così nel nuovo giorno
trovo esangui i miei vecchi florilegi,
poeta quale sono di ritorno,
e tra i pochi residui sortilegi,
gli avanzi dei vampiri della notte
che sono i sacerdoti dell’oblio,
della mente oscuro dio,
dell’anima annidati tra le grotte,
ch’addentan quel che oblio già non inghiotte
per dileguare grida in un brusio,
di ruggito far squittio,
d’un racconto di vita un parlottio,
di quel che fu passion parco disio,
che suggon circospetti nel silenzio,
come in calici d’assenzio,
liquori umani, démoni oppur numi,
aromi di piaceri o di dolori
ed ebbrezze di vecchi o nuovi amori,
gusti sapidi e profumi,
folli erotici fervori
attutendo quei deliri,
abbagli che diventano barlumi,
non respiri ansimanti ma sospiri,
e chi arse d’amor nel ciel di Venere
dolente il cuor trattien sotto la cenere.

Poco avanza ai vampiri dell’oblio
censure inconsapevoli dell’io,
di quell’io che resta esangue
di quel viver autentico che fu,
e il linguaggio così langue
e in parole è difficile tradurre
quel ch’era allora ch’ora non è più
e difficil è sedurre
chi vuole d’un poeta ber quel sangue.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

Questo autore ha pubblicato 135 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

MArTe
# MArTe 02-04-2025 23:37
Il tempo passa e trasforma il fuori, ma soprattutto modifica il nostro modo di percepire alcuni aspetti di ciò che ci circonda. I tuoi versi sono pieni di nostalgici salti indietro e di dubbiosi sguardi in avanti. Sono versi in cui mi perdo e ritrovo, quasi come se descrivessero mie esperienze. Ma forse è proprio questo che fanno i poeti: raccontano prelibate emozioni, di cui possono cibarsi i lettori (un po' come "vampiri", ma d'immagini dell'anima).
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 03-04-2025 00:49
I miei vampiri, ma questa è una metafora iperbolica, è quanto, non totalmente divorato dall'oblio, impoverisce e attutisce il ricordo di fatti e situazioni, che così diventano difficili da esprimere, in quanto "esangui", in quando non è più attuale e viva l'emozione, la passione, il vissuto. Quando va bene si finisce nella nostalgia, che è comunque un sentimento di forte impatto poetico.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.