Dal cuore allontana cadaveri
Stelle disegna, pelle di soave
Odi fiocca, lapilli corvi d’alma
Candido sfiora tenero amore
Quando parli di una donnaascolta il vespro della sera riempie la mente .
LEI è l’acqua santa che
nutre e scorre.
L’aroma diffuso nelle tue nariciuna dea vestita d’acqua e saleun angolo di vento che scuoteuna bellezza che mai sfumauna bocca custodita.
Prospera musaforte e fragileamata risata che rallegraalchimia che placa!Amica ,Madre ,Sorella.
Addestra i tuoi spiriti di fuoco!
LEI è un bianco di nuvolail sognato domaniil taglio della menteun accumulo di luceuna perla d’ambrail poema nel solletico del mare.Benedetta da DIO
e dall’intenso rumore del cuore.
con la sabbia tra i piedi
e un alcolico in mano.
Io che ti ammiro e insisto a bere,
tu che ne ridi e mi vuoi solo bene.
Ora è il mare che accoglie il mio respiro,
la salsedine tra i capelli e ancora son vivo,
ti amerò di nuovo domani alla luce del mattino,
ti amerò di nuovo domani tra bicchieri di vino.
indicava l'orizzonte
per poi confondersi con esso
grande, limpido
una continua armoiosa sinfonia
interrotta da interludi di isole
nuvole smorzavano i raggi del sole
fluttuante nel suo azzurro infinito
mentre la sua luce rischiarava
la piccola Armenia** dove i mechitaristi
raccolgon rose coltivando speranze
sotto l'ombra protettiva del khatchkar***
ed io seduto su una panchina
la birra che invadeva l'anima
mi facevo trasportare
dall'odore del salso
dal suono dell'acqua
verso le montagne nello sfondo
e barche galleggiavano
verso lidi lontani oltre
le colonne d'Ercole degli occhi
così prendeva forma il viaggio senza meta
il viaggio senza fine
dove non c'è arrivo
ma solo partenza verso il non conosciuto
l'essere un eterno Ulisse senza un'Itaca
a cui approdare
senza Proci da scannare
quando l'aria leggera
come una rondine planava
sulla superficie dell'acqua
cha veniva cavalcata dalla bianca spuma
per poi finire la sua corsa
di cavallo imbizzarrito contro la riva
non era la baia di Frisco****
e le cose non dovevano cambiare
dovevano solo iniziare
da me dal mio foglio di carta
dalla lattina di birra distesa
al sole su una panchina.
*Isola di Sant'Elena quartiere della città di Venezia.
**Isola degli Armeni sede del monastero dell'ordine dei Mekhitaristi
dove viene prodotta una marmellata di petali di rose dagli stessi monaci.
***Croce di pietra armena.
****Omaggio alla canzone di Otis Redding
(Sittin'on) the dock of the bay.
scorgo falchi
che studiano la preda...
....l'ultimo volo di colombe, eccolo!
La guerra è pronta!
Scenario autentico,
orrbile giardino di enormi fiori neri
L'ultimo volo di colombe. Eccolo!
E' il crepuscolo
e sento le mie mani vuote,
il suono dolce e infranto di antico flauto...
...arde solo la brace!
...

Ho bisogno
Il cielo coperto di stelle, come le nostri
Sono qua ad attendere
Questo tramonto

speranze percuotono attimi
e il bocciolo
vulnerabile e giovane
che giace nel giardino
di chi ama e patisce
esso solitario e impassibile,nasce.
Inchiostro nell'anima
scrive nell'oscurità
parole silenziose
di un primordiale desiderio
che scuote la quiete
tra pensieri e l'indefinibile.
dove l'essenza di me
si cela,
nei sogni che scostano
nuvole da un cielo
che può essere osservato
solo con amore.
si trasforma in rose profumate e colorati papaveri.
Non luccicano invano stille azzurre negli occhi,
se compongono allegre sinfonie assieme ai ruscelli.
Non sono inutili le lacrime se producono ridenti emozioni.
Si rallegrano le pareti attorno al mondo,
quando trasudano gocce di esultante sensibilità.
Quest’aria millenaria mi abbatte,
Le facciate piangenti
soffocano di manifesti che urlano la merce.
Questa religione e le confessioni inutili,
Cristo che muore, poi risorge
e i diavoli dall’abisso alzano il capo
per guardarlo…
…I preti eternamente elevano l’ostia
Fermi...non è un assaggio!
Sono Anima Greca,

Tutte le cose piene di grazia e di bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore ...
Bambini in giostra rincorrevano il canestro
piazze di pelle senz’auto sull’asfalto
con lo sguardo strafottente di chi gioca a palla
con i colori tratti dall’infanzia in spalla.
Domeniche silenziose sospeso il caos
nel silenzio d’una Napoli viva nella sua morte
scrostando vene d’isolati all’insipiente passo
tra giri invisibili di miele in vuote strade sporche.
Muta, gela l’anima al movimento speso
rasente lo scordato richiamo del grigio fosso
su muri sventranti vinto lo sporco addosso,
come quando costruisci solitudini di paura
senz’occhi in vita, fuggendo muto il gioco
correndo senza cadere dal muro di cera
dentro la disperazione e la sua stortura.
Sbiaditi odori nativi di cime di rapa
e parole sulle scale di mamma ansia e sale
con quegli occhi verdi che scrutano ragioni
tratteggiando in dono i miei solitari domani.
Mi dedico a sistemare le valigie pronte
ricucendo distanze intrecciate al tronco
rinsecchito cuore nel suo ululare,
dove il tempo smette di germogliare
con l’odio nell’anima per una città da amare.
Sussulto ogni volta che rigurgiti di ferite vive
riemergono in me dal fondo amato
insieme a coloro che mi chiedono di tornare.
Appesi alle pareti incartate lentiggini e vezzo
una scugnizza col suo golfo nel petto
follia nel cuore al ritmo di tarantella
e occhi di piccioni in amore sui cornicioni a bretella.
La mia Napoli colora schiamazzi e baldorie
partorisce balconi decomposti di storie
cullanti istanti reietti fumi d’ammuina
a chi ancora si domanda il perché dell’algia.
Come spiegare l’intuizione, cosa rispondere
tacendo al vero il senso della ragione?
Quale il mio ricordo della fanciullezza stata
nel fondersi con la mia fantasia di strada?
Non resta che essere favola narrata con guizzo pulito
con poca poesia ma con così tanto fiato.
per spuntati appunti
impregnati, bisunti
poco scrivibili, poco servibili
delineanti
svogliati segni
righe pentite
emozioni svuotate, parole smagrite
Appunti per un ritorno
di qualche minuto
della notte
aspettando il giorno
A parlar di ferite
di quelle guarite, di passaggi a sorpresa
di qualche resa
d'anime ed amori
pochi partecipanti
molti spettatori
Attendo
Sul confine
Il sole
Traccia
leggiadre e discrete,
stormi di cicogne
si levano in volo,
festose.
Tante anime di bimbi
pescano in fondo agli stagni;
belati di gioia
si innalzano canori
dai pargoli in posa.
Il tacito volo
ha il punto d'approdo
sulla cima di un campanile.
o sui tetti di una chiesa.
La bianca cicogna
non vanta onori nè meriti.
Artefice di vita,
negatrice di morte,
partecipa ad un progetto arcano
di natura
SANGUE EMILIANO SCORRE LUNGO IL PO
CHE TRASCINA CON FURIOSO IMPETO
CASE, AVERI, FAMIGLIE, BAMBINI, VECCHI,
PENSIERI, AMORE, ODIO
BORETTO PORTA CON SE LA MIA ESPERIENZA
DI VITA IMMERSA NELLA MELMA DELLA
MASSA D’ACQUA CHE CANCELLA LA MEMORIA,
L’OPEROSITA’ DI QUESTA GENTE
LABORIOSA ED AFFABILE
APPARE NEL SILENZIO TERRIFICANTE UN’AUREOLA
DI SPERANZA DI VITA
LA MIA MENTE RITORNA IN QUEI LUOGHI
E MI SI STRINGE IL CUORE












