contiene sfere magiche
di cristalli e aromi
è troppo grande per chiunque
non può essere circoscritto
né codificato, né umanizzato
né cantato...
E' come un grande Sole
che illumina e dà calore e vita
mi abita e mi trasforma
in una scintilla di luce
in una fiamma perpetua
ma i tuoi occhi malinconici
che vorrebbero rendermi umana
incontrano i miei
indecisi tra il bosco e il nocciola...
sei sempre e ancora
un miracolo infinito
rinnovi il mio torpore
con la tua inquieta dolcezza
ma mi doni la libertà
di restare sempre me stessa.
la fotografia.
Nulla è eterno,
mi lacera quella sofferenza
che non trova pace,
vorrei volar via.
Il mio cielo illuminavi
e il cuore scaldavi.
La paura di non esser forte,
mi chiedo,
come potrei
esserlo di più?
Sentire il tuo profumo
ogni volta che ascolto
quella voce dentro di me.
L’anima mia vola via
in rimpianti.
Avrei voluto parlare,
smettere di ascoltare!
Avrei voluto semplicemente
sorridere al mondo.
Vedo i tuoi occhi
scrutarmi l'anima
e in essi mi perdo.
E sento una musica
sfiorare il mio cuore
ravvivando ricordi
d'un passato lontano.
Una fiamma mai spenta
danza ancora con me
conducendomi a rapidi passi
alla soglia del tramonto
a contemplare l'attesa
dei giorni a venire
fino a che il tempo senza bussare
mi imporrà di dormire
per farmi entrare
in quel mondo a te vicino,
Sarà solo là
che il mio pensiero si poserà.
l'equilibrio della mente portando la tristezza in fondo ai cuori.
S'adagiano al ricordo un po' ingiallito di un alito di vento impazzito e pare ora spoglio e senza tempo, l'albero, in autunno è un po' scontento. Peccato invece non s'accorga di quanto è fortunato, alzando i rami al cielo e al firmamento, con tanto d'uccelletti migratori che solo per un attimo fan sosta e prima di ripartire tutti in coro, ringraziano cortesi l'ospitalità con cinguettìo sonoro.
se davanti ho il sorriso di un bambino,
allo stesso modo, se il mar m’è lì di fronte
non guardo quasi mai il cielo su di me.
Ma quel meriggio di settembre fui distratto
dal fragore di un tuono impertinente
che decretava cosa buona e giusta
rinunciare all'idea di andare a pesca.
Ricordo astruse forme di nuvole obese
abbassarsi sempre più e mostrare il ghigno.
Non ebbi paura neanche d’un vanesio lampo
che vidi contorcersi fino al confine del tempo.
Così, dalla mia duna preferita
scesi giù con calma verso la battigia
dove le onde, in sincronia perfetta,
muoiono di bellezza e nella bellezza rinascono.
Fresche, or mi lambivano or mi toccavano
i piedi offerti come pegno della mia fedeltà.
Non so per quanto tempo feci sosta
su quella striscia d’imperdibili miracoli.
A sera mi fu detto di un forte temporale
con acqua a catinelle e a fare danni.
Non era stata la mia acqua…
intravedo dinanzi
sorgere l'aurora.
Non posso sentire la catena
che mi lega alle tue tracce
perse... lontano.
Una salita,
mi porgi le tue mani...
lasciati andare.
Ci sono spiriti
sopra e dietro di te,
visi diventati neri,
occhi che bruciano
splendenti alla luce.
Balliamo,
sotto questo cielo...
le tue braccia avvolgermi,
il tuo corpo mischiarsi al mio.
Balliamo fino alla fine...
Emergerà dall'oscurità
il nostro cielo di gloria
il nostro cielo di memoria.
argentata di ragnatele,
scatole, stracci,
coperte vecchie.
Cercare invano
un giocattolo
tra quelli accatastati.
Ricordo indelebile
di un'infanzia remota,
un tempo felice,
ora amaro,
rivedere sorrisi di
chi ho amato e non
c'è più...
ti scorsi, giardiniere dell'anima mia
galante e spadaccino, intento
a curare il mio fiore
come un Piccolo Principe
la tua rosa,
delicata, malata
e capricciosa.
Tra i fiori di tiarè e il cuoio delle tue scarpe
il mio mondo che ti circondava
intriso dei tuoi algoritmi esistenziali
tra un "olé" e un "è stabilito".
Mio dolce, dolce guerriero,
io, fatta di niente e tu...quanto mi manchi...
La lontananza non guarisce nessuna ferita
il dolore si mitiga solo scrivendo.
il tuo ritorno
a casa.
Raccontavi piano
il giorno appena
svanito
ma io
negli occhi leggevo
l’antico dolore
per non essere stato
davvero speciale.
Nel cuore è rimasto
un soffio di fiato.
Negli occhi mi resta
il tuo sguardo
che con dolcezza
ha sfiorato
appena…
la vita.
L'esuberanza della mente
è molesta ricorrenza
in un cipiglio che rincuora
dolore appena accennato
per insubordinazione
tra le mascelle aperte
a suggere aria nuova.
Tu eri appena rinata
dopo aver scorto l'oasi
che verdeggia e spera
confusa aureola d'oro
a intrecciare i capelli
a sublimare il sesso
che disfece la notte.
Conforta d'amore
il bisogno solido
e urge il pianto
di gocce chiare
per celebrare
la muta felicità.
con misteri e segreti,
sogni e realtà
del domani incerto.
senza la tua presenza.
per non sentire quel vuoto
che mi rode lo stomaco
che mi fa
scoppiare il cervello.
meno cattiva
meno sprezzante
meno forte
ma tutto sembra impossibile
ora che tu non ci sei.
e arriva quel peso
che mi rende
vulnerabile
debole.
se non ti ho
guardato prima negli occhi,
perdonami
se non sapevo prima
della tua esistenza.
non fai solo una fotografia,
in quell’attimo mentre punti l’obiettivo ,
convogli la luce sull’armonia
di quei luoghi iconici ,
ritrai l’anima di ogni cosa,
catturi la bellezza .
In quell’attimo
tutto il passato rivive e
si raccoglie con gli occhi.
perchè ci credo
perché sento che devo farlo.
di andare oltre le convenzioni,
lascio che le lacrime
scendano libere sul viso,
per emozionarmi ancora.
anche a costo di esser respinta,
di essere incompresa.
che ci sia uno spiraglio.
Anche se mi distrugge
la paura di fallire.
La vita...
Quella vita
che vale la pena di essere vissuta,
anche se vuota,
sterile,
arida.
Sfido il coraggio
e la forza dell'anima
che vive intensamente.
tra onde del mare
riflessi di te,
del tuo viso,
del tuo sorriso.
Colori perduti
nel profondo
degli abissi,
dove la luce
non arriva.
Colori perduti
che risplendono
nei sogni,
finte oasi,
che al risveglio
svaniscono,
per lasciare solo
struggente nostalgia.
si affievoliscono.
per far brillare questa giornata
e poter credere ancora
nel potere dell'amore,
nel potere della poesia,
e sognare ancora
oltre le prove
e resistere
alle tempeste dell'ispirazione
piangere
senza sapere
il dolore
e la gioia dell'amore.
dietro un cielo azzurro
che sa di tristezza
nell'immenso cielo silenzioso
sfuma l'orizzonte
ondeggiano si inseguono
le nuvole
arrivando
come il deserto
nella vita.







