in balia di soffi e brezze...
seguo gli umori del tempo.
Mi inclino: talvolta cedevole,
a tratti sottomessa.
Poi mi rialzo: superba e altera,
poi torno a ripiegarmi
e poi torno a flettermi.
Tocco il suolo, ma non cedo.
Come canna al vento:
mi curvo, mi inarco, mi piego...
ma non mi spezzo.
Come corda di violino,
suonata dal vento,
mi fletto e poi torno a vibrare.
Eppure mi lasciavi cieli
imbrattati di tramonti
solo ieri dove mi ci sporcavo il naso,
curioso come un bambino
alla ricerca di chiaroscuri da sbirciare.
Continuerò con te a fare l’amore
in una sbavatura di colore, fino a che
alzando gli occhi al cielo ci vedrò noi
due fare il bagno nudi nelle sfumature
calde di una pagina da scarabocchiare.
Da una goccia di sudore
da una falce di luna sei
nata tu, anche stanotte
passione sui nostri corpi
umidi colata da tetti
di ciliegia riarsi dal sole.
Rincaso come allora dentro
un libro, Mania di solitudine
sotto un cielo da dove
gli angeli spiano e sorridono.
Lì inizi tu, pensieri scagliati
come noccioli contro il muro.
ma due cose belle insieme, io non le ho mai avute.
Vorrei del silenzio durante le mie parole
e che tremasse come tremo io, sbalzando dal letto,
dopo esser sprofondata nei miei pensieri.
Ma l'unica cosa che trema è il cuore.
Vorrei avere la forza d'affrontare il delirio della mia anima,
ma lei urla e si dimena ogni volta che tendo la mano.
Si rifiuta d'ascoltare, si ribella alle situazioni che fanno male e,
non mi vuol sentire.
E mentre tutto tace... una lacrima tuona sul mio viso,
parla al posto mio, dice ciò che nessuno mai ascolterebbe,
dice che il silenzio le fa un baffo,
dice che in lei c'è l'essenza di ogni mio dolore.
Vorrei una sigaretta per rilassarmi,
un buon whisky per non pensarci,
del miele che mi addolcisca
e del veleno... per non morire altre mille volte.
Giungerai alla mia porta
all'alba o al tramonto
d'un giorno qualunque.
Anche se la terra
profumerà di pioggia,
riprenderemo a danzare
con rinnovato amore nell'azzurro
Lasceremo agli stolti
che non sanno amare
il colore amaro dell'invidia sorbita
nel loro traboccante calice del nulla.
E se si udrà d'ali un solo frullo
saranno i nostri cuori in simbiosi
a volare ebbri nell'infinito amore.
Mi dona l'alba
il sapore del mare,
della vita che s'apre
all'orizzonte, fino a rapire
il giorno mio.
M'osservo le braccia,
la forza ritrovo
davanti al sole,
che tocca la pelle
ancora dormiente.
I colori dell'alba,
amati dal colle
lassù, dove bambino
cercavo di carpire
i sogni della vita.
Una musica mi scivolò accanto sull'acqua
iniziò a ondeggiare con le sue note
avvolgendomi dolcemente
in un sogno scandito dal tempo.
Avrei voluto trattenerlo e non destarmi
per assecondare quella magia che catturava i sensi.
Accordi d'amore e misteriose attrazioni
terminarono con un gelido risveglio.
Tutto è fugace, la vita come il sogno
ti lascia la foschia d'un ricordo
e nuovi sogni da ricomporre.
disegnare nel cielo
con i colori del vento
nuvole di destrieri.
Ti ho vista poi
piangere i miraggi
sulla sabbia
del nostro deserto.
Ti ho vista
bruciare candele
nelle chiese sconsacrate
e abbracciare crocifissi
per sciogliere il ghiaccio
della mia anima.
Ti ho vista infine
ammantarti di neve
e covare
come il seme
speranze di primavera.
Scriverti è sofferenza
di atti e di parole
concatenati insieme
a catturare l'attenzione
di un unico istante
di condiscendenza.
Scriverti è cognizione
del tuo penoso silenzio,
ignaro io falsamente
se mi leggerai
se saprai rispondermi.
Scrivo parole lievi
sussurri d'inchiostro
un po' sbavati
dall'incertezza
di povere lettere
disorientate.
Leggerai con la mente,
negando la vista
per la cupa soddisfazione
di disperdermi lontano
dalla tua indifferenza.
Scriverò fogli e fogli
col tempo bianchi
per l'insistenza mia
di condannarti d'ora
in ora al tuo pensiero.
D'un crudele smarrimento.
non vane parole
e ovvie banalità.
Sussurrami solo
i tempi cheti;
ove non scorgevo
alcun capello bianco.
Passi veloci,
senza affanno.
Dimmi: degli amici,
cari,leali,
persi nella distanza.
Di un acquazzone estivo,
in piena campagna.
Dell'aria, salubre e fresca,
riconciliante con la natura.
Mi resta un'inappagata
arsura:
non poter bere
alla fonte della bellezza.
Demoni maledetti erranti per la città,
Ti stringono le mani per piacere
di conoscenza;
frode e infamia archetipi di scienza.
Attirati. dalla sigaretta che hai
in bocca;
dal gonfiore di una tasca.
Alcun rossore a chiedere
con petulanza.
Numerosi e spavaldi.
E' meglio averli sempre
di fronte.
Ricordi i nostri passi
riguarda solo te.
Amare:puro desiderio di possesso,
rivolto a un oggetto fragile e caduco.
Donna che sceglie il compagno:
bello convertir la solitudine a diletto.
Annullamento di futuro menage;
il cuore palpita solo per i tuoi sogni.
Hai eletto me a strumento:
studiato ben bene,
puoi trarre profitto e giovamento.
Sguardi languidi
ottimamente costruiti.
Mezze parole
che valgono un intero discorso.
Bocca putrida:resterai setebonda
ferma al pozzo dei desideri.






