per distoglierlo dalle sue precise mete.
Ho spento i pensieri, abbassando gli occhi,
dove la polvere s'imprime nella mente,
tra gli angoli dei ricordi,
tra i viali attraversati dal tempo.
Ho serrato porte e finestre,
issando muri di cinta e barriere... e
resto immobile in questa cassaforte.
Ho segnato la combinazione
per uno spiraglio che attendo,
per un filo di luce... per una speranza,
quella di riaprire il cuore, di toglierlo dal buio,
di scalfire quel macigno e di buttar giù quei muri,
anche se quelle crepe serviranno a ricordare
alla tenacia con cui ho chiuso tutto.
riflesso di un felice amor
profumo d'incanto che un estetico cuore solevi inebriar.
O dolci pensieri fotogrammi di una realtà vitrea,
or fredde pietre di un giugno odoroso,
Da te. Amato, giunge, fresca, umida limpida voce,
rifiorite bouganville sfiorano la mia pelle,
tu, solo, germogli nelle pietre
vibrar di vita nuova attendendo primavera.
l'idea di scegliere
di ascoltare
senza condizioni
sorridere o giudicare,
sentire il profumo
del mare
scoprire la stella
che stanotte brillerà di più
in un passato pieno di ricordi,
che ancora sa di dolore
mi perdo in ogni volto
davanti a quegli occhi
che ancora vedo chiusi.
che come cascate
trascinano le mie sofferenze
dentro il lago delle mie malinconie.
Quegli istanti in cui il non senso
s'appropria della mia anima
senza speranza d'appello.
Volano via, come corvi della
malaugurata vita
con il loro gracchiare la voce
del destino.
Si in quegli istanti ti senti
attratta dalle sabbie mobili
che ti trascinano nell'oblio
degli effimeri vuoti.
Ma poi c'è sempre quello spiraglio
dove una mano ti riporta
nella meravigliosa luce
della vita
riprendendo a sopravvivere
alla cruda realtà
nelle sue sfumature disegnate
nelle lacrime del mio occhio.
volgono al cielo e
scompigliano il vento.
Un soffio spira fresco e
scioglie il risveglio.
Carta increspata sovrasta il mare
di aliti giallognoli e arance mature.
È Inverno di voli accennati
e borbottii nei cuori...
Dimorano le civette .
Arde il sole sulle pietre
intrecciato di vita !
È finestra aperta
del mio quieto amare .
non si può.
Leggerla a saltelli,
si potrebbe.
Leggerla da principio,
è un'impresa.
Inizialmente bella,
interessante, piacevole,
allegra, accurata,
misteriosa.
Momenti sereni,
momenti oscuri,
momenti spensierati.
Attimi fuggenti,
attimi fissi,
attimi lunghi.
Tutto è un evolversi,
di avvenimenti,
tempi, gioie, amori,
delusioni, rimpianti,
di cose non fatte,
di lutti, dispiaceri.
Il libro della vita è tutto
questo, inizia con una
facciata, una prima copertina,
colorata o scura.
Lentamente si sfogliano
le pagine, fino ad arrivare
all'ultima, la fine del libro.
I libri della vita sono tanti,
con finali positivi, negativi.
Si leggono, si chiudono,
si pensa, si riflette.
E, ciliegina sulla torta,
si potrebbe, in ultimo,
fare una recensione
su se stessi, per se stessi,
un dettagliato esame...
un esame di coscienza.
Verrò sempre, non importa la pioggia
A volte bisogna dare un nome alle cose per avere meno paura-
ma non per la gioia o per la commozione.
sotto uno strato di vestito... sopra la scia di brividi.
Vittime ancora e sempre... di ardenti letti,
dove ancora una volta... di questo fuoco,
le ustioni arrivano dritte al cuore.
Ancora e sempre... brucio in silenzio.
S'insinua nella mente l'incertezza della mano,
che scrive in rosso sulla pelle, la parola "inizio"...
e barra in nero lo spazio per la parola "fine"...
indecisa dal lasciar la penna, incide i nostri timori.
Attraversiamo il pensiero scambiato da uno sguardo,
riscendiamo giù... di nuovo... ancora... sempre.
E si ritorna... nella matassa di gambe e braccia,
tra quelle lenzuola ancor calde di noi... carnefici
ancora e sempre nella lussuria di questi corpi agguerriti...
furiosi bramano il sapore pudico della libidine.
Restiamo legati tra i sospiri e tra attimi indecenti
ancora una volta... sempre di più!
tra i grovigli di tanti pensieri
dove muore il batticuore.
E nella coscienza di un peccato
che si inventa un castigo premeditato,
resta il niente del risveglio avvenire,
di due essenze ormai svuotate.
E poi... sotto al peso di un dolore
si continua a far l'amore,
tra un abitudine ed il collasso
di una vita già estinta...
e persa tra i sospiri di malinconia...
e persa tra lacrime di monotonia.
Questo silenzio, nella mente,
è un trambusto insopportabile.





