La bimba Cecilia
ha la bambola schiava,
costretta ad un voto
di eterna obbedienza;
per lei la padrona
col cianuro si lava,
è tutto l’opposto
dell’innocenza.
Allegra Cecilia
va verso il parchetto
e con il suo passo
calpesta il “ricordo”
di un infido, pigro
bastardo cagnetto
che ringhia al grasso,
al magro, al codardo.
Lo insulta Cecilia,
ma così non si fa!
e il cane furtivo
fa adesso l’indiano;
annusa, cammina
sì gira qua e là
e guarda curioso
un aereo lontano.
...E pensa Cecilia
che sta su una rampa:
Ma guarda che ardito,
mi vuole ignorare!
Però un po’ è carino,
sembra anche “in zampa”,
spero non l’usi
solo per...espletare...
La mano Cecilia
presenta al cagnetto
e lui l’annusa:
salsiccia o biscotto?
Ma no, tranquilli
dà solo un bacetto,
alfine il selvaggio
ha scelto il salotto.
Torna Cecilia
col nuovo amico
dove la madre
attende adesso.
La bimba maligna
sta meglio, ti dico,
ma là c’è colei
che i geni ha trasmesso.
Piange Cecilia,
perché madre ottusa
caccia via il cane
che torna a ringhiare,
anzi ora morde
e salda è la presa
sul prete, sul ladro,
sul carabiniere.
Guarda Cecilia,
giornata fantastica!
Con la sua bambola
sta al tavolino,
prepara un bel tè
in tazze di plastica
e gli alberi danzano
nel suo bel giardino.
E dice alla schiava
con fare sereno:
“Invitiamo la mamma,
le piace il tè nero!”
E poi le sussurra
con la bocca in mano:
“Però non le dire
che c’è anche il cianuro”...
timidi guardano il cielo
Il verde avvolge,
tenue il sole.
Tutto uguale,
tutto diverso.
Tempo fermo
inchiodato
In giorni statici.
È primavera,
sembra dire
il vento leggero,
è primavera.
Lontane le voci,
le risate,
le giornate spensierate.
Dalla finestra
il mondo rimpianto
dalla finestra la
voglia di correre.
Ci avrà fatto bene
stare con noi stessi?
ci avrà insegnato
ad essere più umani?
La speranza è grande
come grande è la
voglia di assorbire
una nuova primavera.
Quanto ha patito, prima della Resurrezione e in questa scultura è
tangibile la sofferenza . In quel velo , è stato avvolto quel Corpo
che giace stremato. Buon Dio, accogli le nostre preghiere domani
è Pasqua , la piu' solenne celebrazione Cristiana e in attesa della
Sua Resurrezione , in meditazione e silenzio.
Aiutaci a modificare , il nostro atteggiamento affinchè noi possiamo,
riflettere, che con carità e fede si vive in modo migliore.
Sostieni la nostra anima, illumina le menti poichè la luce diventi ,
diventi gioia e pace. Allontana le tenebre del peccato, siamo semi
pronti a germogliare , per diffondere il Vangelo.
Amen
Lanterne di parole
assaggiano il crepuscolo
come piume senz’anima
arenate sul cuor.
Sprigionati pure nel pensiero
come fior che sboccia
fra le latitudini del vento,
moltiplica l’orizzonte indifeso,
complici in un furto d’aurore
chiariremo il nostro passato
baciando diari d’anima
caduti in un solstizio d’inverno.
◊
Ho rimproverato la luna,
che nelle notti ha illuminato il blu,
dando luce alle stelle e di riflesso,
anche agli occhi di chi l’ammirava.
◊
Ho urlato al tempo... che mai s'è fermato.
Ancor fa strage per il mondo,
lasciando tutto nell'oblio come fango,
giù... nel profondo di uno stagno.
Divertito, mescola le carte
il perfido destino, ghignia
e scruta attento, silenzioso
la mia paura, tremolante
di giocare nel giorno alla vita...
Lei...
Forte di sé, è seduta lì
difronte ai miei occhi
regge il mio sguardo.
Penetrante,
impenetrabile,
soggioga la mia abilità.
Tra il rosso e nero dipinto
delle carte volutamente servite,
una folata di vento...
"l’audacia" !
Un gioco interminabile
tra menti sapienti,
in sguardi mirati e attenti…
servita la prima carta!
Un arcobaleno appare:
L'indiscutibile speranza…
Si accosta al mio fianco
Sussurrandomi...
"Coraggio"!

in una vita fatta di gelo
i fulmini
illuminano il bosco
il buio non tornava
a vivere nell'alba.
Si scagliano
stilettate infuocate.
Cerco di ripartire
con il malfermo motore
arrivo senza rincorsa
in questi occhi
con la luce che abbaglia
tutto diventa
sapore, idillio
di azzurre parole.
Un fiume in piena
si abbatte in me.
Una mano bussa prepotente
in quella notte
che improvvisamente
spalanca la luce
ed entra senza bussare.
Quella voce
suona una melodia
che mi scioglie
portandomi a pronunciare
quella parola magica.
L’inverno si trasforma
in primavera ed estate insieme.
Non esito più
neppure a dire
che sarai per sempre.
per dare alla polvere degli anni
e non rendere vano lo sforzo
di chi ha lottato senza sapere che armi utilizzare.
Un passo in più
(cosa ti costa fare?)
per ricominciare a dare quella mano
che non hai mai voluto stringere
per respirare quell'aria che hai sempre voluto sporcare
nella tua visione di egoista
per offrire quel bacio che hai voluto dare
quando, Giuda, hai voluto tradire.
Ed ora che sei al limite della tua fragilità
devi scegliere
se vuoi scoprire l'umanità che è in te.
Un passo da fare.
Assieme agli altri passi stanchi
di una memoria che sopravvive
e cerca anticorpi per recuperare
il fresco profumo della libertà d'amare.
Straccio diari di nuvole
come arpa d’un fior
perduto nel silenzio della notte
e bussa al mio cuore
l’anagramma irrisolto
del nostro primo incontro
come storie impronunciate
dal capriccio del ricordo.
E mi regalo al vento
come bocciolo d’infinito
riletto dalla quiete del destino,
son qui, sull’uscio dell’aurora
a sfrattar d’immenso l’anima mia.
Eri sul ramo pendula mela
di fresco rossore avvampata
profumo della granula pelle
della mia mano innamorata.
Nel sorriso mostravi beltà
tenera in posa leggiadra
umori succosi mi donavi
nel mentre ti dondolavi.
Resistere poi non seppi
alla zuccherina fragranza
dei tuoi frutti innocenti
morbidi al tatto lezioso .
Eri sul ramo pendula mela
ignara dell'amorevole vuoto
preda infantile di mano gentile
al desio certo di cotale dolcezza.
Luce rosa
sei ancora qui
a bussare ai miei sensi.
Danze di folletti mi lasciano
lentamente,
le piccole mani ostacolo
alle membra immobili.
E fuori si stendono
acquerelli delicati
sulla saggia carta ingiallita;
ci avvolge.
Luce rosa
sono ancora qui
con il dilemma del non fare.
Anche qui vicino a noi
c’è una luna
che non ride più
mette a letto presto le stelle
non c’è da far luce in città
domani chissà come sarà.
Anche adesso che non parli
ed hai messo da parte
il tuo mondo
non riesci a capire
cosa mai sia successo
fino a ieri tutto era diverso.
Ora ascoltami un po’
posso darti un consiglio
rimetti tutto a posto
oppure qui non si sa più cosa fare.
C’è un grandissimo caos quaggiù
lo ripetono ogni giorno pure in tv
e la messa è finita da un po’
non ci resta che pregare
in video collegamento virtuale.
E adesso che si fa
abbiamo rovinato tutto
non è bastato un secondo
cerchiamo di restare a casa senza pensarci
domani magari chissà tutto finirà.











