Non ti odierò
Nascondimi il tuo vero volto
Negami tutto il tempo che vorrei spendere
Soltanto con te
Sputami in faccia e colpiscimi quando
Sono a terra, ed io mi vendicherò
Sorridendo ed amandoti per
Sempre
Deludimi,
Deridimi
Declinerò ogni torto
Dedicandoti ogni mia istantanea
dalla porta bassa.
Scruto la trave
che non mi parla,
tu sei già dentro
indistinta nel tartan
scozzese, rosso e blu
di una poltrona.
Odore di gesso
non cancellabile
sulla scogliera.
Odor del canto
nell’aria
sorprende gli sbuffi
di un fumo incantato,
cede la voglia di fragola
sulle timide parole,
sembrano per paura
scoperti sentimenti
tra i muri della via.
ci saranno i monologhi della mia mente...
e lì... saranno cavoli amari,
perché anche il più piccolo pensiero,
danneggerà la mente di qualcuno.
E non ci sarà nessuno e niente
che possa difendere o trovare alibi
per quelle menti dementi,
perché la mia mente parla, non per colpire,
ma per affondare, mentre ancora tace.
E quando saranno finiti i monologhi...
beato chi mi resterà accanto,
perché essi godranno dei miei gesti più gentili.
La mia penna sono io.
I miei scritti sono io.
E tutto ciò che non è nero e bianco,
lo si può trovare nei miei occhi.
Si vive per morire
a volte
quando si nasce
con una stella
la tua sentenza
affermando
di non essere idoneo
per questo mondo
per te lacunoso
dovuto al fatto
di trovarti in cima
ad una carica esplosiva
che sincronizza il tempo
di quanto ti resta da vivere
prima dell'alba
Penso che tu morte
a tutti paura non fai
anzi, una liberazione
per molti sei
l'unica a dare conforto
togliendo i mali del mondo
sopportati per il destino
costretti ad accettarlo
Non ti scomponi per niente
impassibile rimani
Ad ogni uomo
dai la benedizione finale
nelle guerre sei spietata
seppellendo cuori
al di là di una vallata
Per certi arrivi pian piano
per altri in un attimo te li porti
via, senza essere avvisati
Qualunque sia la collocazione
per te più consona nella vita
affronteremo il cambiamento
con la leggerezza della seta.
Dormono i nostri figli quando rientri
dal turno in refettorio, dorme l’uomo
anche lui stanco sui fogli dei suoi
silenzi a matita che non ce l’hanno
ancora fatta… ti aspetta il poeta.
Verrò sempre, non importa la pioggia
A volte bisogna dare un nome alle cose per avere meno paura-
ma non per la gioia o per la commozione.
Esistono tanti amori:
amori dolci come un pasticcino,
che ci fan gli occhi a cuoricino.
Amori teneri come un orsacchiottino,
da tenere sempre vicino.
Salati come il prosciutto crudo o lo speck.
Piccanti come una peperonata dopo un insalata.
Zuccherati come una cioccolata.
Leggeri come le patatine light.
Intensi come i chewingum con il balsamo.
Profondi come un profiterole infinito.
Passionali come la nutella.
Romantici come un film.
Simpatici come gags.
Sexy come un calendario di boni.
Folli come chi ti regala un anello all'improvviso
e poi rimane senza un quattrino.
L' amore è tutto questo!
Oh a fior di pelle scrissi milioni di parole che
il cuore disperse e furon lettere su lettere a ripetersi.
Scrivesti d'amor che amor decanti ad
immemore saggezza ad arricchir gaiezza..
Scrissi e nessun lesse
fosti un uragano a dettar passioni.
Parole a mimica d'emozioni
a dichiarar amore, vendesti anima e cuore e
scrivesti ciò che non pronunciasti.
Scrivesti ed ancor scrivi
e lettere di cuore incidi e
rileggi quel che il cuor adita d'amore.
Guarda come fai... lo vedi che sei tu...
che quando poi mi risveglio
non ti trovo accanto a me.
Tu che esisti e persisti in qualcosa
E poi... si! È vero sai...
è uno sforzo contro la natura
rifiutare ogni cosa che t'appartiene.
Sono ormai schiava di ogni ricordo
di ogni presente, di ogni sogno,
di ogni canzone, di ogni pensiero
in cui maledico me... perché amo te.
Sarà quella poesia da poco
Sarà la poesia semplice,
spontanea,
cruda,
essenziale,
sarà la poesia da poco,
che gira,
che vola oltre il muro,
che abbatte le frontiere,
che arriva alla gente,
sarà la poesia senza speranza,
scritta nella disperazione,
scritta nel silenzio,
nella solitudine,
sarà quella poesia,
che ti arriva,
e ti fa capire,
o pensare,
sarà la poesia semplice,
quella da poco,
da poco.
si è avvolta la nebbia
poca luce agli occhi la sera .
E' caduta la neve
e con essa la difficoltà dei silenzi .
E' caduto l'istante.
Rimane il pensiero
delle pareti di casa ,
il profumo dello cholent,
il tempo del riposo ,
la mezuzà a destra della porta ,
le frange annodate del talled in seta,
la Menorah d'oro puro accesa.
luce accesa,
luce speranza.
Fiocca la neve in abbondanza
sopra ogni pianto
il fumo si solleva
e la notte chiude lo sguardo .








