Fertilita' ti prometto!
Un mare di figli
che nemmeno i conigli,
e fiumi di tentativi
non voluti inriusciti
sfociati in orgasmi...
Mi sarai debitrice
di gridolini a miliardi
tutti a brividi caldi
per vagiti a milioni
e dover inventare
i nuovi nomi del mondo...
Rossi, come i tramonti sul fiume Arno,
specchio di bellezze di ere passate.
S’accende la notte di sfumature
E Lei, la bella, si veste di stelle,
perle di rugiada sul Giglio bianco.
Dorme Firenze, e dall’alto la osservo:
la magnifica e sempre eterna città
ferma il tempo e ti s’impiglia nel cuore.
chiacchiere di cielo spento
accantonate fra i meridiani
in un fragile bicchier di vento.
Trema l’aquilone del silenzio:
clessidre di mare m’azzeran,
scapiglian nude parole di cera
e sboccia primula d’inverno
fra tramonti d’anima e riviera.
bagliori e polvere brillante
squarci nel buio:
un sussurro smuove la malinconia
avverto la piacevole musica della solitudine,
ballata silenziosa del mio mondo,
vibrare di un'anima legata a nessuno
attendo, perso in un limbo, un cenno
respirando la muffa delle mie mura
un sorriso specchiato sul vetro
in frantumi, la visione mi ferisce.
Detriti e sangue
sparsi nel mio ventre
malattia oscura della mia mente
visione offuscata dei ricordi
illusioni e realtà confuse
godo l'estasi indefinita
finché un sogno non mi sveglia:
la sorte e il fato mi porgono la mano.
| In quella casa non v'è più sorriso perché seppellito da un dolore improvviso. Là a due passi di un lago meraviglioso dove la vita non dovrebbe mai fermarsi. Adesso chi si prenderà cura di quei fiori così profumati e di quella terra che ne sarà senza quelle carezze e di quell'infinita dolcezza. Là a due passi del lago dove il tempo pareva essersi fermato anche il vento ora tace ed un bel fiore giace inerme su quelle sponde ove un dolce sorriso risplendeva ogni giorno di sole... |
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Volge lo sguardo su terre umide
e silenti le voci tacciono
socchiuse le porte
dove i ricordi s'abbeverano
in botti di vino
capta l'orecchio minuscoli fruscii
in stallo sospesi come elitre trasparenti
affonda la barca in balia del mare
boati profondi e risucchi la portano via
e la nebbia ristagna sospesa
tra rimpianti e paure
di una vita mai vissuta e solo sfiorata
irrompono in grida cristalline
contemplando la scia dorata.
Sulla mole paglierina
saltellano le ragazzine,
e con sguardo malizioso
ammirano estasiate
i gagliardi giovanotti, arsi dal sole.
Per la campagna piccole spighe
solitarie e meste
testimoni, sono, della folle mietitura.
Ma sull'aia infuria la festa!
Danzano sorridenti le vecchie contadine
sulle note di una remota fisarmonica.
E mentre i sorrisi inondano l'aia..
al tramontar del sole,
il profumo zuccherino
impregna la campagna.
Come l’eco lontano del vento
come il ritorno dell’onda
l’aurora boreale
ai confini delle terra
e le mani in preghiera
del dio che non c’è
hai visto te e me
spettri da brughiera
fiori appassiti di serra
processione astrale
l’anima è come sonda
affoga e poi risale col talento.
Si staglio' altero e silente
dinnanzi a quegli occhi,
intontiti e spauriti,
di chi in ginocchio
gettava la vita...
Con la faccia
negata a se' stesso
quando messa a cappuccio,
non si mosse,
neppure un istante
e neanche sul viso...
Misuratigli l'arco e la testa,
a memoria delle sue traiettorie,
al di la' della divina giustizia
che solo gli uomini sanno fare,
ando' in alto con l'ascia
alla casa di Dio
e dopo averlo affilato alla scure,
con l'esatto indirizzo
fra il bene ed il male,
con un colpo in discesa perfetto,
lo porto' a fare un istantaneo filetto
a quel capo e quel collo d'inetto...
leggendaria ninfa dalle piume di cristallo,
soffocata fosti in questo universo di plastica,
nessun potè udire su questa terra il tuo canto d'amore.
Nella fragilità di questo mondo,
purpuree le mie dita stringono
taglienti e opachi frammenti
della tua mortale vita.
In sogno ti scorsi
librar in volo eterno e lieto,
mentre brillanti ali
fluttuando riflettevano
i colori di una luce nuova ,
finalmente .viva
da donare al mondo
peregrino tra i reietti
verità
che mai paure ha conosciuto
e che ora accarezza
nel miracolo
dell'ultima sera
una lacrima ora
Il senso reclama
se vero e profonda
d'esistenza l'emozione
la ragione sfinire
quante battaglie
il capitano...
quante battaglie
ritratto di quei giorni
scardinati fra i fiori,
cometa d’arcobaleno
ara palcoscenico di cielo
ed una spremuta d’inverno
sazia farina d’immenso.
Comignoli di vento
stornano spiagge lontane,
raucedine d’amor
scroscia marzapane d’alba
mordendo il rossetto del tempo
in questa illusione d’universo.












