nella miseria priva di pietà
giorni dipinti di grigio
falsi sorrisi e negli occhi
si spegne una cupa sobrietà.
La vita derubata dai suoi valori
come un albero di mele
e primavera senza i suoi fiori
e il nostro vivere
come tasto da schiacciare
on-of… vivi o muori.
Perdersi nei dolori atroci
per anime nel cielo volate
per bambini mai nati
piangere nella follia e
morir lentamente
per qualcuno che manca…
allora sì, precede il carro funebre
la propria mente.
Ma oggi dobbiamo piangere
i nostri morti
che abbracciando la nebbia
hanno coperto il loro sole
scoprendosi ascoltare
una musica senza le note
togliendo il loro ultimo respiro
per una… manciata di banconote.
In questa vita diventata
un arido campo di grano,
ci vuole coraggio per camminare
ma maledizione a chi
con la propria mano
toglie la propria esistenza
guarda negli occhi di chi non è sano…
darebbe tutto per confermare
qui la sua presenza.
Vita, come tasto da schiacciare
on-of, sei libero di andare
ricorda però che verrà il tempo
in cui, Lui, ti farà giudicare.
Me ne andrò nella gioia
di un mattino d'inverno.
Sarà come scegliersi,
ad un tratto
per la prima volta.
Con le braccia curve
sui fianchi, guardarsi
stanchi e sereni
dalla cima di un sentiero
pietroso e sofferto.
Oh quante volte mi persi
a cercare il nulla
oltre il tempo e le stagioni.
Il nulla che riposa
oltre l'arido sguardo
che non sa più dire.
E me ne andrò
in un mattino d'invero.
Come fumare l'ultimo tiro
prima di un abbraccio.
Sarà come accogliere
in un abbraccio
il ritorno
di una cara amica
o il ritorno di una gioia
che mancava.
Guardo nei tuoi occhi
e vedo scintillante
un inatteso
brillare di stella
un attimo prima del bacio
che mi scioglie il cuore
Carezzo il pensiero di te
sfiorando il posto vuoto
accanto al mio
e mi accorgo
di aver carezzato con te
l'anima mia.
(09/08/2010)
Mi bacia sull'anima la malinconia
lontana
mentre ascolto languida una melodia
che mi disseta di un'emozione
vicina
bagnata di profonda nostalgia
e mi invade esplodendo nella mente
come il profumo di quando si coglie
il fiore della poesia
disperatamente
inebriandomi della sua leggiadria
contemporaneamente
e stranamente
non mi dispero più
nel sentire l'immensa solitudine
che come d'abitudine
convive con l'atavico dolore
tanto che chiudo gli occhi al cuore
per non vedere la pioggia delle ore
quando inascoltata
piango senza falso pudore
con solo l'amore che mi da lo scrivere
queste poche parole.
Siamo incompiuti
tu sei scalena, io sono equilatero.
Io ho mangiato piume d’angelo,
corso lungo foglie ed aperture alari,
disturbato il sonno dei cuccioli di rosa.
Tu hai lasciato tracce di trucco su marmo
la firma sul legno di un cuore,
dondolato su campi di ortica.
Le nostre mani ora si intrecciano
la lana riscalda le ginocchia
il fuoco scoppietta due case piu` in la`.
Accendi dieci candele, amore,
disperdi mughetto nell’aria
lascia la finestra e la porta aperte
che il mio pensiero ti possa trovare,
lascia il vino e un bicchiere sul tavolo
che il viaggio sara` stato lungo e difficile.
Ti amero` con la forza del cane randagio
col coraggio del quadrifoglio
con la curiosita` del gatto.
Ti amero` di giorno e di notte
intimidito e guidato da forze piu` grandi
da sentimenti al gusto di fragola e zucchero
estranei ad uomo avvezzo alla vita.
Una gelida sera
di primavera
risveglia
le menti dormienti
in pensieri avari
che non sanno liberare
l’uomo dalle sue paure.
Tutto finisce sotto
un gelido sepolcro
ridonando alla terra
la polvere
portata via dal vento
impetuoso dello Spirito.
Una gelida sera
di primavera
riaccende
i torpidi cuori
incapaci di amare
imprigionando l’uomo
negli egoismi della passione
Tutto si trasforma
dentro un gelido letto
di dolore struggente
incapace di gustare
la bellezza di un corpo
vigoroso e pieno di vita
bramoso di consegnarsi
all’altro corpo.
Una gelida sera
di primavera
illumina
l’ esistenza tormentata
incapace di innalzarsi
tra sconfitte e delusioni
consegnate per una vita nuova.
.
Vorrei chiudere gli occhi
e lasciarmi andare al vento,
liberare selvaggi pensieri
verso ignoti orizzonti,
espandere l'anima
oltrepassando il più profondo dei sogni
e contemplare infiniti tramonti
laddove luce e buio
si cingono complici.
Vorrei riaprirli
in un mondo nuovo:
Amore Pace e Libertà
per tutte le genti
senza più poveri nè potenti
Armonia,Luce,Vita
nell’immensità del cosmo
in un moto perenne tra realtà e sogno.
Vedo gli occhi tuoi
riflettere speranza amor mio
mentre per mano
camminiamo
verso l'alba di un giorno nuovo
ancor violato da odio e ingiustizie;
ma sentimento,perseveranza e buone azioni
sono le chiavi per la più grande delle rivoluzioni.
Incrociamo le nostre mani
uniamo i nostri corpi
in un'intima armonia
di cuori;
sopra un letto di terra accarezzato dal sole
tutto si permea d’amore.
Giunge l’ora di riprendere il cammino
di colui che mai si arrende
le mani agli altri tende
e in cambio mai nulla pretende;
noi,complici nell’Amore
compagni con Ardore
sulla strada tortuosa
di un fulgido sogno :
un mondo rinnovato
e da ogni male finalmente liberato.

Bolle di sapone
leggere colorate danzano
nell'aria come sogni
sospesi nel vento
Nel fondersi scoppiettando
alcune emanano profumi rigeneranti
altre fetore nauseabondo
Nella realtà vivono
questi momenti
altalenanti imprevisti,
che giungono come acquazzoni
a marcire il buono
coltivato nel campo del cuore
Una battaglia la vita
si perde e si vince
si vive o si muore
ma lottare si deve
evitando di essere solo
dei sopravvissuti
al volere ed al potere
di coloro che il bene di ognuno
ignorano
Ladri giustificati,
usurai legalizzati
ci sbattono in faccia
falsi sorrisi di circostanza
mendaci giocolieri creatori
di bolle di sapone,
non siamo bambini innocenti
facili all'inganno
senza malizia alcuna
La vita è una battaglia
si perde e si vince
si vive o si muore
essenziale è avere pulito
il cuore.
Il mio letto ora,
fuoco nella foresta nebbiosa,
mi mostra sagome risucchiate dagli anni.
È lui... mio discepolo promettente che,
col suo tanfo di sigarette misto a gel,
di tanto in tanto torna a farmi visita.
Lo accolgo con rancore ogni volta,
anche se so che non è colpa sua.
Qualche malattia mentale svelata col tempo
gli crea amnesie istantanee senza tempi precisi.
Egli preferiva piangere che impugnare la spada
ed ora con un colpo solo squarcerebbe il mondo...
Il dramma, il pandemonio, il baratro che ha superato,
è di portata cosmica...
Non esistono mediazioni...
Sarà diventato un docile agnellino
o un'ombra oscura, potente, invincibile,
capace di non reggere qualunque sguardo,
carica di una freddezza, di un cinismo così esasperato
da inghiottirgli l'anima...
È un morto che cammina, che attende il suo pasto
di scontata meraviglia,
è un senz'anima unto di gel e giallo del fumo
di tutte le sigarette e spinelli che non ha mai fumato.
È la mia ombra, la mia creatura perfetta,
è l'abisso...
Ma anche se sarò io per lui una sagoma
poco a poco risucchiata,
egli non potrà dimenticare i profumi magici
di quel sorriso a metà, non potrà dimenticare
i miei sguardi e la sua voce... non potrà mai risucchiare
il mio vero nome ormai inciso nel suo cuore...
Il mio nome stampato sui suoi occhi,
ad ogni entusiasmo, ad ogni brillio o ricaduta.
Non potrà strapparsi dal petto quel bruciante sigillo,
non potrà mai fuggire la nostra maledizione,
di cui sempre, da vivi o morti, da svegli o nel sonno,
l'anima trabocca...
Destini
inerpicati su versanti a sfumare
come il buio sul dorso dei lupi
Ci sono fiori che di notte temono il nulla
e allo scoccare del sole
sono l’essenza intera del mondo
Vale il pensiero profondo
di ogni poco che nasce
finché passa oltre, forse
per meglio restare
parlarmi d'amore,
regalami una poesia
che non sconvolga il
mare e muti la terra...
Non voglio rose e gioielli,
mi bastan parole adagiate
su un semplice foglio che
leggerei per sentirmi sfiorare
perdendomi in sereno
abbandono...
In esse rinascerei sotto
forma d'amore, riconoscendo
ciò che brami e la vita che
mi scoppierebbe dentro con
un lento respiro...
Mi allontanerei da ogni rumore,
ma quando vorrai parlarmi
d'amore,
mostrami ciò
che vede il tuo
cuore!
Sono qui
sullo scoglio in riva al mare
accarezzato dai flutti
il vento mi parla
e mi accarezza l'anima
echi di mondi lontani rieccheggiano
nell'orizzonte rosso fuoco,
nella notte che sopraggiunge
le onde accarezzano la terra
illuminate da un luccichio fioco
un faro lontano chiama tutti a casa,
un porto,rifugio per stanchi marinai.
Sento freddo
l'aria fresca del crepuscolo
mi fa sentire solo nell'immensità delle stelle
che pian piano iniziano a puntellare il cielo
il canto del mare mi accarezza il cuore,
sorrido,pensando al canto di colei che amo
e la vedo riflessa sui flutti marini,
intono una canzone perchè lei possa sentirmi:
''brezza leggera vagante nella notte
custodici l'essenza di noi
e portala col vento
di mare in mare
di porto in porto
di terra in terra
cosicchè tutti possano conoscere
la semplicità di un sentimento innocente''
Sono qui
un tutt'uno con l'aria
volteggio in cielo
tra bianche ali di gabbiani
aurore e tramonti
non sento più il peso del mondo
solo pace e gioia
ma il ricordo della persona che amo
guida la mia anima verso nuovi cieli
nuovi mari solcati da bianchi velieri
ed è qui che rivedo il suo volto
percepisco il suo amore
ascolto la sua voce
lei è con me
....ho raggiunto il mio porto.
Giugno 2008
Il mio corpo trema
al tuo pensiero
il cuore in gola
le labbra bagnate
gli occhi socchiusi
vibranti di desiserio
nell'esser sfiorata
nel sentirmi tua
vulnerabile in balia
di una strana bramosia
stretta tra le tue braccia
arresa nascondo la faccia
mi vergogno senza difese
travolta dall'amore
in trepida attesa
come fiume in piena
pulsa il sangue in vena
mentre la carne confusa
sudata e arresa
s'infrange nel tuo mare
con onde maestose
di piacere condiviso
nell'orgasmo la felicità
tradisce il mio viso
saziati i tormenti
ripenso sfacciata
ai tuoi ardimenti.








