Anche se in terra affondo
senza fiatar dolore
inerme spinto
dai calci delle ingiurie ,
se alle sferzate dei giudizi
non stridono i denti
e le labbra non tremano
gonfie e viola
dei lividi delle sconfitte,
se gli occhi non ardono
per il fuoco delle lacrime
e gli schiaffi del tempo
sulla pelle non lasciano
che il rosso scarlatto
della vergogna che fiorisce ,
quel poco di vita rimasta
nel recinto del mio corpo
scalpita e si dimena
in un'inutile agonia.
E se un verme ingordo
banchetta alla mia tavola
e in silenzio accetto
la nudità delle ossa,
il cuore non è salvo
dal cappio affilato
della vita che stringe
ed il sangue che nero
sgorga freddo dalle ferite
è solo il grido rappreso
di un'anima che è morta
molto prima della carne .
Il vento in un soffio
disperde
le molecole di polvere.
Sepolte sotto le foglie
stanche e cadenti
calpestate
da passi estranei
giacciono in silenzio.
Dolore senza colore
urla senza voce
velate dal brusio
di una natura
feroce.
La morte non perdona
colpisce a ruota
chi portiamo
nel cuore.
Parole che entrano e vanno
compresse, alternate, in chiasso che sfuma, ma, non si dissipa
attento e goliardico sorriso
di chi ama poco
perdona ancor meno
s'anima di persone
filtrando malinconia
parlando senza contare le ore
sfuggente incasinato cuore andante.
andante frustrante gioia non condivisa
che scorda la vitalità
e non rattoppa gli strappi sui pantaloni
incisive indifferenze
mascherate in arse personalità in perenne scissione
no, no, non alla deriva di spogli giorni tribolanti
ma, chiaramente perduti nei templi obsoleti di maschere in volti.
ripensa a l'olezzo
di sogni
d'argento
del sussurrarsi
nell'ombra
intimidita
da dolori della vita
affranta
nonostante migliori intenzioni
che scivolano
segretamente
fra spade
e bastoni
in anime erranti
smosse
dall'esigenza
convinta
accolta solitudine
necessaria
per guarire
con tenera reminiscenza
sognante
o compassionevoli
cantici
di ansie
e sospirati
sospiri
Col cielo giocai la mia partita
e la mia bussola fermai sul tuo amore
simile a un viaggiatore disperato senza meta
senza luce... chiuso fra quattro mura
come cigno esiliato dal natio nido materno
come un Icaro precipitato rovinosamente
come un albatros dalle ali amputate
dimenticato su un'isola impotente e infelice
con l'ustione di un dolore senza cura
marchiato addosso con il fuoco della passione
relitto superstite di un' esistenza vana
scavai a mani nude il male
ne sradicai le radici...
riportando alla luce il difetto celato
esausto riposo qui in un desiderio simile a larva umana
condannato a una pena immeritata e ingiusta.
Nello specchio nessuna risposta;
rifletterà domande.
saranno come palle di rimbalzano
domande che vanno e vengono.
Risposte son trasparenti, silenti.
Nello specchio si riflette immagine
nello specchio si riflette lacrima
nello specchio si riflette sole
nello specchio si riflettono nuvole.
Mai i riflessi dei perché
ai quali non vengono quasi mai risposte
T'amo sai, perché non saprei cos'altro fare;
o forse si, dipende!
Ti cerco perché a volte capita che mi perdo;
o forse ti perdi; dipende!
Ti vedo sempre, sai;
forse perché i miei occhi cercano sempre un'opera d'arte da ammirare
ma non è detto che sei tu; dipende!
Ma, sai, a volte se taci ti sento
è un silenzio strano ma rumoroso
è un silenzio strano ma pieno
è un silenzio che protegge come l'abbraccio
non mi lascia neppure nel sonno.
Allora continuo ad amarti perché non saprei cos'altro fare;
o forse si, ma, sai dipende sempre da cosa si intende per non saprei cos'altro fare.
E' più calda l'afa del deserto
o un corpo di donna scoperto?
Entrambi sotto un candido lenzuolo
trovano appagante ristoro.
Mentre cerco la rima baciata,
trascuro d'essere accarezzata.
Come Eva primigenia e arrossita
la fiammella non è ancora sopita.
Salmodiando questa rima mia
insinuante, mordace, mai glabra
son stille d'emozione sulle labbra.
Parla della vita, del corpo, dell'amore
dei nostri sensi dolcissimo il sapore.
Ti amai come mai ho amato prima,
ed ogni suono, ogni mia rima
riportano il tuo volto.
Così, l’intreccio dolce e folto
dei ricordi ancora si dipana,
e l’universo mio si spiana
verso i più armoniosi lidi,
quelli che con te soltanto vidi
Amore mio, e sol con te percorsi.
Quanto amai in quegli anni ormai trascorsi!
23/06/2011
di vederli muovere appena
al sole del pomeriggio,
l'afa tra i pioppi,
i tuoi capelli sciolti
su una macchina fotografica.
d'insetti colorati
volavo con le magre braccia,
già davo timido
l'addio a quell'età felice.
del mio canto vivo
piume belle
scorgo
di un passero
intimorito
nelle note
dei suoi versi
meravigliosi
tra salti
su un albero
e un altro ancora
nella mia malinconia
che emargina errori
del buio
all'appello
chiamato
dal bianco profilo
di una mente
tanto gentil
L'orchidea disse al cardo:
"Male assortito sei nel prato
non sei amato nè colorato.
Ispido, irsuto e scolorito.
Non hai grazia nel vestito".
Rispose il cardo assai compito:
"Di certo son pungente
sgraziato, ma eloquente
forte e pieno il mio sapore
da scaldar pure l'inverno
che al prato toglie il suo colore.
Lascio a voi il profumo e la grazia
e sto nascosto tra gli arbusti
di questi radi e scarni fusti.
All'occhio di bove del contadino
strizzo l'occhio malandrino.
La frugale zuppetta insaporisco
e voi screziata signora riverisco.
Un nuovo giorno
la notte,cerco il tuo volto per catturarne il respiro
mentre
una cascata di immagini,si scompongono per riapparire
nel buio.
La notte,il tuoi occhi chiusi disegnano nella mia mente, i pensieri
tra i rumori sordi dei ricordi.
E' ancora notte,il letto stanco,pesa il battito del mio cuore ma non ho paura ad amarti
Attendo la luce, affinchè colori i tuoi capelli,non ho paura del tempo.
Nella mia gola, pulsano le ali di un nuovo giorno,come in un felice carosello che stordisce e mi solleva,non ho paura adesso a vivere.
Ascoltarti e non sentire.
Guardarti e non vederti,
come in una notte silenziosa
di lucciole tra i cespugli,
come angeli senza le ali
che balbettano la vita.
Ascoltero’ per te le parole del mare,
e delle onde mi vestiro’,
ne faro’ musica,
e quando navighero’tra le nuvole
per un lungo viaggio
mi nascondero’ tra i capelli
aspettando il vento
ritrovando per sempre
la mia sola presenza






