Sfumature a tinte pastello
colori caldi e campane che ridono
un po’ vita, un po’ giardino,
laddove i ricordi emergono
e nell’aria si respira il pane.
Sei come Genova che pranza,
la magnolia al suo primo fiore
una donna affacciata sui vicoli,
ma sei anche un suono sommesso
la pace infinita della costiera
la mia via del sale
il treno locale
Camogli e San Rocco.
Sei la certezza del rosso scarlatto
una strada sola, l’unica via transitabile.
Se ci sediamo ti parlo dei monti che guardano il mare,
del vecchio che pesca,
di un bambino che esce da scuola.
Adesso ricordo:
per un attimo, nell’apparenza della confusione,
ho trovato l’odore del cielo
la tua pelle olivastra
e il dannato celeste del vuoto.
Il matrimonio casuale delle parole
una piccola scossa di malinconia.
Tutto li`, nient’altro,
un ultimo pensiero soltanto,
prima che le pupille si allarghino
a questo giorno di forma insensata.
All’Arma
(Ode a Salvo D’Acquisto)
All’alba di un nuovo giorno
cavalcando l’immortal sospiro
in cuor mio fui preso da rabbia e dolore,
colpito e deriso con ferocia
dall’’ignobile e vendicatrice mano nemica.
Con immutato orgoglio
colto da moto di sacro furore
risollevai le mie lacere membra
sulle gloriose bande rosse
e li rimasi immobile.
servendo con la fedeltà la patria mia
per molti lustri in ogni angolo d’Italia,
fui uso obbedir tacendo
e tacendo donai l’ultimo respiro
per la salvezza dell’italico popolo,
elevando a Dio e a voi fratelli
la mia anima e il mio cuore di carabiniere
Urgnano 19.08.2011
Non dimentico
l’armonia dei suoni
le immagini in volo
l’energia della vita
Che senza recinti
incrocia il corpo
nel rogo della pena
privo di vesti
Finché ricompare
il taglio profondo
dietro il malincuore
in tristi fonti
Allora decorerò
quei visi mai usati
con storie diverse
in nuovi albori
E senza obliare
il navigato trascorso
li guiderò tra le nuvole
culla dell’amore
Nel mezzo del cammin di nostra vita
incontrai una donna focosa
e ardita.
La carezzai dolcemente
con le mie perverse dita
ed ella s'agitava gaudiosa
e pervertita.
Gemeva così forte,
che fuggì la morte
ed entrò dolce
amore.
Ahi! Com'era bello e focoso
entrar il mio membro gioioso
in esta selva selvaggia,
aspra e forte.
Cantava la femmina il suo perverso
e gaudioso canto.
Non immaginava il membro esser
sì maestoso e giganto.
Si conclude nella dolce inedia
questa romantica e perversa
commedia.
Oggi osservo il cielo e vedo
che la giornata è bella
penso e ripenso alla manovella.
La porto in tasca e mentre cammino
La faccio girare pianino pianino.
Che piacere vederla girare
Quando si muove comincio a godere,
gira e rigira la manovella
Spesso si ferma e diventa più bella
e quando la mano comincia a girare
con la manovella riprendi a godere.
Ma se alla fine ti senti sfinire
Ingrana la retro che stai per venire.-
Salomè,
sono Erode, il tuo re.
danza per me.
togli tutti i veli,
mandami in estasi
e fammi volare
nell'alto dei cieli.
Donna peccaminosa,
per te farei ogni cosa.
Taglierei la testa a Giovanni Battista
per godere della tua meravigliosa vista.
Persino il mondo intero potrei sterminare,
perché il tuo sesso io possa gustare,
amare,
penetrare.
Sul lago
la notte
scende dai fiordi,
adesso dimentica il vaporetto
i malati di carbone.
Saette lassù di viola radiante
la grande campana ci copre
di tempo.
Sento un grammofono d'acqua,
l'idea che dormiamo consola,
a una curva della riva la spenta canzone.
(2011)
potessi dare forma e colore ai miei sogni
come fanno i miei disegni
nelle notti insonni
potessi tenere il cielo,
il mondo intero in una mano,
son sicura che tu mi sfuggeresti.
potessi essere un fiore
non avrei paura di appassire al sole
ma morirei all'idea
di non poterti offrire il mio profumo.
potessi restare quello che sono
per sempre
continuerei a volerti..a non averti
potessi mostrarmi a te per come sono fatta
di acqua e nostalgia
potessi vederti da quella roccia laggiù..
potessi almeno saltare da lì
e poi, nell'infinito
volare via.
Passi svelti di un pianoforte
le mani si confondono
tra nero e bianco, e la mente
leggera, vibra, tutt'uno con le corde
suono per non pensare,
ascolto queste note susseguirsi l'una all'altra
e me ne vado con loro, felice
mi lascio accompagnare..
battiti, onde rincorrersi
per poi ritrovarsi,
fuggire
e di nuovo battiti.
Dai malati più lontani torni,
hai le ali di cesoia,
stai nel vulcano
di spento uranio
tra le anime.
Ad una mela del cesto aggrappi
le unghie ad uncino
e mi ami su quella bocca rossa,
poi del tizzone del camino
fai un orribile fiore
da donare alla peste.
(2011)
Ti sognerò come sei tu
lontana dalla mia città
si vede una spiaggia
e tu leggiadra ti lasci
trasportare dalle onde del mare
Chissà se mi stai pensando
di me starai parlando
cosa starai dicendo
e chi ha preso il posto
mio nella tua mente
sordida e assasina
confusa e stanca
della tua ragione
bianca e candida
come la montagna
quando soffia il vento
caldo del sud.
Ognuno di noi ha la sua storia
da raccontare
Se l'uomo non ci fosse più
il cielo sarebbe più blu,
gli uccelli canterebbero d'amore di più
e gli animali, lieti, guarderebbero in su
quel meraviglioso cielo blu.
Ma, per l'uomo avaro che tutto ingoia
non è ancora giunto il tempo che muoia.
Il mio pessimismo vogliate scusare.
Se proprio Divina Provvidenza vuole
che l'uomo debba restare
una preghiera a noi, uomini di
buona volontà, voglio fare:
la terra, che è nostra madre, dobbiamo rispettare,
e non fare arrabbiare.
Ad ogni creatura, animale e vegetale
non dobbiamo fare male.
Rapido si allenta
il mio cedimento
attiguo al crepuscolo
del mio tormento
con le mani sbiancate
rasento i tuoi capelli
color argento.
Il mio viso
esile e raggrinzito
discende
sul tuo petto segnato
dal tempo
limpido di quel vigoroso
sentimento
inerme e stanco
presso Te
m’addormento



