Mi aspetto ad aspettarti
e m’abiti in una lacrima
ferita dal battito del mio eco
e gioco a mendicar primavere,
a rammendar le mie attese,
ad inchinar la mia vita
al perimetro dell’inverno
ma il tempo ti rinnega,
scuce la tua ombra leggera.
M’aspetto ad aspettarti
in un narrar di solitudini
crocifisso al mio petto
ed i petali del silenzio
coloreranno i miei appuntamenti
in questa triste cena d’illusioni
e più non t’aspetto
a carezzarmi nel vento.
Che bello guardare gli uccelli volare
il loro dolce cantare sentire,
che bello guardare un animale
che bello un gatto accarezzare!
È sempre meraviglioso la natura guardare
ma mai da assassinare!
Perché anch'essa Iddio
ha voluto creare.
alacremente sul campo arato
appare;
levataccia al mattino,
e poi a lume di candela intensamente
a studiare.
Scarno desinare
su un desco seminudo
ma rigonfio di calore per genitori
e fratellini.
Maria ha a cuore una obsoleta
virtù:l'incorruttibile castità:
Alessandro è un amico d'infanzia.
Ardente nella sua personalità.
A nulla giova ogni avance per Maria.
Ella offre la sua impavida carne
al coltello dello spasimante.
Alessandro inebetito e sgomento:
finirà i suoi giorni
in un convento.
Bacio i fiori
con la gioia dello sbocciare
parlano
alla mia erba
di prato barbaro
il loro splendore
meraviglia il ronzio d’ape
porgo il palmo
come conchiglia
un mare calmo
adagia l’azzurro
sopra i pistilli
La neve sparita
ulula folate d’invidia
Aspiro a quel profumo
Al suo ego
Che placa
Ispira
consiglia
Ho sfogliato
cercato
dilatato l’incanto
aggrappandomi ai sensi
ma non ho trovato
traccia alcuna, del mistero
del fascino, dell’inconsapevole
Allora, ho cominciato ad andare
senza meta, ad occhi chiusi
…
e sono certo
che prima o poi riuscirò a fermarmi
in qualche parte di universo
o… in qualche altro uni-verso
restando in ascolto
da solo, del solo
mio senso
(mio cuore)
di sogni inarrivabili
mi rivesto di vita
tra battiti scalpitanti
in un petto
che brucia,
spolverando cassetti
per troppo tempo chiusi.
I miei occhi
fissi nei tuoi
ascoltano
lo sguardo tuo muto.
Come spregiudicato,
condannato,
col volto teso all'orizzonte…
mi tuffo nell'oceano
di brividi inauditi.
Nell'incerto esistere,
non dimentico…
albergo nel caos,
nell'ascolto
di parole silenti
trascrivendo
mete inarrivabili.
Ed ho speso il mio infinito
in un incontro coi tuoi occhi
ed un torsolo di stella
abbiglia i nostri destini
come un bacio a metà
sporcato da luce d’aprile.
Riassumimi l’anima
in un concetto d’echi,
invitami ai concerti del tuo cuore,
sfiora l’indirizzo del mio dolore,
stanca i miei orizzonti temporali,
stringimi all’eco del tuo dire,
lacrima anche il mare
in questo appuntamento senza passato.
Qui tra questa guerra
Eterno il mio vagare
Qui tra queste mura
Così parlavo davanti a me stesso
Quando scesi giù
Tra i bassifondi dell'anima a chiedermi scusa
Eterna la mia lancia trafigge il tempo
Qui tra pugnali affilati
Tra rose sfiorate
Tra inutili parole
il tempo scatena reazioni
ed emozioni.
Pezzi di vita
ricordi...
La realtà che vincola
cassetti semi aperti
percorrono ricordi
senza regole
senza limiti
senza confini.
Ombre danzano
nell'inverno ormai inoltrato.
L'ultimo sguardo
verso il sorgere
di una nuova alba
un'altro pezzo di vita.
attraversa l'orizzonte
a est, verso il mare.
Un cielo dopo l'altro,
disegna il nuovo mattino,
sopra i tetti delle case,
di tutte le cose
e le chiome degli alberi.
Arranca lentamente il Sole,
dipingendo d'aurora
il volo degli uccelli,
tra le nuvole accese
e la scia di un aereo
che lontano... se ne va.
Lasciami respirare
la curva di un crepuscolo
caduto in un campo di girasoli
come pianto di luce
ostaggio del mio dolore
ed io sporcherò d’anima tua
i desideri emozionali
dei miei addendi lunari.
E se nel cuore dei miei sguardi
comprerai il raggio dei silenzi
disfati del bozzolo vuoto
del mio mare al tramonto,
indaga la danza dei pensieri,
crolla sulle mie labbra
come esercizio di primavera
a colorare la mia vita.
io seduto a numerare gli anni
sull'edema del fico primitivo
dal quale i miei occhi regalare
all'orizzonte, al cielo, al lido, al mare,
a ciascuno dei tanti bei sorrisi
del sudato patriarca padre mio,
dei sempre in onda sogni replicati
e dei miraggi uno ad uno provocati
che l’hanno accompagnati, quegli anni?
Sarà magari una qualunque baia
che possa definirsi a mezzogiorno,
dove un juke-box non s’è stancato ancora
di pizzicar le note preferite
per riempire l’aria d’aria buona.
Sarà magari quella stessa baia
che di cabina ventitré faceva
il tempio dove il tempo si fermava,
che la sua sabbia è calda tuttora,
esatto indizio del mio primo amore.
Se fossi fortunato, atterrerei
con le ali di un demente gabbiano
che pur portando un dolce moribondo
non scorda mai i fermi paladini
di quella libertà che strilla sempre.
Io mi contenterei di una bitta
su cui sedermi con la lenza in mano
ad aspettare che impaziente luna
di una spigola rischiari i colori.
Quale terra mi accoglierà domani?
Vorrei solo un,oasi di pace,
un angolino tranquillo per me,
un posto di silenzio,
dove pensare solo a me,
dove respirare,
con calma,
rincorrere i miei pensieri,
fare tutto piano,
prendermela comoda,
non sentire,
non sapere,
e sbattere fuori dai piedi il mondo,
e le sue mene,
un posto per me.








