Tutti i santi giorni quella orribile attesa:
il camion della spazzatura sarebbe arrivato.
Era l'attesa di quella bestia enorme,
quella paura di veder la carreggiata invasa
a tenermi dietro il cancello,
ma attaccato alle sue inferriate.
Che rombo mentre sollevava i bidoni,
come un cane infastidito che ringhia immobile
e che da lì a poco darà un morso a chi ha tentato la sorte.
Il camion della spazzatura era il trauma
dei litri di profumo emanati dall'abitacolo
senza riuscire a considerare pulito il guidatore.
Era la paura che fingesse solamente di andarsene.
E guardare dopo la strada deserta
era quella strana, compassata illusione
che per le giornate di maggio
non potessero esistere discontinuità di terza specie.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Ambra PILTI
+1 # Ambra PILTI 13-05-2015 01:00
Da' l'impressione di una introduzione...per un prossimo o già pronto, racconto. Nell'ultima quartina si apre un mondo, il mondo delle possibilità, delle speranze e dei cambiamenti stagionali oppure intimi.
Nella realtà quel rumore e odore ma è meglio dire puzza ci appartiene...tutti i santi giorni.
nabrunindu
+1 # nabrunindu 13-05-2015 23:56
bella intuizione! la produciamo noi! bravo!

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