Lei andava
col vestito corto
i papaveri sopra al ginocchio
e l'erba taciuta
teneva raccolti i sui passi di vento

mi svegliavi
l'aurora negli occhi
e sedeva le stagioni la tua mano
in ricamo ai miei giorni

Non so dirti
quanto è fredda e nuda
l'impronta sul cuscino
ora, che è casa vuota la mia voce

e la luna è rimasta
nell'angolo di cielo che guardavi
come
una cornice senza sguardi

Non so dirmi
se le lacrime
che asciugavo dal mio viso
con la mano

erano le tue.

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Profilo Autore: Nunzio Buono  

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Commenti  

Viola
+1 # Viola 17-10-2011 16:16
Buona poesia, tenera e un pò nostalgica.
Debora Casafina
# Debora Casafina 18-10-2011 14:15
molto delicata e ricca di nostalgia per qualcuno o qualcosa che si percepisce come importante solo quando si perde

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