Ombre blu alla finestra,
il freddo sui vetri,
le scale tremano
sotto una strada sorda.
​Lei è là dentro,
forse sta sognando.
Non posso aspettare domani:
i miei passi rimbombano nel vicolo,
corro contro il tempo
che scotta sulla mia pelle.
​Lei non lo sa, oppure sì,
che vorrei baciare le sue labbra
dietro vetri spessi,
col buio del suo verde negli occhi.
Ancora pochi passi,
pesanti come il piombo.
​Sono teso come una chitarra.
Volevo correre come il vento,
ma lei non fuggirebbe con me
per sottrarsi al giudizio del mondo.
​Le mie dita affondano nel nero
che cola nella terra bruna.
«Aspetta domani», dice la luna;
lascia che il blues bruci il silenzio,
mentre la notte ingoia una promessa.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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