
In un giorno splendente
di primavera
incorniciandoti nei colori
allegri e suadenti
che toccano l'anima,
t’amerò nella bellezza
d'un albero di pesco
che col suo soffuso profumo
inebria il cuore.
T'amerò nell'aroma
delle nuove foglie
alito fluttuante degli alberi del bosco.
T'amerò nel canto degli uccelli
che intonano
una dolce melodia
trasportata del tenue refolo del vento
che accarezza i nostri corpi
spargendo la sua malia.
T'amerò in un cielo azzurro
inondato da cirri
e t'amerò in un cielo blu
tutto stellato
in cui faccia da cornice
tutto il creato.
occhi che mi guardano
e mani..
mani che mi cercano.
Tra un gioco di seduzione
e il battito del nostro cuore,
una scintilla colpisce le nostre emozioni...
ed è subito amore!
La passione diventa sentimento.
Un bacio caldo,
il nostro tormento.
Viaggiamo su questo confine
tra dolcezza e dannazione.
Viaggiamo su questo vortice
che ci inghiotte e ci fa perdere la ragione.
Oltre ogni cosa, i nostri attimi diventano fuoco.
Ci incendiamo, ci respiriamo e ci amiamo...
ci basta poco!
ma darti tutto.
La mia attenzione,
la mia dedizione.
Ti porgo la mia mano per sostenerti,
per accompagnarti.
Non voglio sottrarre il tuo tempo,
ma darti il mio.
Non devono mancarti mai i miei baci,
le mie carezze,
le scintille nei miei occhi.
Anche se il tempo vola,
anche se i nostri volti sembrano piú stanchi.
Non ti stancherai mai di avermi vicino.
Ti daró sempre un sorriso,
una parola dolce.
Potrai accoccolarti sul mio petto
per prendere fiato.
Sentirai sempre il mio calore,
il mio amore.
.
quando piove
trovo il tempo
per andare
senza ombrello
in riva al mare.
Certe volte
amo farmi
accompagnare
con la mano
nella mano
da un bambino
fino a scuola.
Certe volte
per vedere
la fiorista
che mi piace
quando parla
e sfiorarla
con la mano
compro un fiore
e glielo porto.
Certe volte
(non so quando)
io quel fiore
me lo mangio.
Che non ti ho detto ?
Dove te ne sei andata
Che non ti vedo ?
Dietro le colline
Il cielo si fa infinito .
Qual è lo scopo della tua partenza
Se gli addii son andate senza ritorni e io mai potrò dirti che ti ho amato tanto ?
E se qualcosa mi accade tu , custode di memorie ,dove sarai
ad attendermi ?
Questi mutamenti che tutto dissolvono cosa avranno da dirci ?
E tu li ascolti ancora ?
Ci provi a veder la verità come io a guardar le stelle ?
Cos'ho da dirti ?
Che t'amo
E in me , il tuo passo,
Lo riconosco
Mentre le foglie cadono ai miei piedi
E i venti marini mi sollevano
Fino a te .
in bagno d'aria, ove arde triste il pianto
d’ultimo raggio torvo che ti desta
e si nasconde. Sulla mano ranto-
lo estatico di un cenno soffocato.
Pulsano vene al collo perché s'oda
il tremito lontano - un verso lato -
come mozzata s'agita una coda.
Di là s’attende in fremito la terra
e frana che disciolga l’oasi al nulla.
Ma tutto è lento andare e appena un fiato
dichiara a lunga notte la sua guerra
ogni legaccio sradica alla culla
e dà sollievo al sangue del dannato.
Distante..
tra piume di corvo
di nero corvino
e cielo d'azzurro trapunto
rimane il mio pensiero
sospeso..
tra gocce di nuvola si posa
e si fa' trasportare
nemmeno un respiro può ricordare
come dolce era viverti qui
sospirando i tuoi sguardi
e i baci d'amore
impronta sulle mie labbra.
distante..
come sassi lanciati
nello stagno affondo
e rimango a galleggiare
nell'attesa di rivedere la tua anima
di sorriso che arriva
trasportando cuore e mente
forse ..ancora...pieni di me.
non lasciarmi andare via
con le lacrime piene di nostalgia, ...
non ho più forza di farmi trascinare dal destino,
è inutile che io lo faccia,
mi perderei mille volte nella solitudine
di un orizzonte senza sole.
No amore mio,
non rubare dai miei ricordi il tuo profumo,
è tutto quello che io ho di te,
quando rimango da solo, alla notte.
Sai amore, senza di te mi troverei
a dipingere nel cielo solo sogni in bianco e nero,
mentre le ombre verranno a celare,
al mio cuore, il colore dell’amore.
No amore mio,
non lasciarmi portare via dal vento,
quando si ferma in qualunque posto,
lontano da te, mi potrebbe lasciare
e, da quel momento in poi, non ti potrei più trovare.
per tutto il tempo della vita
per quanto terribile un dolore
questo mondo libera bellezza
costruisce ponti che uniscono
la terra e il cielo.
E se farò del male ai tanti sogni
so già che esiste
un perdono ad ogni colpa.
La memoria è il tuo ritorno che mi attrae
è un assillo che divora le mie parole
è la frustrante passione annientata
da momenti troppo antichi
è il tuo passeggiare cadenzato dal male che ho dentro
è la consuetudine che rappresenti nel sogno
è il risveglio che mi bagna gli occhi
è la notte ubriaca che dice basta
e suo malgrado resta senza magnifica chiusa.
in una vecchia carezza lasciatami sulla pelle,
tra i ricordi che abbiamo scritto insieme
per diventar quello che siamo.
T’Inseguo con i sogni,
disegnandoti nei nostri giorni felici trascorsi assieme,
dove tu riempivi la mia vita
senza guardare mai al domani
e mi dicevi:
voglio vivere con te ogni mio minuto del nostro amore.
Questa notte ti vista come un dono,
il più bel regalo del destino,
messomi dentro al cuore al momento giusto del cammino.
Eppur questa notte son qui da solo e sto pensando a te.
Cerco di consolare l’inquietudine che m’attanaglia,
rivivendo, attimo dopo attimo,
tutti i momenti più belli che riempivi di sorrisi.

Se tu sapessi
quanto ti desidero…
ma non ho il coraggio
di raccontarmi:
sono anima di poche parole
e tengo tutto dentro me
come un segreto.
Se tu sapessi
come accelera il mio cuore
d’inevitabile spasmo
ogni volta che ti vedo:
sei gioia indispensabile,
mio bagliore di vita
che in un mondo di lucciole
illumini il mio cammino.
bene” se ci s’incontra presuppone
norma esitante e che sia proprio il lutto
a esprimere tendenza nell’azione.
Quel bene è un picco in cima eppure ha il fondo
ricco di limo - vecchio sotto sale -
è auspicio instabile di specchio al mondo
sporto nel vuoto a tangere un crinale.
Questo ci lascia amore quando tace
curva anelastica, più orizzontale
del mare senza anelito, la pace
che non minaccia più castigo o male
l’indifferenza a un fiore o alla vorace
malizia d’un virgulto che ci assale.
E sentirti raddoppiata, la voce sfalsata
di qualche secondo, il vibrato di un bacio
a ridosso del finestrino. Si, chiudiamo
gli echi per aprire le ali quando da soli
le partenze e gli arrivi sono tappeti
di piume nel buio del castello di specchi.
Se l’acqua ci bagna - non il getto sugli occhi-
quasi a lavare ogni traccia del passato - beati
gli smemorati- noi a muoverci negli angoli
più lontani dal baricentro. Ci rapiamo
ogni respiro, le gocce di talento, il laccio
già allentato, qui nella nostra croce rivoltata.









