Se sono sbocciate le spine nel nostro giardino
al posto delle rose, se ci siamo punti le dita
e graffiate le guance per sentirne il profumo,
pazienza… Meglio che non averlo mai visto fiorito
col sole alto di mezzogiorno e la brezza della primavera
e averci fatto l’amore su ogni zolla di terreno.
Teniamoci il peccato nel cuore, torniamo con la memoria
a quegli istanti, le immagini rallentate di una storia
eterna nello svolgimento. C’è stato il sereno
e il temporale è passato, ora che è arrivata la sera
e che il giardino è incolto, mandami il tuo invito
dimmi cosa è stata quest’appartenenza, un grumo
di passione, un canto libero o solo un’altra vita
sprecata a inseguire farfalle al suono di un violino.
n.b. la foto è di Marinella Brandinali

Ora non so se mai scorderò quel
bacio idolatro che ti ha dato quel
mendicante, chi si azzarda a baciare
le tue labbra.
Nei miei deserti non ci sono più oasi
si è persa la tua freschezza,
il tuo bacio è la mia tortura lo hai reso
prigioniero.
Avverto venti di frontiera e battaglieri,
non posso tacere il mio pensiero, ora
è come campanello affascinante pieno
di ritmi urbani.
Ora cammino con le serrande abbassate
con le luci appena soffuse, per dimenticare
chi sono e per non specchiarmi in vetri
di sogno.
possenti spalle mi sostengono affinchè nitida
possa io avere la visione di un mare azzurro e infinito;
sussulta ora il cuore al riecheggiar di un lontano passato.
Al giunger di primavera, in tempo di fioriture e
soavi canti d'amore,
un canuto capo si volge lentamente verso il mio volto,
occhi grati e fors'anche sereni ne osservano il turbamento,
questi occhi consapevoli dell'immensità dell'attimo
paghi del fu ieri itegrità dell'essenza dell'uomo.
Due fragili mani si posano dolcemente sulle mie,
son sfiormanti leggeri, quasi impalpabili,
ora non temere, ti stringo forte,
un accenno di sorriso si dipinge
su lineamenti distesi,
ora, insieme a mio padre,
da infinite vette,
per sempre,
ritrovo
l'immensità e la limpidezzza d quel mare.
La morte dell'amata di Dante mi ha colpito
Ho immaginato di raccogliere le stelle
E metterle sotto al tuo cuscino
Questa è la mia lode, ora che ci sei
E questa è la mia dichiarazione
Per quando non ci sarai più
Fonte della morale più pura
Io posso baciare il tuo corpo, vivo
Che tra le sue crepe nasconde delusioni
Apriti, accoglimi
Sarò l'argilla dei tuoi solchi
Il tuo splendore sarà nei millenni
La mia mente il grande autore
La battaglia del mio cuore caduto in amore
Che illuso fu Achille
La gioia di una vita lunga, nell'anonimato
É quello che più chiedo
Se i tuoi occhi, specchio di tutto
Sono rivolti a chi ti ama
Con il cuore in mano
Rosso rubino il cielo s'atteggia
nel tramonto che fa scomparire il giorno,
nello stelo di un girasole
che chiude i petali alla notte,
e nel cuore s'insinuano.
i pensieri dilaniati dalla mente
il sapore che hai gustato,
ora è il fiele che mi porto dentro.
ti ho trovata un giorno
e avrei voluto non averti mai vista
nel tuo gioco di fuoco
mai avrei voluto sentire e provare ciò che sento
ma ormai ogni spiraglio di luce
si è spento come candela al vento
e al gelo invernale.
gravita su noi che d'amore ci nutriamo
lingue di fuoco e piccole fiammelle
luci di stelle e musiche del passato.
e' stato un giro di valzer
la musica a tutto spiano
la danza sfrenata.
il tuo braccio a cingermi alla vita
e gli occhi ad attraversarmi
da parte a parte.
poi l'inchiostro versato sulle carte
ha confuso le danze
e siamo tornati assenze
nelle volute di fumo dell'incendio
spento con l'acqua del mattino.
acqua che lava via
lava l'amore ornai finito
di cenere rimasta
che come nero inchiostro
traccia e ritraccia all'infinito la via.
Capirò di non morire mai
Se la vita è un filo astratto
la prima volta
quando nel cielo c'era l'arcobaleno.
Da poco la pioggia aveva cessato
e un ultimo tuono apriva il cielo
lasciando uno spazio d'azzurro velo.
Dettò parole che filtrarono subito
al cuore.
Parole d'amore
era tutto vero,
la pioggia, il sole e l'arco nel cielo.
Lei disse ti prego non farmi male
la prima volta che sogno l'amore,
il primo bacio a te l'ho donato
nessun altro ho mai incontrato.
Parole d'amore
quel mattino che all'inizio sembrava foschia,
due cuori battevano sempre più forte
dentro un paesaggio
che pareva un miraggio.
Un soffio di vento
dentro un cielo d'amore
non era un miraggio
era tutto reale,
un incontro di sguardi
di baci e carezze,
il sole svegliò di nuova vita,
ora si che la donna
era donna infinita...
Accadrà che mentre giocate a fare le grandi,
capirete che la porta di casa era solo socchiusa.
Sarà come vedervi in un film,
come scattare 1000 foto al secondo,
vi vedrò di spalle sull’uscio e poi uscire.
Quel giorno pioverà, ne sono certo,
sarà una pioggia leggera come quelle in autunno,
malinconica come quando cade sui tetti in inverno.
Quel giorno raccoglierò i vostri giochi sparsi per casa
e li conserverò nel cassetto che ogni uomo nasconde…
lì, nel cuore di un padre.
Tu sai dove sono
sai dove abito
forse...nei tuoi pensieri
che si posano leggeri
sopra paesaggi che veloci passano.
forse ...nei tuoi occhi
che rispecchiano i miei
cosi diversi
ma cosi simili nel vedere.
forse ... Nel cuore che batte forte
così pieno di vita
ma con uno strappo
che ha il mio nome.
forse...nell'anima
così indifferente ma solo per finta.
vivo nel tuo amore
anche se non lo sai....io ci sono

Stamattina al parco
nel rigoglio della natura:
magica visione
quei ciliegi in fiore,
trine rosate
a carezzare il cuore.
Noi due in gioia di parole
irradiati da un fulgente sole
fra gli olezzi delle piante
a respirare
trama celeste d'emozioni
nel lieto progredire delle ore.
alle strade più amiche,
alle vecchie viuzze,
alle soglie più care,
al viale del passeggio,
al turchino paesaggio.
E addio al tuo profumo leggero
che saliva nel celo lasciandomi.
Anche alla spiaggia
e al poggio che videro il sogno
addio.
Addio a quei baci sinceri
che videro ieri
con me la tua vita.
Coi miei pensieri senza futuro
oggi è sicuro che baci un angelo.
Tra piogge di rose e luci d’argento
rivedo la mia bambola,
sento il suono che l’avvolge.
e già si volge a rapirmi
come quando seppe rubarmi
un angolo di cuore.
L’idillio mise le ali, tutto è svanito.
Ho seppellito nel petto
il diletto contorno di te,
ciuffetto di rimpianti,
culla di rose,
stupenda fanciulla:
tutto oltre il nulla.
Torni allo stesso modo ogni volta come
una pastorella che sverna a valle e ricorre
immutabile il gregge, un cammino assolato
per le strade di montagna.
A volte mi mimetizzo nell’oggi nelle
attività delle frasi e non rinnego questo
destino ribelle, ogni tanto mi incastri
in sortilegi.
Mi associano a uccelli migratori a sogni
inespressi, in lingue che non mi appartengono,
in stazioni che carpiscono suoni strani,
il paesaggio ha spesso colori tenui come
pulviscolo in attesa di penetrare nelle case.
Fa male l’attesa dell’arrivare, perdersi in
vertici di poco conto a volte parlare è come
rivivere un ricordo, come un tatuaggio inespresso
che non cancelli.
Dipinge il cielo questa vita a futura memoria,
storie pregresse, un giorno dirò addio al crepuscolo,
al volere di una notte, mentre entra la speranza.
![occhio-anima[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/occhio-anima1_2a854.jpg)
Il mio cuore è pieno di te!
Ti vidi in un giorno di primavera
ed i miei occhi s'incontrarono con i tuoi,
mi prese uno strano languore
e per incanto mi si schiuse il cuore
come petalo turgido di rugiada:
gli stami divennero i miei sogni.
Nelle mie notti rischiarate dagli astri
che irradiano la stanza di luce argentea,
guardando lo stesso cielo
sentirai il mio desiderio accarezzarti,
sentirai i miei respiri e sospiri
ch'emanano il richiamo
del mio cuore che arde d'amore...
quando l'odore dei gelsomini
nelle sere d'estate i sensi trasporta,
sentirai la mia anima fluire
che si lascia sinuosa danzare,
tu, la vedrai
in una soffice nuvola arrivare.









