ad ammirare le stelle nella notte,
rincorrere con i sogni le tue labbra,
mentre con gli occhi accare...zzavo il tuo cuore.
Mi fai sentir immortale,
ogni volta che mi dici ti amo.
Da un’’eternità sento il tuo calore
quando stringi forte alla tua la mia mano.
Tu non sei un dolce sogno,
ma una vera storia d’amore.
Certi giorni mi basta sentirti respirare
e ascoltare i tuoi pensieri muti
dall’altro lato della mia ombra
sembra che il tuo fiato sia il suono
delle mie notti senza canzoni stonate.
E se le scenate di gelosia le ho spostate
nel cassetto dei ricordi all’ultimo piano
vicino l’ascensore e se ancora ti sembra
poco questo scivolare tra bassi e acuti
del pentagramma danzando alla fine dell’amore
lascia che ti trasporti dove il sole non muore
nel mezzo di due monti gemelli, seni di luce
e ricami di gocce trasparenti, vedi le mani?
Hanno attraversato il deserto per giungere
fino al tuo cespuglio e ora che m’assomiglio
e che dentro il tuo silenzio sono lo scoglio
che resta fermo a guardare il tuo imbrunire
a lato del mio ieri e incontro al tuo domani
nel bacio che precede l’ingresso nella pace
sento che Venere è pronta e di te avverto ogni afrore.
Aria leggera che soffia da est
sei foriera di nuove
come uccelli migratori
non t'accontenti di guardare
ma vuoi far provare
chi per un solo istante
potrà donarti ciò che vuoi
un 'emozione o
solo un sorriso condiviso
un bacio sospeso tra
labbra socchiuse.
parole che s'insinuano
come polvere
sulle mani aperte in attesa
non sospiri usciranno
ma dolci note canteranno
da quel cuore cosi malandato
tornerà appena nato
e quelle labbra sfiorate appena
toglieranno ogni pena
sotto un cielo che germina stelle
a ritmo pulsante
labbra dolci di tenera amante.
La stella senza nome di cui ho già parlato
ora porta il tuo, l’ho chiamata così
e nelle notti senza nubi la cerco nel cielo
mentre ti guardo. Perché sei ancora al mio fianco
e ci resterai, sino a quando ci sarà fiato
e aria e forza nei polmoni e il cuore
sarà l’orologio che scandisce il tempo
della libertà. Se cadrà la pioggia e un lampo
rischiarerà la città sul mare del nostro calore
ti chiederò la mano e sarò nel tuo Stato
da regolare, ora pietra fondante ora giunco
o tronco che resiste alle intemperie, volo
di rondine a primavera e d’estate oasi
fuoco d’inverno, foglia nell’autunno che ci ha cambiato.
Osservo, non scorgo la mia parte mancante
Parlo, con me stesso di noi
Tu mio sogno proibito
Tu unica ed impareggiabile
Ho perso il credo nell'amore
Ho perso la voglia di crescere con qualcuno
E poi tu, l'impossibile
La passione di pochi istanti
La voglia di viverli in eterno
Se tutto è difficile, se un futuro sembra impossibile
Se e solo se tu sei con me tutto è fattibile
Lo spazio si piega su se stesso
Collassa e ci avvicina
Nessun corpo vale quanto la tua passione
Nessun volto può far vivere l'emozione
Paura di vivere la felicità
Paura dell'osservatore esterno
Ma può un sentimento aver limite d'azione?
Può un involucro che muta al passare delle stagioni bloccare le nostre emozioni?
Voglio essere tuo nelle primavere migliori
Sostenerti nei rigidi inverni
Osservarti nei tuoi autunni e dirti quanto ad ogni foglia che decade la tua bellezza ai miei occhi non può mutare
E poi si c'è l'estate, la bella stagione
Il nostro momento di passione
In cui tutto si ferma e solo i nostri corpi hanno azione
Come pula al vento,
il vortice di essa
è come il vortice mio,
quando lo stesso vento
mi trascina.
Nella nenia dei paesi
io ti canto,
sento le note
dei cori lontani
e tu tra essi,
la voce, la tua, bandiera.
Ti ascolto e tempeste di stelle
e fuochi di cielo
mi incatenano al suolo.
Ma ti sento, ti ascolto
nella mia pigra ombra di letto.
Santo è il nome che grido,
corazza di pietra tra i suoli
che mi tira a sè,
così come l'acqua e il suo fuggire
che al mare o all'inferno
io, uguale, pur d'arrivare a te
mio sostegno.
Del battito sei cuore,
razza superba di uomo.
Hai il mio sguardo e fattene ragione.
Non rompo il silenzio,
dò gusto alle parole che suonano nella tua pelle,
le mie parole tra la tua pelle.
perché chi ama è ricco similmente
anche se in tasca non possiede niente.
Fervida e calda è stata la mia vita.
Preso d’esempio il calor del mondo,
dono del Dio di bontà infinita,
feci d’amor mia culla e la mia legge.
Contemplai l'amore e la bellezza,
donna ammirai a modo di dolcezza,
impasto d’umano e di divino,
destino e schema di contemplazione.
Ogni dama per me la leggiadria,
misteri romanzati ed emozione,
stravaganze, sogni e fantasia.
Per le ancelle affinai la cortesia
e al sonno affidai l’ispirazione.
Nell’amor riposi il mio ideale
e al fin l’amore ritrovai:
Lei, che a me ha consacrato
il tempo d’allora e il domani
amandomi così come ho amato
e della quale non mi stanco mai.
il battito del cuore,
risuona il suo frastuono
ora veloce
poi,
sempre più lento.
Vortici di parole
come refoli di vento,
riecheggiano,
parole dure e lividi ricordi.
Eppure,
un tempo
c’era musica e canto
ad accompagnare il palpito,
e gli occhi negli occhi
sprofondavamo giù,
insieme,
nell’intimo rifugio del nostro cuore.
Lui suddito fedele compare ai miei occhi in mille circostanze...
Quando ti guardo per l'ennesima volta e mi perdo nella tua bellezza;
Quando non ci sei e mi manchi da star male;
Quando sorridi e mi inondi di felicità;
Quando ti ho e mi sorprende volerti di più.
Regina dello stupore il tuo segreto è il nostro amore.
Come un anfiteatro o un cuore rosso
nel buio della stanza, pendolari dell’amore
a ore, i minuti rubati a tutti, la circostanza
è di fronte, surreale a strati, un saluto
di ghiaccio a occhi discosti o un bacio
appassionato, lo dirà il vigile urbano
con la multa nel taschino o il capotreno
in minigonna della stazione lunare.
Il laccio è nella carrozza del batticuore
teso al braccio e il respiro che è meno
di un singhiozzo. Ti chiamo e ti stano
dai pensieri molesti, quando taccio
è perché sono dentro il tuo piacere assoluto.
Ci sarà il coprifuoco e sentirò la tua mancanza
forse vedrò l’estate dei tramonti sul mare
col soffio dello scirocco, nel cielo nessun rimorso.

Ti voglio mi dici piano,
anzi bisbigli
con piccoli baci sul mio collo nudo.
Sembra vento di maggio
la tua voce tiepida e fresca
che scartoccia lieta
questo desiderio che danza
nelle nostre ore che corrono serene
nel meriggio olezzante di profumi
e dorato dai riflessi
che spuntano tra gl'interstizi del fogliame
delle piante.
Tu vivi in ogni silenzio recondito
del mio cuore,
in ogni anfratto della mia anima...
la tua voce mi culla e mi scalda,
è musica che ascolto
col cuore appeso al cielo,
è un trillo sovrano aggrappato al mistero
che m'attrae suadente
nelle valli del mio tempo...
mi s’annida come un tatuaggio in petto,
addensa nebbia che di te mi porto.
E si imbianca la notte col fumo
rimane solo un canto che trema
sulle note quasi assenti dei passi.
Non oso guardare in alto le stelle
l’occhio s’ostina sull’erba lavata
di brina e salta sui solchi dei cani
nelle ceneri del trotto dei bimbi.
E tu rimani anche tu assente
tra le mie mani stanche di vuoto
che s’asciugano ancora all’odore
di te sul vestito.
E m’affido alla luna
al sicuro suo pianto di neve
al rumore di pioggia che nutre
il respiro dell’aria e vorrei
fosse alba o notte più scura
del nero che dentro rimane
fuliggine di te ancora assente.
che con la primavera sarebbe cambiato tutto
e il sole avrebbe brillato sempre nel cielo,
ma oggi sono solo e fuori piove,
tanto da sembrare novembre,
non me la prendo con il sole se alla notte va dormire,
ma con le mie lacrime che mi vogliono far morire.
Volevo fermarmi ad aspettare,
lo sto facendo, ora è l’unica cosa che so fare,
non è il momento di partire,
novembre dal mio cuore non se ne vuole andare.
Mi son fermato dal fioraio a comprarti dei fiori,
te li volevo regalare quando saresti arrivata
con la primavera, essa è arrivata,
ma tu non ci sei, li porterò in chiesa,
non so se servirà, ma ti dedico una preghiera.
Vorrei venire a cercarti al calar della sera,
sono pallido come una statua di cera,
ho bisogno del tuo sole che mi scaldi,
aspetterò quello dell’estate
lasciando passare la primavera,
tanto non sto sognando,
perché vivere è una cosa vera.









