lo sguardo in deserti silenzi si nasconde
ho lasciato per te amor mio
la terra e il sangue mio
fra glicini e mirti
di mare i profumi.
Colgo ogni sospiro
quando lo sguardo inonda
abbraccio anche la luna
immersa nei tuoi baci.
Poco, amor mio, mi scopro
per far leggere l'animo vero
ma io così t'amo
che quando a te penso l'esistenza non percepisco.
Gioiosa della presenza tua
nel mio cuore forse anche vile a Dio rendo grazie.
E di te vivo e respiro.
accarezzata e infine stretta
in un abbraccio che lascia attoniti,
hai fatto piovere su me

il tuo mare di parole
studiate
ad arte.
Usata, come un diario vuoto
dove lasciare il segno della tua
vita,
usata, affinché il tuo corpo ricordasse,
ancora .
Cancellata, perché niente e nessuno
Sapesse, domandasse, pretendesse.
Annegata nell'abisso di parole,
nell'abuso delle tue parole,
dove amicizia non è mai quello che appare
e amore non è mai quello che dici.
Le mie mani
fresche corolle
come fiori sbocciati
raccoglieranno il tuo viso
lo cingeranno di carezze
per far nascere un sorriso.
lievi e leggere
come piccole piume
leggeranno le tue rughe.
ogni piccolo segno
con tocco che scioglie
laveranno come fiume.
passeranno sugli occhi
a portare sollievo
come acqua di sorgente
e poi tocchi morbidi sulla mente
cancellando lampi scuri e temporali
voleranno come ali.
brividi languidi espanderanno il mio tatto
su quel viso che stanco e provato da pensieri
le mie mani saranno sollievo.
come unguento leniranno con amore
bianche conchiglie di mare nascosto
troveranno in te il loro posto.
un vuoto clamore.
che mai si toglieranno
in quel giaciglio.
ne sentirai l' odore:
e abbia pace l'immenso.
Quell'amore!

Risuona cosi falso il suono delle tue parole,
inutile cercare con lo sguardo,
e il passo si fa incerto.
L’inganno come un pungente rovo
lacera la mia fede, tu parli
e parli,
rumori sghembi sibila la tua bocca,
niente e’ mai stato vero
e tu, come un lucido impostore,
stritolavi il mio cuore.
E ti aggiungo alla lista dei miei sogni
il tuo nome inciso in ogni fibra muscolare
mani intrecciate già al primo sguardo
e il sorriso che trabocca dall’orlo del bicchiere
da raccogliere prima che cada sull’asfalto
perché non vada sprecato un attimo d’amore.
E ti accompagno sino al primo bacio
sulle scale da cui non vedi il cielo
ma se guardi in alto e scosti il velo
c’è un concerto di luci e suoni e l’adagio
che c’immerge nella fluttuazione delle ore.
E’ la scansione dei colori che è cambiata, il cobalto
prima di ogni grigio, il nero in pensione, nelle sere
c’è l’orologio che rallenta prima del traguardo
sul ritmo di una voce che bisbiglia e sa amare
ogni infinito, ci sentiamo pesci e travi e legni.
ma il pensiero è impetuoso:
un tiro con l'arco, un'esploso!

Fermati dove caldeggia il verso
dove il vento espande l’universo,
tra la distanza persa e sassi ritrovati,
troveremo riposo in dolci attese.
Cammina ancora e arriva sulla riva,
la vedi come scorre l’acqua, fa
gorgheggi e canta poi mulinella l’acqua,
arriva a valle prima di sera e si riposa.
Accarezza i sassi e non si ferma
neppure se sbarri il passo, ma scivola
come olio profumato lava e deterge,
irriga le zolle fa nascere la vita.
Da tempo immemore tu non guardi
l’acqua ma t’avvicini solo per bagnare
le labbra secche e ti ristori.
Noi eravamo brividi, due corpi che desiderandosi si sono fusi in una danza;
Il ritmo dettato dai sospiri;
Il tremore dolce e selvaggio era musica.
Ed il tempo fatto di brividi si è inchinato a noi...
Ci sarà un posto sicuro
dove poter andare
dove sentirsi di nuovo viva.
ci sarà un posto sicuro
che assomigli al tuo abbraccio
dove abbandonarsi e perdersi senza paure.
dove tutto ti avvolge
ovattato e morbido
dove chiudere gli occhi e
lasciarsi cadere senza farsi male.
ci sarà un posto così bello
dove i sorrisi fanno luce
e i baci morbidi e leggeri rassicurano.
E se ti ho ascoltata è perché ho riconosciuto
la tua voce, la stessa che riascolterò
tra due secoli nel continente alla deriva
nello spazio profondo. Ho la registrazione digitale
per non sbagliarmi e anche le impronte
dei polpastrelli incise nelle sinapsi della mente.
Le ho decodificate col raggio laser quando
ti ho stretto la mano, c’era già lo sfondo
perfetto e la luce ruotava lentamente
per fermarsi sul tuo sorriso. L’istante
che è nato sul marciapiede della stazione spaziale
è già scolpito nelle maglie del tempo sulla riva
di un fiume che in un giorno del futuro filmerò.
Scorre tra alte mura di marmo e ha acque di velluto.
nudi, scultorei,
come bronzi duraturi,
un incastro perfetto,
d'avorio, irrefrenabile.
mescolati sangue a sangue,
dimmi tante cose,
dimmi dell’incanto:







