Che ne è stato di quelle “parentesi”
dentro cui a tuo dire
la proteggevi?
Grosse e alte catene di monti son
diventate: impedimenti.
Barriere
che tagliano l'aria, allontanano il mare,
e fanno che tu più non senta
il suo cuore.
E di tutta quella lava incandescente, 
che ne è stato?
A contatto con l'aria
si sarà irrigidita, trasformata.
Ma ricorda che fu brama di vulcano
e che non si consuma: resiste, 
sopporta
ogni sfacelo e rigetta la sua
gemma d'eternità verso il cielo.
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Profilo Autore: Miriam Bruni  

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Ti prego
non guardarmi superficialmente,
osservami oltre l'esteriorità
fino a captare il mio intimo sentire.

Non pensare sia banale,
la mia anima palpita
nell'anelare desideri di te
che tengo conservati
nello scrigno dei segreti.

Ruscelli di lacrime
gonfiano i miei occhi
nell'ora della solitudine coatta,
il vento mi sbatte come cespuglio arreso
alla sua primordiale veemenza.

Quando la tua bocca si offre
come rossa melagrana
percepisco sempre il sole allo zenit
ma quando non ci sei la tristezza mi pervade
come tessuto di pesante trama
che ricade dalle spalle sulle fredde pietre
che feriscono il mio corpo.

Il mio cammino è lastricato d'irte strade
stratificato di foglie morte, ormai marcite
su cui faccio fatica ad avanzare
tendendo sempre a scivolare.

Tu sei l'eterno mio sanguinare interno...
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Profilo Autore: Grace D  

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Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio la mia anima,
cossiché il pianto sarà anche un po' tuo.
E i giorni tristi, li sotterrerò in un posto lontano dalla mia vita.
Nel mio giardino farò crescere la speranza, la voglia di cercarti.
Cercarti in qualsiasi angolo di un'amara solitudine.

Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio i miei ricordi,
quei ricordi che hai lasciato e che mi hanno regalato certezze.
Certezze che volevo abbracciare all'infinito.

No, sta pur tranquilla.
Non piangerò se mi dirai addio.

I morti non piangono.
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Profilo Autore: Centrone Stefano  

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Sento volare il suono di quella canzone
Quella che ti vedeva vagare fra le nuvole
Le nuvole infinite dei sampietrini
Dove io calcavo a mani ferme ed occhi instabili
Le tue pupille
In quella sera Ripassata a morsi sulle mie labbra
Tra le onde del tempo
Sulla mia faccia.
Mi vien da dirti vieni
Sarà banale,
anelami
Mentre suonano queste campane
Su questa città in fiamme
Anelami
Fammi sentire il tuo respiro
Alla mattina quello caldo
Durante un tuo lieve abbraccio
- quando mi par di vagare fra le braccia del vento
Questo sento
Questo sento-
Suoniamola noi
Ora Adesso Quella melodia del vento
Stringendoci sopra le onde di questo letto
sudiamoci Stringiamoci
I lembi di carne stanca
Straziata da tutto il resto
Non da noi... Del resto,
questo voglio... Questo Sento.
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Profilo Autore: Kahl  

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Ci incontrammo
in una notte di plenilunio
due lupi che per secoli
avevano ululato solitari
contro le fauci spalancate del cielo

L'argento del pallido astro
riflesso nei nostri occhi
e dentro già il sole infuocato
del nostro cuore selvatico
all'arrivo dell'alba rossa di sangue

Ci fondemmo insieme
strofinandoci pelle su pelle
a mischiare i profumi aspri
ci mostrammo le ferite
amari intagli sul petto

le unghie come lame spuntate
infilate sulla terra dura
testimoni del nostro sopravvivere
e nel nostro amore selvaggio
non abbiamo mai smesso di  urlare

i nostri nomi nel vento
alla bianca signora
che ogni notte ci attende
noi due soli sulla scura collina

dove i lupi si amano



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Profilo Autore: Sabyr  

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Nulla potrà

Or per sentieri d'allegro
Imboscar candido amor!


Domani ancora
Unti d'amico moveremo.
Ebbro l'eterno!


Narrar saprà
El tempo l'attimo...
Leggiadro scorrere!


Menar soliam
Orda bonita
Ne l'ora lesta.
Diurni mielosi!
Obbligo apprezzo!


Eccelso... sgorga ne lo core affetto!


Novella stenne
Effusa brama
Lo spirto... di lieto intriso,
Lo spirto... di brioso ingordo!


Amore sempre
Ne lo cammino soltanto
Il core, zucchero spanne
Mostranno, al monno stupìto
Acciacco dolce infatuato!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Ricordo ancora quando per la prima volta vidi il tuo viso
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
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Profilo Autore: lorenzo  

Questo autore ha pubblicato 60 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Che ne sa il mondo di noi

Io e te ,

amore lo sai,

questo sporco mondo

è quello che è,

e a volte fa

un po’ paura,

noi che restiamo in città,

e la vita è tutta un avventura incasinata,

che vuoi farci,

ma ci sei tu e io,

noi due che proviamo qualcosa,

che stiamo bene,

noi due e il

mondo che cosa ne sa,

cosa ne capisce,

un cavolo,

la gente

non c’entrano,

non sanno un cacchio,

che vadano in malora,

ci siamo io e te,

e poi,

chi lo sa,

un mondo lontano,

che non sa niente di noi.

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Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Se questo amore fosse stato solo arroventato
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Ho racchiuso il mondo e le mie idee
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato 
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età 
dovunque tu sia 
è stato bello averti mia
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
C’incontreremo a metà strada nello spazio

profondo, in un posto chiamato libertà.

I biglietti sono quasi pronti, serve solo

il visto del ministero della passione.

Ci sono dei burocrati che ci stanno

lavorando, studiano da un anno

la playlist migliore e la prima canzone

da fare ascoltare agli alieni. L’assolo

sarà curato nei dettagli, chi vivrà

vedrà, che questo, ê un nuovo inizio.



Se mi avessero dato l’indirizzo prima

della tua nascita, ti sarei venuta a cercare

subito, mi dispiace tanto che l’airone

si sia ferito prima di alzarsi in volo

ma è coraggioso, imparerà a lottare

e a sfidare la tempesta. Il cocchiere

celeste sta giocando a poker con un solo

asso, gli altri sono stati rubati dal cane

finito per errore o per scelta tra le zanzare

assetate di una vecchia palude di Crema.



Due lune si stanno scontrando

una è d’argento e l’altra rosso fuoco

dicono siano state inseparabili

per un’eternità, sia pure a distanza

di sicurezza, ma ora che ê imminente

il crush finale, rimpiangono quel ponte

mai costruito per pura indolenza.

Proveremo a edificare mura stabili

è tutto fantastico ma non è un gioco

il ghiaccio è sciolto, è tratto il dado.











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Profilo Autore: mybackpages  

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Ci sei tu con me

Grazie ,ci sei tu vicino a me,

grazie,

mi fai compagnia,

mi fai coraggio,

col tuo sorriso,

le tue parole,

il tuo cercarmi,

le telefonate;

mi fai coraggio,

in questo mondo fetente,

di bastardi senza cervello,

che danno fiato alla bocca,

e ti urlano alal schiena,

grazie che sei con me,

mi hai visto,

mi hai trovato,

ci siamo trovati,

in mezzo a questo mondo di schifo.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Non lascia il segno
non muta la superficie
un'impronta nell'acqua

dunque qualcosa se ne va
senza una traccia di sè
come un disegno fatto nell'aria

come un sogno notturno fugace
spirato nel primo mattino
all'alzarsi delle palpebre

un volo non marchia il cielo
impalpabile e senza alcuna scia
nulla resta al suo passaggio

Non troverai il mio nome
se lo cercherai
scritto dove non può restare

io per te ormai sono fine
di cui hai dimenticato l'inizio
io, un'impronta nell'acqua
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Profilo Autore: Sabyr  

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“E’ necessario che ridendo io t’ami”

e che queste affinità elettive

non siano disperse nelle valli

della confusione. Se è solo il magma

a traboccare, se non può respirare

la terra i venti della leggerezza

se non può trasparire la bellezza

dalle vetrate del cielo e il sole dosare

i suoi raggi, allora forse è il karma

a negarci il futuro. Ci sono folli

che indicano la via e vene cattive

che portano al cuore. L’amore ha mille nomi.



“ E’ necessario che noi ci si perda”

e che non ci trovino, che l’invisibilità

sia perenne per chi non potrà capire mai

quante strade si possono ancora percorrere

per tornare al punto di partenza. L’assenza

è finta, uno stato fisico, una dipendenza

dalla realtà, ciò che sfugge alla lontananza

è un atomo di verità, una trasparenza

tra schizzi di fango. Cosa dobbiamo temere

se c’è un allineamento nel cielo, se ciò che fui

non è ciò che sarò domani? Le lune dell’aldilà

sono distratte, si può spezzare la corda.





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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il sole mutava la sua luce
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata

senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo

le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare

alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie

con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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