Che ne è stato di quelle “parentesi”
dentro cui a tuo dire la proteggevi?
Grosse e alte catene di monti son
diventate: impedimenti. Barriere
che tagliano l'aria, allontanano il mare,
e fanno che tu più non senta il suo cuore.
E di tutta quella lava incandescente,
che ne è stato? A contatto con l'aria
si sarà irrigidita, trasformata.
Ma ricorda che fu brama di vulcano
e che non si consuma: resiste,
sopporta ogni sfacelo e rigetta la sua
gemma d'eternità verso il cielo.
dentro cui a tuo dire la proteggevi?
Grosse e alte catene di monti son
diventate: impedimenti. Barriere
che tagliano l'aria, allontanano il mare,
e fanno che tu più non senta il suo cuore.
E di tutta quella lava incandescente,
che ne è stato? A contatto con l'aria
si sarà irrigidita, trasformata.
Ma ricorda che fu brama di vulcano
e che non si consuma: resiste,
sopporta ogni sfacelo e rigetta la sua
gemma d'eternità verso il cielo.
4 commenti
Ti prego
non guardarmi superficialmente,
osservami oltre l'esteriorità
fino a captare il mio intimo sentire.
Non pensare sia banale,
la mia anima palpita
nell'anelare desideri di te
che tengo conservati
nello scrigno dei segreti.
Ruscelli di lacrime
gonfiano i miei occhi
nell'ora della solitudine coatta,
il vento mi sbatte come cespuglio arreso
alla sua primordiale veemenza.
Quando la tua bocca si offre
come rossa melagrana
percepisco sempre il sole allo zenit
ma quando non ci sei la tristezza mi pervade
come tessuto di pesante trama
che ricade dalle spalle sulle fredde pietre
che feriscono il mio corpo.
Il mio cammino è lastricato d'irte strade
stratificato di foglie morte, ormai marcite
su cui faccio fatica ad avanzare
tendendo sempre a scivolare.
Tu sei l'eterno mio sanguinare interno...
Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio la mia anima,
cossiché il pianto sarà anche un po' tuo.
E i giorni tristi, li sotterrerò in un posto lontano dalla mia vita.
Nel mio giardino farò crescere la speranza, la voglia di cercarti.
Cercarti in qualsiasi angolo di un'amara solitudine.
Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio i miei ricordi,
quei ricordi che hai lasciato e che mi hanno regalato certezze.
Certezze che volevo abbracciare all'infinito.
No, sta pur tranquilla.
Non piangerò se mi dirai addio.
I morti non piangono.
Farò piangere al posto mio la mia anima,
cossiché il pianto sarà anche un po' tuo.
E i giorni tristi, li sotterrerò in un posto lontano dalla mia vita.
Nel mio giardino farò crescere la speranza, la voglia di cercarti.
Cercarti in qualsiasi angolo di un'amara solitudine.
Non piangerò se mi dirai addio.
Farò piangere al posto mio i miei ricordi,
quei ricordi che hai lasciato e che mi hanno regalato certezze.
Certezze che volevo abbracciare all'infinito.
No, sta pur tranquilla.
Non piangerò se mi dirai addio.
I morti non piangono.
Sento volare il suono di quella canzone
Quella che ti vedeva vagare fra le nuvole
Le nuvole infinite dei sampietrini
Dove io calcavo a mani ferme ed occhi instabili
Le tue pupille
In quella sera Ripassata a morsi sulle mie labbra
Tra le onde del tempo
Sulla mia faccia.
Mi vien da dirti vieni
Sarà banale,
anelami
Mentre suonano queste campane
Su questa città in fiamme
Anelami
Fammi sentire il tuo respiro
Alla mattina quello caldo
Durante un tuo lieve abbraccio
- quando mi par di vagare fra le braccia del vento
Questo sento
Questo sento-
Suoniamola noi
Ora Adesso Quella melodia del vento
Stringendoci sopra le onde di questo letto
sudiamoci Stringiamoci
I lembi di carne stanca
Straziata da tutto il resto
Non da noi... Del resto,
questo voglio... Questo Sento.
Quella che ti vedeva vagare fra le nuvole
Le nuvole infinite dei sampietrini
Dove io calcavo a mani ferme ed occhi instabili
Le tue pupille
In quella sera Ripassata a morsi sulle mie labbra
Tra le onde del tempo
Sulla mia faccia.
Mi vien da dirti vieni
Sarà banale,
anelami
Mentre suonano queste campane
Su questa città in fiamme
Anelami
Fammi sentire il tuo respiro
Alla mattina quello caldo
Durante un tuo lieve abbraccio
- quando mi par di vagare fra le braccia del vento
Questo sento
Questo sento-
Suoniamola noi
Ora Adesso Quella melodia del vento
Stringendoci sopra le onde di questo letto
sudiamoci Stringiamoci
I lembi di carne stanca
Straziata da tutto il resto
Non da noi... Del resto,
questo voglio... Questo Sento.
Ci incontrammo
in una notte di plenilunio
due lupi che per secoli
avevano ululato solitari
contro le fauci spalancate del cielo
L'argento del pallido astro
riflesso nei nostri occhi
e dentro già il sole infuocato
del nostro cuore selvatico
all'arrivo dell'alba rossa di sangue
Ci fondemmo insieme
strofinandoci pelle su pelle
a mischiare i profumi aspri
ci mostrammo le ferite
amari intagli sul petto
le unghie come lame spuntate
infilate sulla terra dura
testimoni del nostro sopravvivere
e nel nostro amore selvaggio
non abbiamo mai smesso di urlare
i nostri nomi nel vento
alla bianca signora
che ogni notte ci attende
noi due soli sulla scura collina
dove i lupi si amano
in una notte di plenilunio
due lupi che per secoli
avevano ululato solitari
contro le fauci spalancate del cielo
L'argento del pallido astro
riflesso nei nostri occhi
e dentro già il sole infuocato
del nostro cuore selvatico
all'arrivo dell'alba rossa di sangue
Ci fondemmo insieme
strofinandoci pelle su pelle
a mischiare i profumi aspri
ci mostrammo le ferite
amari intagli sul petto
le unghie come lame spuntate
infilate sulla terra dura
testimoni del nostro sopravvivere
e nel nostro amore selvaggio
non abbiamo mai smesso di urlare
i nostri nomi nel vento
alla bianca signora
che ogni notte ci attende
noi due soli sulla scura collina
dove i lupi si amano

Nulla potrà
Or per sentieri d'allegro
Imboscar candido amor!
Domani ancora
Unti d'amico moveremo.
Ebbro l'eterno!
Narrar saprà
El tempo l'attimo...
Leggiadro scorrere!
Menar soliam
Orda bonita
Ne l'ora lesta.
Diurni mielosi!
Obbligo apprezzo!
Eccelso... sgorga ne lo core affetto!
Novella stenne
Effusa brama
Lo spirto... di lieto intriso,
Lo spirto... di brioso ingordo!
Amore sempre
Ne lo cammino soltanto
Il core, zucchero spanne
Mostranno, al monno stupìto
Acciacco dolce infatuato!
Ricordo ancora quando per la prima volta vidi il tuo viso
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
ed era splendente,era unico e raffinato nelle sue spezzature,
ascoltavo la voce di un angelo che filtrava da un innocente sorriso.
E mi innamorai subito delle tue ombre,
i colori del tuo cuore fiorivano dentro le mie arterie,
e fu subito primavera in quel freddo ottobre;
cominciai quindi a cercarti di nascosto con ogni polpastrello,
tu,che forse cosi mi hai amato,trovando la mia mano ne accoglievi la presa
e io lì comunciai a sentire il tuo amore come un fardello.
Con ogni giorno ero sempre più vicino,
ed iniziai cosi a vagare dentro di te
sicuro del mio cammino,
ma la notte è lunga se ami qualcuno,
qualcuno che non sarà mai tuo
e cosi ora sono solo nebbia tra le sigarette e le nuvole di fumo.
Che ne sa il mondo di noi
Io e te ,
amore lo sai,
questo sporco mondo
è quello che è,
e a volte fa
un po’ paura,
noi che restiamo in città,
e la vita è tutta un avventura incasinata,
che vuoi farci,
ma ci sei tu e io,
noi due che proviamo qualcosa,
che stiamo bene,
noi due e il
mondo che cosa ne sa,
cosa ne capisce,
un cavolo,
la gente
non c’entrano,
non sanno un cacchio,
che vadano in malora,
ci siamo io e te,
e poi,
chi lo sa,
un mondo lontano,
che non sa niente di noi.
Io e te ,
amore lo sai,
questo sporco mondo
è quello che è,
e a volte fa
un po’ paura,
noi che restiamo in città,
e la vita è tutta un avventura incasinata,
che vuoi farci,
ma ci sei tu e io,
noi due che proviamo qualcosa,
che stiamo bene,
noi due e il
mondo che cosa ne sa,
cosa ne capisce,
un cavolo,
la gente
non c’entrano,
non sanno un cacchio,
che vadano in malora,
ci siamo io e te,
e poi,
chi lo sa,
un mondo lontano,
che non sa niente di noi.
Se questo amore fosse stato solo arroventato
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
e non voluto e cantato come una poesia
non sarebbe approdato dov’è arrivato.
Se questo amore fosse stato solo un capriccio,
uno sfizio, frivolezza, passione e stranezza
l'avremmo tollerato, ma retto sul bisticcio.
Se questo amore non fosse stato profondo,
ma solo infatuato, esteriore, apparente,
non sarebbe servito a niente.
È stato senza SE quest'amore: voluto, sognato
sensato, sincero, mai banale, non esagerato;
per questo ha tagliato il traguardo.
Lo sguardo un po' stanco, la veste consunta,
bianca la chioma, la faccia smunta,
ma sono oltre i cinquanta e ancora ci siamo
il molto non conta, ci accontentiamo,
dove saremo non lo sappiamo.
Ho racchiuso il mondo e le mie idee
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età
dovunque tu sia
è stato bello averti mia
nell'età passata ormai
e raggi di sole innocui hanno svegliato
l'impavida mia primavera
è inverno ormai in quest'età
e la mente viaggia forte e va
dove i ricordi non si scordano mai
dove è sempre la stagione dell'amore
dove il mare beve l'orizzonte
ho discusso col tempo le mie ingenuità
pagando il prezzo di un addio
e i ritorni mai avvenuti
sempre io
a cercare parole nuove ma mai
le pronuciai
cara bellissima età
dovunque tu sia
è stato bello averti mia
C’incontreremo a metà strada nello spazio
profondo, in un posto chiamato libertà.
I biglietti sono quasi pronti, serve solo
il visto del ministero della passione.
Ci sono dei burocrati che ci stanno
lavorando, studiano da un anno
la playlist migliore e la prima canzone
da fare ascoltare agli alieni. L’assolo
sarà curato nei dettagli, chi vivrà
vedrà, che questo, ê un nuovo inizio.
Se mi avessero dato l’indirizzo prima
della tua nascita, ti sarei venuta a cercare
subito, mi dispiace tanto che l’airone
si sia ferito prima di alzarsi in volo
ma è coraggioso, imparerà a lottare
e a sfidare la tempesta. Il cocchiere
celeste sta giocando a poker con un solo
asso, gli altri sono stati rubati dal cane
finito per errore o per scelta tra le zanzare
assetate di una vecchia palude di Crema.
Due lune si stanno scontrando
una è d’argento e l’altra rosso fuoco
dicono siano state inseparabili
per un’eternità, sia pure a distanza
di sicurezza, ma ora che ê imminente
il crush finale, rimpiangono quel ponte
mai costruito per pura indolenza.
Proveremo a edificare mura stabili
è tutto fantastico ma non è un gioco
il ghiaccio è sciolto, è tratto il dado.
profondo, in un posto chiamato libertà.
I biglietti sono quasi pronti, serve solo
il visto del ministero della passione.
Ci sono dei burocrati che ci stanno
lavorando, studiano da un anno
la playlist migliore e la prima canzone
da fare ascoltare agli alieni. L’assolo
sarà curato nei dettagli, chi vivrà
vedrà, che questo, ê un nuovo inizio.
Se mi avessero dato l’indirizzo prima
della tua nascita, ti sarei venuta a cercare
subito, mi dispiace tanto che l’airone
si sia ferito prima di alzarsi in volo
ma è coraggioso, imparerà a lottare
e a sfidare la tempesta. Il cocchiere
celeste sta giocando a poker con un solo
asso, gli altri sono stati rubati dal cane
finito per errore o per scelta tra le zanzare
assetate di una vecchia palude di Crema.
Due lune si stanno scontrando
una è d’argento e l’altra rosso fuoco
dicono siano state inseparabili
per un’eternità, sia pure a distanza
di sicurezza, ma ora che ê imminente
il crush finale, rimpiangono quel ponte
mai costruito per pura indolenza.
Proveremo a edificare mura stabili
è tutto fantastico ma non è un gioco
il ghiaccio è sciolto, è tratto il dado.
Ci sei tu con me
Grazie ,ci sei tu vicino a me,
grazie,
mi fai compagnia,
mi fai coraggio,
col tuo sorriso,
le tue parole,
il tuo cercarmi,
le telefonate;
mi fai coraggio,
in questo mondo fetente,
di bastardi senza cervello,
che danno fiato alla bocca,
e ti urlano alal schiena,
grazie che sei con me,
mi hai visto,
mi hai trovato,
ci siamo trovati,
in mezzo a questo mondo di schifo.
Grazie ,ci sei tu vicino a me,
grazie,
mi fai compagnia,
mi fai coraggio,
col tuo sorriso,
le tue parole,
il tuo cercarmi,
le telefonate;
mi fai coraggio,
in questo mondo fetente,
di bastardi senza cervello,
che danno fiato alla bocca,
e ti urlano alal schiena,
grazie che sei con me,
mi hai visto,
mi hai trovato,
ci siamo trovati,
in mezzo a questo mondo di schifo.
Non lascia il segno
non muta la superficie
un'impronta nell'acqua
dunque qualcosa se ne va
senza una traccia di sè
come un disegno fatto nell'aria
come un sogno notturno fugace
spirato nel primo mattino
all'alzarsi delle palpebre
un volo non marchia il cielo
impalpabile e senza alcuna scia
nulla resta al suo passaggio
Non troverai il mio nome
se lo cercherai
scritto dove non può restare
io per te ormai sono fine
di cui hai dimenticato l'inizio
io, un'impronta nell'acqua
non muta la superficie
un'impronta nell'acqua
dunque qualcosa se ne va
senza una traccia di sè
come un disegno fatto nell'aria
come un sogno notturno fugace
spirato nel primo mattino
all'alzarsi delle palpebre
un volo non marchia il cielo
impalpabile e senza alcuna scia
nulla resta al suo passaggio
Non troverai il mio nome
se lo cercherai
scritto dove non può restare
io per te ormai sono fine
di cui hai dimenticato l'inizio
io, un'impronta nell'acqua
“E’ necessario che ridendo io t’ami”
e che queste affinità elettive
non siano disperse nelle valli
della confusione. Se è solo il magma
a traboccare, se non può respirare
la terra i venti della leggerezza
se non può trasparire la bellezza
dalle vetrate del cielo e il sole dosare
i suoi raggi, allora forse è il karma
a negarci il futuro. Ci sono folli
che indicano la via e vene cattive
che portano al cuore. L’amore ha mille nomi.
“ E’ necessario che noi ci si perda”
e che non ci trovino, che l’invisibilità
sia perenne per chi non potrà capire mai
quante strade si possono ancora percorrere
per tornare al punto di partenza. L’assenza
è finta, uno stato fisico, una dipendenza
dalla realtà, ciò che sfugge alla lontananza
è un atomo di verità, una trasparenza
tra schizzi di fango. Cosa dobbiamo temere
se c’è un allineamento nel cielo, se ciò che fui
non è ciò che sarò domani? Le lune dell’aldilà
sono distratte, si può spezzare la corda.
Il sole mutava la sua luce
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata
senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo
le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare
alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie
con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.
diveniva del colore dell'ambra
la dolce malinconia smorzava
la forza dei raggi dell'estate
le foglie degli alberi sfilavano
il loro abito verde
ed io tio ho lasciata
senza rimpianto nè sentimento
ti ho lasciata alla prima
luce di settembre
tio ho cercata nelle stagioni calde
dell'emisfero sud
nel continuo rimando
dell'inverno, illundendomi
per una grazia da parte del tempo
le età passavano
come il sale sulle ferite
niente era più amaro
del fuggire dinanzi alle piogge
o alla neve verso l'eterna speranza
di un fuoco da farsi bruciare
alla fine arrivò il gelo
mi avvolse nella sua coperta
facendomi rotolare giù
per infinite valli bianche
mentre la mia pelle avvizzita
si rompeva ed i miei occhi
cercavano i tuoi abbandonati
al primo cascar delle foglie
con rimpianto e risentimento
ti ho lasciataalla prima luce
di settembre.










