«È tramontata la luna/ insieme alle Pleiadi/ la notte è al suo mezzo/ il tempo passa/ io dormo sola». Frammento di Saffo che Salvatore Quasimodo ha rielaborato unendolo ad altri frammenti (Lirici Greci, 1942). Sulla stessa traccia poetica m'immedesimo in lei, Saffo, e la interpreto liberamente con un sonetto, mantenendo l’io narrante al femminile.

Tramontata è la luna icona altera
e le Pleiadi a mezzo della notte,
e pur mia giovinezza giunta a sera
s'è perduta nel tempo che la inghiotte.

Sola nel letto mio son prigioniera
di quelle ormai lontane ardite rotte
con Eros navigate a primavera
nocchiero d'arrendevoli mie lotte.

Ma l’amore ancor l’anima mi scuote
come un vento che irrompe tra le membra,
che subdolo risal dalla mia selva,

e ardente desiderio mi percuote
che il miele d’ape e l’aloe greve assembra,
dolce amara indomabil questa belva.


Il testo di Salvatore Quasimodo (“Lirici Greci”, 1942)

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

Scuote l'anima mia Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva.

Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

ioffa
+1 # ioffa 10-05-2025 01:56
Preferisco di gran lunga la versione di Sisifo a quella di Quasimodo, sonetto ben strutturato batte verso libero14 a 10, direi! Davvero bella. Carina anche quella di Quasimodo, per carità, ma quella di Sisifo è formalmente più elegante ed emotivamente più partecipabile, Quasimodo soffre un po' della moda della sua epoca da ermetisti.
Sisifo Gioioso
+2 # Sisifo Gioioso 10-05-2025 11:19
Grazie ioffa. Le due versioni corrispondono a due diverse concezioni e sensibilità poetiche. Quella di Quasimodo, oltre che risentire dell'ermetismo della sua epoca, è comunque più conforme all'originale, scritto in un contesto culturale che non prevedeva metrica e rime. La mia è un totale rifacimento, forse stravolgimento, che non rinuncia ad alcuni elementi introdotti dallo stesso Quasimodo. E' un testo nuovo, che dell'originale coglie solo l'occasione ispiratrice.
MArTe
+1 # MArTe 10-05-2025 08:24
Concordo con ioffa quando dice che la tua versione, Sisifo, è emotivamente più partecipabile: infatti mi sono emozionata nel leggerla. La inserirei tranquillamente nel patrimonio della letteratura italiana.
Sisifo Gioioso
+2 # Sisifo Gioioso 10-05-2025 11:30
Grazie MArTe. Mi emoziona, e mi fa un po' sorridere, ma non offendertene, che inseriresti questo testo nel patrimonio della letteratura italiana. Non credo che, oggi, un sonetto canonico troverebbe consensi e vita facile. Scompaginerebbe l'attuale contesto, volto a favorire la più ampia partecipazione di voci, e relativi interessi collegati, e una più agevole selezione dei prodotti più "remunerativi" (in tutti i sensi).
Sisifo Gioioso
+2 # Sisifo Gioioso 10-05-2025 11:55
Aggiungo un commento di carattere generale, che pochi condivideranno, a parte ioffa e MArTe (nomino solo loro perché mi hanno appena commentato).
Da tempo insisto, ma non saprei come muovermi e a chi rivolgermi, sull'opportunità di un moderno "ritorno all'antico" in poesia. E non solo in poesia, ma mi fermo qui, perché andrei fuori campo e certamente non ne sarei all'altezza.
La rivoluzione digitale sta distruggendo le nostre residue risorse "spirituali" (uso il termine NON in senso religioso). Dobbiamo riportare i canoni dell'arte, di qualsiasi arte, laddove gli algoritmi non potranno mai arrivare. Ma sono pessimista.
Abbiamo ancora un vantaggio difficile da colmare, cerchiamo di non sprecarlo per interessi di bottega. Vogliamo rifondare una sorta di neo-neo-umanesimo? (correggetemi se non bastano due nei!)
catilo*
+1 # catilo* 31-05-2025 12:46
Mi trovi d'accordissimo! Anch'io da tempo ci penso e me ne cruccio, ma non ho i contatti e, soprattutto, gli entusiasmi giusti con cui confrontarmi! Questa nostra povera, meravigliosa Lingua, mai approssimativa, che ha saputo dotarsi, per esprimere un medesimo concetto, di molteplici parole per cogliere e far risaltare ogni più leggera sfumatura di significato, non merita di finire vittima del pressapochismo contemporaneo!
Una Lingua che si è elevata ad Arte, a guisa della pittura dove contano il tipo di pennello, la sfumatura di colore, la frangenza della luce, ... che fan capo all'emozione che un dipinto vuol esprimere e, nel contempo, suscitare!
Sai, sono preoccupata più della dilagante indifferenza in cui si sta inabissando l'Umano Essere, che dell'Intelligenza Artificiale! La seconda è conseguenziale alla prima!
Come diceva la battuta: "Non è tanto dell'Intelligenza Artificiale che ho paura, ma della Stupidità Umana!"
Ad majora!
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 05-06-2025 09:17
Grazie Catilo, leggo solo oggi i tuoi commenti perchè sono frequentatore saltuario del sito e questo mio testo è di quasi un mese fa.
Condivido quanto dici a proposito dei tuoi stati d'animo e ti ringrazio per gli impliciti apprezzamenti del mio testo.
Io credo che l'I.A. in ambito letterario finirà per integrare, o addirittura sostituire l'opera umana solo nella narrativa, specie quella "mistery" o comnuque nei prodotti d'alto consumo.
In ambito poetico farà strage di poeti mediocri ma difficilmente potrà competere con l'autenticità dei migliori.
Se poi dovessimo ritornare (io mi sforzo di farlo) agli antichi canoni della metrica e delle rime, credo che il gap tra uomo e macchina sia destinato a restare ancora a lungo.
catilo*
# catilo* 31-05-2025 12:55
Non ho lasciato commento sulla tua bellissima poesia, perchè Chi ne sa più di me ha già provveduto!
Non potrei aggiungere altro!
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 05-06-2025 09:32
Non ti preoccupare. Credo che la poesia dilettantistica, come la mia, valga più come occasione di dibattito che per il suo valore poetico intrinseco.

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