io e le mie poesie
a lacerarmi
masturbarmi il cervello
oltraggiarmi
lasciare una traccia
del fermento
del cuore che piange
attimi di gioia
viaggi senza ritorno
illuso e confuso
sul filo dell’inchiostro
fino a quando
finalmente
prendono forma le parole
dal frullatore
di un’anima piegata
sul male e sull’amore
incosciente e lacerata
centrifuga pensieri
che si adagiano sul foglio
e da uomo qualunque
divento poeta
nudo
delle mie complessità
E' quest'alba
ad assistere i ricordi.
E' un fiato
che intiepidisce l'aria
non sento la tua voce
sul muretto
s'arrende e non compari
sui gradini all'ombra
a ricamare.
Vola
una lacrima
dentro ad un pensiero
e ti viene a cercare
masticando
nell'attesa del tramonto
una preghiera.
Stringo
mani di cordoglio
che hanno vento di memorie
e la distanza
oltre il cancello,
dove tu abiti ora!
E li
che ondeggiano
le aiuole del silenzio
e li che resti
mia malinconia
quando trattengo
le mani alla parete
ti do un bacio
e vado via.
(Un anno senza te...... Mamma)
Nel garbato dolore
del mio cuore malato
un triste tepore
di uno sguardo desolato
per quel paradiso che non c'è più
per questo sfondo nero che oscura il blu
Mi sto dissanguando
nel mio giardino angoscioso
io uomo affranto
cammino nel sentiero nebuloso
per quella luce che non trovo
per quella culla di paure che non domo
nell'immobile imbarazzo
di non trovare energia
riaffiora quel ragazzo
in preda alla malinconia
per gli eroi gloriosi di ieri
che davano forza ai suoi pensieri
io uomo affranto
che non credo nel futuro
reagisco ogni tanto
con rabbia a muso duro .
depone rose a specchio il mare sulla spiaggia
lacera riverenze d’orme distratte
e perde il ricordo di corpi nudi e caldi
dall’incedere stanco sul dorso del vento.
Il mozzo solleva un uomo in ginocchio
sua la carcassa d’ignavia ad ala sul fondo.
E piove pianto la furia al dolore
opaco addio amniotico, narcotico amore .
Lesa deriva di grida, la rabbia s’arrende
nella dimenticanza acconsente l’assenza
dell’altro amato oltre l’alare murato.
Vola il pensiero sull’isola in sogno
piovono incanti al colmo incendiati
alianti filari di cielo viola all’appello.
Un grappolo a te che nel cuore apri l’ombrello
un po’ d’infinito a me che vivo delirio distillo.
dolce e amaro
e profumi di speziato.
Buona come un vino generoso
confondi i riflessi
in rare immagini sbiadite.
Tra un raggio di sole
e un temporale
indossi una sottana colorata
e come un'altalena capricciosa
oscilli avanti indietro all'infinito.
Artista dei colori
dipingi a grandi pennellate
il viver subdolo della vita.
La tela è grezza
quanto l'apparente
fragilità impressa.
Mi sei mare
quando l'orizzonte
diventa rifugio nella stanza
e ti cerco
nei meandri dei colori,
dai rossi intensi
al giallo arancio
albeggiare.
Nelle armoniose
sfumature
dai profumi dolci dei fiori
mi sei cielo
di un'incantevole
indaco blu violaceo
e di viole .
Sferzi i miei capelli
di maestrale
e mi sei vento
quando confondi i miei
pomeriggi lunghi
ad inventare.
si rompe si sfilaccia
la guardi impotente
senza poter fare nulla
per fermare lo strappo.
Il muro che crolla
non puoi tenerlo in piedi.
Parole scritte
come pugnali sul corpo
fanno male.
Sbattere
contro un muro
fino a sanguinare
con la certezza di
non rialzarsi più.
Un gabbiano
senza le ali
non può più volare
non può alzarsi in volo
è perso e morto.
Mentre io
resterò
con i piedi per terra
non sbatterò più
contro il muro.
NON SI TORNA INDIETRO E' GIUNTA L'ORA DI CAPIRE, NON SI PUO' CONDIZIONARE LA VITA PENSANDO AL PASSATO, POTREBBE UCCIDERE LENTAMENTE...
mi sono affacciata a guardare il cielo
che ho ritrovato il tuo viso .
E ti ho respirato
cosi come si respirano le cose semplici.
A tratti le tue rughe
i nostri giorni di luce
ora siamo silenzio,
ombre sfrangiate e disperse,
il nascere e il morire
di un pensiero.
Vorrei tornare indietro.
Ma ho trovato
nel cuore
il punto dove farti vivere
assetata
e senza rumore,
una goccia d'anima.

pensieri rinati annegano nella mente inquieta.
Ombre, velate, si susseguono,
alternandosi,
a colmare vuoto.
Incerto il camminare di un miraggio,
e nei miei passi il peso di un abbaglio.
Soffi leggeri asciugano i miei occhi riarsi,
senza pianto,
e in me respirano
paesaggi che mi abitano,
oltrepassandomi tempeste di …
stelle
e la metà del cielo ...
sulle spalle.
Smunto,
sbiadito,
un timido sorriso
esorcizza queste mie ore di muta preghiera
nell’attesa che la tua mano accolga
la ruga del mio tempo.
Vagando con la mente,
ad occhi chiusi,
rincorro la tua carezza,
Mamma,
con la morsa al cuore.
Di slancio, serro,
quasi sepolcro,
il guscio della mia conchiglia
a custodirne nodi.
si fa largo
fra le persiane.
Il cinguettio
degli uccelli
arriva alle mie orecchie.
Gli occhi
rifiutano
di aprirsi.
Vorrei riempire
le notti, i giorni
di allegria, di sorrisi.
Ma un
vuoto devastante
si impossessa di me.
Le campane suonano a festa,
le lacrime
mi fanno compagnia.
In questo giorno
che come tutti gli altri
mi parla di te
E passo oltre
tra incavi d'anima e ferite
accendo un cero
e illumino
amarezze,
fatiche,
cenere di vento.
Sparpaglio il mio silenzio.
In un soffio gelido
trascende l'abbandono,
cede il pianto,
il buio,
il sacrificio,
l'attesa,
la Croce
racconta il tempo.
Soregge la memoria
in questo disperdersi di nuvole
e come acqua fresca a fonte
ispira : Pace!
Inizio io ......continua tu...
Dopo la pioggia
un sorriso sa di vento
e quel ricordo rimasto ancora
in piedi concerta la scena.
L'ombra risale
ed io la traccio con le dita
la riconosco,
la sfioro,
la disperdo,
ora so dove va a morire
la malinconia.
Intravedo
un granello di luce,
l'aroma del caffè
sulle labbra
e fuori gonfio di vento
si dipana tra i campi
l'ultimo giorno
di Marzo.
quando ridipingi l'orizzonte
di rosso acceso
e fai risplendere le nuvole
sfilacciate e disperse
in libertà.
Una libertà instancabile,
intima e arrendevole.
Il battito è disilluso
aspetto il giorno,
imploro il profumo intenso
d'un mandorlo in fiore.
E rincorro i sentieri
il passaggio irrequieto della notte
che diventa luce,
sulle mie guance
una calda promessa di sole.
Intorno a me
Il silenzio è fragile
tra me e l'infinito
c'è ancora una sottile malinconia
che tappezza i pensieri.
Non mi scompiglierà
apro le finestre e
cedo il passo ai colori,
l'aria che respiro
mi respira!





